RA-BARBARI


pecoranera2Dalle scorse settimane abbiamo assistito all'imbarbarimento (per dirla come Fini) dello scontro mediatico che vede il premier opposto al resto del mondo, con l'appoggio (sembra non richiesto, ma compiacente) di Feltri dalle colonne de "Il Giornale"

Se all'inizio il licenziamento di Giordano dopo meno di 2 anni di lavoro non era chiaro per i meno avezzi agli scacchi, il netto cambio di stile imposto da Feltri in poche settimane di gestione ha chiarito tutti i dubbi: serviva un'offensiva giornalistica più decisa contro lo strapotere del centro-sinistra.
Ma questo ha portato più acqua al mulino berlusconiano?
La battuta di Feltri fatta a Cortina durante l'intervista con Moncalvo sul fatto che Berlusconi non volesse un "giornale di partito" pare lontana dalla realtà di oggi( http://www.radioradicale.it/scheda/285474/cortina-incontra-estate-2009-dibattito-attenti-a-quei-due intervento di Feltri delle 21:45) e pur tralasciando il fatto che questa dichiarazione sembra in palese contrasto con la legge Mammì, questa volta sembra che fra gli elettori del centro-destra inizi a serpeggiare il malumore, unito anche alla opinabile vicenda delle richieste di danni a La Repubblica ed all'Unità.
Questo "modus operandi" sta facendo storcere il naso a molti all'interno dello stesso PdL, perchè è un atto intimidatorio che non si può mascherare come "eccesso di difesa"
A conferma dell'imbarazzo per certe "sparate" vi invito a guardare la faccia del ministro La Russa nei primi secondi di questo video (http://www.youtube.com/watch?v=BgQ9_3L1dTc) mentre Silvio parla di "Povera Italia"
Gli attacchi proposti da Feltri all'indirizzo di Boffo ed di Mauro lasciano perplessi i lettori che fino a ieri avevano letto duri attacchi ai giornali di sinistra per il mero gossip che pubblicavano, mentre oggi sembra si sdogani la stessa ricetta, facendo perdere un pò la bussola sul fine ultimo di questa manovra, si vuol ripagare con la stessa moneta l'avversario?
Oppure si vuol dimostrare che alla fin fine chi accusa non è meglio dell'accusato?
Feltri, a conferma di quest'ultima ipotesi, ha infatti dichiarato: "Bisogna fare attenzione al privato se non hai tutte le carte in regola e nessuno di noi ce l’ha. Io per esempio non mi permetto di fare la morale sulle signorine con cui qualcuno si accompagna. Non capisco perché si può fare a Berlusconi e non al direttore dell’Avvenire, non siamo tutti uguali?"
Sicuramente il vittimismo sfoggiato da parte di Boffo è stato eccessivo, parlare di "violenza sul privato" quando per primo lui ha usato questo metodo è stato ridicolo, semmai avrebbe dovuto far capire alla gente la differenza fra il privato di un giornalista ed il privato di un presidente del consiglio ed avrebbe reso un grande servizio al paese.
Invece come sempre si è preferito alimentare le polemiche, dimettersi e fornire materiale per il solito caos mediatico che si risolverà nel solito nulla.
Ed il 14 settembre il direttore del Giornale avverte: "Oggi tocca al premier, domani potrebbe toccare al presidente della Camera. Basta ripescare un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse su personaggi di An"
Chiaro monito a non alzar molto la cresta e a finirla con questa contrapposizione col premier?
Che qualche cosa non vada lo si capisce anche dal preoccupato intervento di Tremonti sul Corriere e dalla querela di Fini contro Feltri.
Ho avuto il piacere di conoscere diversi esponenti politici della provincia, della regione e nazionali,e so che non tutti possono digerire queste "uscite" alla leggera, ma allora questo tipo di politica non ha stancato anche voi che oggi rappresentate questa parte del centro-destra?
Sia chiaro, anche al di fuori del PdL non son rose e fiori: spiccano in modo interessante i 10 quesiti posti da Informazione Libera a Bersani, rimasti fino ad oggi senza risposta (http://www.facebook.com/note.php?note_id=132451429153), oppure crescono le tante ombre sulla gestione patrimoniale della IdV ad opera del buon Tonino, per non parlare di questo grande centro auspicato da Casini, che sembra più un modo per andar a governare con questo o con quello senza aver le mani troppo legate, salvo poi arrabbiarsi se glielo fanno notare (http://www.corriere.it/politica/09_settembre_16/casini_berlusconi_porta_vespa_rottura_2a8dcc5a-a285-11de-a7b6-00144f02aabc.shtml).
L'Italia ha bisogno di guardare avanti, di pensare a come poter veramente aiutare la gente con la propria opera.
La politica deve dimostrare se veramente esiste una destra, un centro ed una sinistra o se alla fine ci è tutti ridotti ad essere solo bravi alfieri o scaltri detrattori di Silvio, così come in TV ci si è ridotti a guardare solo Reality Show.
Non voglio pensare che la partita si sia ridotta solo a no-berluscones vs. berluscones, perchè sarebbe troppo poco anche per un paese come il nostro, che si arrangia, tira avanti ed alla fine ne esce sempre meno malconcio di come sembra.
Vespasiano coniò sulle proprie monete il motto "Roma resurgens", costruì il Colosseo e portò prosperità nel caotico impero romano, oggi non è forse ora di chiudere con questo tipo di politica e cercare la nostra "Italia resurgens"?

Ermanno Cecconetto

Pubblicato su NoviOnLine il 18 settembre 2009
http://www.novionline.net/news/politica-cittadina/la-pecora-nera-ra-barbari-3.html <!– –>

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