FRANCESISMI


pecoranera2Cosa hanno in comune Ad van den Berg, Amiee Louise Sword e Roman Polanski?
In apparenza nulla, dai loro nomi non possiamo capire quale filo sottile lega le loro vite, ma ai più attenti che seguono la cronaca non appariranno così distanti.
Per i più disattenti cosa sarà che unisce queste persone?
La nazionalità? o forse la professione? Oppure il paese d'origine?

Partiamo con ordine: chi è Ad van den Berg?
Questo nome dirà poco a tanti, ma sicuramente il suo partito avrà creato raccapriccio in molti lettori
E' il creatore del Nvd ("Amore del prossimo, libertà e diversità") che ha tra i suoi obiettivi la liberalizzazione della pornografia infantile e i rapporti sessuali fra adulti e bambini.
"Educare i bambini significa anche abituarli al sesso. Proibire rende i bambini ancora più curiosi" ha dichiarato Ad van den Berg, 62 anni, fondatore del partito, al quotidiano olandese Algemeen Dagblad.
Il partito, sul suo sito internet, afferma che chiunque abbia compiuto 16 anni dovrebbe poter interpretare film porno e che la maggiore età sessuale dovrebbe essere abbassata a 12 anni.

Aimee Louise Sword è una donna di 35 anni americana, di Waterford, nel Michigan. Molti anni fa aveva avuto un figlio e lo aveva dato in adozione, poiché non poteva prendersi cura di lui. Dopo tutto questo tempo però, Aimee ha deciso di rintracciare il figlio biologico, usando internet. Una volta ritrovato, però, almeno stando a quanto ha detto la polizia, non si sarebbe affatto limitata a riabbracciarlo, ma avrebbe addirittura fatto sesso con lui (minorenne).

Adesso dunque appare chiaro dove voglio andare a parare: può esserci differenza di giudizio su reati così gravi come la pedofilia?

Dalle ultime cronache pare proprio di si, ci si basa molto su chi ha commesso il fatto ed in base a questo se è "giustificabile" o no; ho riportato qualche caso eclatante per rinfrescare la memoria dei lettori, come per l'appunto il partito dei pedofili, il caso della mamma incestuosa e del noto artista più volte coinvolto in scandali pedofili per arrivare al fatto di cronaca di questi giorni: l'arresto del regista Polanski in Svizzera!
Giusto per dovere di cronaca bisogna ricordare che Roman Polanski era fuggito dagli Usa nel 1978 dopo aver confessato di aver fatto sesso con una ragazza di 13 anni. Il procuratore di Santa Monica, in cambio della sua ammissione, gli aveva risparmiato il carcere ed aveva lasciato perdere le altre accuse, tra cui stupro con uso di stupefacenti, perversione e sodomia.
Tutte accuse che erano emerse dalla testimonianza della ragazza, che successivamente a distanza di quasi 30 anni dai fatti aveva però perdonato il regista (pertanto non scagionato, ma solo perdonato!)
Polanski aveva scelto la fuga perchè non si fidava del Tribunale ed ha ottenuto la cittadinanza in Francia.
Tornando ai giorni nostri il ministro della Cultura francese, Frederic Mitterrand, si è detto "stupito" per l'arresto in Svizzera di Roman Polanski.
No un attimo, ho letto bene? si è detto stupito?
Non solo: un gran numero di attori e registi di fama internazionale hanno sottoscritto un appello per chiedere la liberazione immediata del regista franco-polacco Roman Polanski, arrestato sabato a Zurigo sulla base di un mandato di cattura emesso dagli Stati Uniti nel 1978. Tra i firmatari della petizione, promossa dal direttore della Cinemateque di Parigi Serge Toubiana, anche significativi esponenti del cinema italiano, come Ettore Scola, Marco Bellocchio, Giuseppe Tornatore, Monica Bellucci, Michele Placido e Paolo Sorrentino.
Tramite l'appello, firmato tra l'altro da Constantin Costa-Gavras, Wong Kar-Wai, Fanny Ardant, Pierre Jolivet, Jean-Jacques Beineix e Bertrand Tavernier, "i cineasti e gli autori francesi, europei, americani e del mondo intero intendono affermare la loro costernazione" per l'arresto del grande regista 76enne, e ne chiedono "l'immediata liberazione".
Anche in questo caso la vista mi sta giocando un brutto scherzo? Affermano la loro "costernazione" per l'arresto?
Sinceramente a me stupisce e desta costernazione che in un paese dove l'abuso su minore è punito con 15/20 anni in media di carcere una persona rea confessa di aver abusato di una 13enne sia stata accolta senza remore e ci si arrabbi se in un paese ligio come la Svizzera gliene chieda giustamente conto.
Mi stupisce ancor di più se si considera che in Francia l'età del consenso è fissata a 15anni, pertanto 2 anni in più rispetto alla vittima americana.
Con questa "costernazione" si vuole affermare che in fondo è colpa della 13enne che era troppo disinibita?
Anzi diamo la colpa ai suoi genitori, che al posto di tenerla in casa le han permesso di andare in giro per festini, giusto?
Infine per non sentirci troppo poco coinvolti, diamo la colpa alla società che ha indotto i genitori a dare troppo spazio ai soldi che la figliola avrebbe guadagnato come modella, permettendogli di esser abusata, drogata e sodomizzata da un famoso regista.
Suvvia, diciamocelo chiaro e tondo: in fondo se l'è voluta no?
Cosa pensava di andare a fare questa sgualdrinella in casa di Nicholson, dopo che Polanski l'invitò per un servizio fotografico, promettendole una carriera da modella? Di raccogliere margherite?
Ben gli sta! E non veniamo ad incolpare un povero artista, suvvia è crudele!
In fondo la legge lo sappiamo, è troppo rigida e ad un affermato regista si può passare un peccato di gioventù no?
Chi ci dice che la polizia non l'ha voluto incastrare, nonostante lui sia reo confesso?
Ma in fondo perchè non giustificare anche uno stupro?
Quante ragazzine 12-13enni vanno in giro con mini vertiginose e magliettine attillate? Sullo stesso principio se poi alla fin fine non la danno, mica possiamo dar colpa allo stupratore no?
E sempre su questo principio perchè scandalizzarsi tanto se un olandese vuole fondare il partito dei pedofili, oppure perchè condannare una madre che in fondo ha voluto tanto bene al figlio da andarci addirittura a letto?
Non valgono per questi casi la costernazione dei cineasti francesi? Ah certo, scusate, sia Ad van den Berg che Amiee Louise Sword non sono artisti famosi, pertanto funziona così: prima diventi famoso e poi la Francia si costerna.
A riportare un pò di buonsenso ci pensa il ministro della Giustizia svizzero, Eveline Widmer-Schlumpfsuch: "Non avevamo altra scelta. La biografia di una persona non deve definire un trattamento di favore davanti alla legge"
In Italia siamo abituati agli scandali del nostro Presidente del Consiglio e proprio dai giornali francesi, che ci bacchettano continuamente, forse mi sarei aspettato uguale trattamento nei confronti di un reo confesso di abusi su minore.
A noi chiedono di smuoverci, ma forse anche a loro serve una bella sveglia su come gestiscono la propria indignazione.

Ermanno Cecconetto

Pubblicato su NoviOnLine il 30 settembre 2009
http://www.novionline.net/news/politica-cittadina/la-pecora-nera-francesismi-2.html <!– –>

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