Riflessioni sotto l'ombrellone


AAA SINDACATO CERCASI…sordi

La vicenda INNSE ha dimostrato quanto in Italia si sia lontani dallo spirito di partecipazione collettiva che ha animato le lotte sindacali dei tempi migliori.
Complice il periodo vacanziero, certo, ma un tempo per solidarietà si sarebbero fermate intere fabbriche per chiedere una risoluzione, oggi invece son dovuti salire su un carroponte degli operai per far si che si trovasse una soluzione
Soluzione adottata anche dai lavoratori romani (diverrà una moda?)

E' andata persa quella coesione fra gente povera che tempo fa ha consentito di raggiungere traguardi importanti per il lavoro, colpa molto spesso di un sindacato politicizzato e poco vicino alla gente
Si sente parlare di operai quando si tratta di morti bianche, gli scioperi non li fa più nessuno "perchè tanto non cambia nulla" e le RSU calano le brache non appena i CDA parlano di cassa integrazione…
Del resto oramai sindacati e partiti storicamente vicini ai dipendenti (comprendendo operai, impiegati, commesse ecc) pensano più a come scalzare Berlusconi che non ai bisogni reali che le persone affrontano quotidianamante: bollette, treni fatiscenti, licenziamenti, stipendi miseri, ecc.
Ne è la prova l'indagine Ipsos di Maggio
(http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/05/sondaggio-sole-ipsos-elezioni-europee.shtml?uuid=0b1f040a-3738-11de-b99d-12059d9d6c25&DocRulesView=Libero) che indicava come oltre il 40% degli intervistati dichiarasse di votare PdL, nonostante non ci sia ancora un sindacato di riferimento del partito di maggioranza, mentre il PD si fermava al 26%
Stupisce come nemmeno le varie formazioni di sinistra "antagonista" non siano state capaci di erodere il consenso al PdL e questo è un segnale di quanto abbia deluso il sindacato e quella sinistra durante il governo Prodi
Di questa sfiducia ne approfittano ovviamente le aziende, perchè è finito il tempo del capitano d'industria ed al loro posto oramai ci sono i manager e per loro conta più il budget della persona.
Ne sono la prova gli stipendi alle stelle di certi TOP manager e di contro i tagli al personale che sono stati fatti per far fronte alla crisi, un esempio lampante è quello dell'AD della Porche (http://www.autoblog.it/post/11470/lamministratore-delegato-di-porsche-difende-il-suo-spropositato-stipendio), ma anche in Italia non abbiamo assistito a manager che si sono ridotti i loro faranoici stipendi per far fronte ai costi
Il vero problema è che gli industriali continuano a piangere miseria, ma chi ne fa le spese è sempre il dipendente
Un esempio? Prima della crisi, con la scusa del petrolio i prezzi di molti generi alimentari erano saliti alle stelle (pane, pasta, pomodori, tutto) e non si era capito di chi era colpa (traspoto, logistica, produttori, ecc), poi il prezzo del greggio è crollato, ma i prezzi son rimasti uguali e la scusa è tata la crisi, risultato:
più esborso per il cittadino e nessuno (sindacati e politici) che se n'è interessato.
Del resto è in linea con lo stile "squalo" il secco no alle gabbie salariali fatto da Confindustria, che di contro, per bocca di Giampaolo Galli, dichiarano che "Bisogna invece lavorare su differenziali retributivi tra singole aziende in funzione di obiettivi di produttività" (http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/08/gabbie-salariali-italia.shtml?uuid=16ee92b4-85d0-11de-8cd6-e5070ea39ac5&DocRulesView=Libero) e vorrebbero ulteriori investimenti al Sud
Ma quante aziende han fatto finta di andare al Sud solo per prendersi i soldi delle sovvenzioni per poi scappare?
Risultato: lo Stato ha speso bei soldoni ed al Sud si muore di fame come prima.
Ed ancora non si capisce bene come aumentare la produttività delle aziende possa far calare il caro vita di città come Milano, dove un recente studio della Camera di Commercio di Monza ha confermato (se ce n'era bisogno) quanto sia difficile per i giovani lavoratori, ma non solo, vivere mensilmente (http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=127851).
Ecco perchè ritengo che sparate come quella delle gabbie salariali hanno per lo meno il pregio di puntare il dito su problemi reali, perchè non è più ammissibile pagare 800/1000 euro di affitto con stipendi di 1300 euro, oppure esser costretti ad emigrare in periferia e fare ore di code in auto o salire sui carri bestiame messi gentilmente a disposizione dalle FS
"Ed io pago" ripeteva Totò nella sua esilerante scenetta, ma è la triste verità del cittadino con reddito medio/basso
Ecco perchè quando leggo comunicati che parlano di lotta, citando le pensioni e non problemi ben più urgenti, mi sembra anacronistico, quasi che il sindacato e la sinistra italiana fossero fermi a 20anni fa
Eppure basterebbe farsi un giro in rete per leggere commenti di persone che gridano aiuto, perchè con 15/16mila euro annui non riescono a mantenere la propria famiglia.
Sicuramente certe conquiste sono importanti ed è bene difenderle, ma se già oggi un operaio non riesce ad arrivare a fine mese, ci arriverà mai alla pensione o morirà prima di fame?
Sarà invece ora che al posto di parlare di destra e sinistra si inizi a parlare degli italiani?

Ermanno Cecconetto
Pubblicato su NoviOnLine il 21 Agosto 2009
http://www.novionline.net/news/politica-cittadina/riflessioni-sotto-lombrellone-aaa-sindacato-cerc.html

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