FIAT LUX


pecoranera2Sia fatta la luce dicevano i latini e proprio sulla FIAT di questi tempi un pò più di luce non guasterebbe
Le notizie sui presunti miliardi di euro nascosti all'esterno non possono che irritare chi oggi vede seriamente in pericolo il proprio posto di lavoro e chi spesso ha subito lo stress psicofisico di esser messo in cassa integrazione per mesi
Era da diverso tempo che la mia tastiera fremeva sulla questione FIAT, ma l'altro giorno mi è capitato di leggere, sulla bacheca facebook di Graziano Moro, una dichiarazione di Marchionne che mi ha veramente irritato:
"Abbiamo sei stabilimenti in Italia e quello che facciamo qui è l'equivalente di quello che facciamo in una sola fabbrica in Brasile. Questo non ha nessuna logica industriale"
L'AD FIAT parla di logica industriale dopo tutti i soldi ricevuti dallo Stato?
Dove trova nel mondo un'azienda che ha ricevuto così tanti aiuti statali, se non forse nell'Europa dell'est?
Tralasciando il fatto che forse paragonare Brasile ed Italia non è forse molto "logico": le condizioni di lavoro non sono le stesse, come pure gli stipendi, le aspettative di vita e via dicendo, ma Marchionne continua la sua intervista mettendo le mani avanti sulle prossime mosse:
"La Fiat fa auto, camion, trattori e motori. La politica industriale di sviluppo di questo Paese la fa il governo, non può essere responsabilità della Fiat."
E beffa finale, a chi gli fa notare come la FIAT abbia beneficiato di 500 milioni di euro sotto forma di incentivi alla rottamazione da parte dello Stato la risposta è lapidaria: "Non ho fatto nessuna richiesta di incentivi"
Ho riso molto su questa affermazione, perchè basta farsi un giro in rete per trovare articoli che possono confermare come questa sia la più grossa panzana mai detta da Marchionne: appena un mese fa proprio l'AD Fiat aveva dichiarato su tutti i giornali che senza nuovi "stimoli statali" c'era il rischio di assistere alla chiusura di stabilimenti in Italia.
Ma i soldi alla FIAT arriveranno, da decenni oramai ogni governo, di una sponda e dell'altra, ha puntualmente ed abbondantemente foraggiato la FIAT, a dispetto dell'arroganza che Marchionne usa in queste dichiarazioni, quasi si trattasse solo di numeri e non di persone da mandare a casa.
Anzi Berlusconi ha già detto si ad ottobre, perchè ovviamente l'occupazione va salvaguardata, ma dopo tutti i soldi dati a questo gruppo, sotto forma di cassa integrazione ed incentivi alla rottamazione, davvero l'occupazione è stata salvaguardata?
Come esempio basta l'ansa del 18 novembre che comunica la decisone di chiudere l'Alfa Romeo di Arese, ma la news è passata in sordina su tutti i giornali.
Nessuno, dai sindacati alla sinistra e al governo, ha fatto dichiarazioni in merito.
Come mai nessuno ricorda alla FIAT che l'Alfa e la Lancia furono regalate al gruppo per quattro soldi nel 1986 dall'allora presidente dell'IRI, Romano Prodi, insieme a centinaia di miliardi di lire di finanziamenti pubblici con il chiaro intento di risanarle?
Che fine ha fatto la denuncia alla FIAT per "Truffa aggravata ai danni dello Stato per frode contrattuale" fatta nel 2004 da oltre 600 lavoratori Alfa?
Ovviamente nessuno lo sa ed oggi, ciliegine sulla torta, l'annuncio della chiusura dell'Alfa ad Arese e le dichiarazioni di Marchionne che preannunciano altre chiusure.
Ma davvero possiamo meravigliarci se oggi si parla che il presunto tesoro ereditario Agnelli ammonta a 20 miliardi di euro?
La prassi pare consolidata e basta guardare, come esempio, l'anno scorso: alla fine del 2008 Marchionni piangeva nuovamente miseria e chiese gli incentivi alla rottamazione (prontamente avuti) salvo poi, nella primavera del 2009, dichiarare rose e fiori e comprarsi la chrysler…
A me pare, profano delle manovre industriali, un nemmeno poco velato modo di sfruttare la cassa integrazione
Vorrei sapere quanti soldi, fruttando questi trucchetti, sono finiti a rimpolpare quei 20 miliardi paventati dalle stime dell'erede Agnelli.
Speriamo che l’indagine dell’Agenzia delle Entrate riesca a verificare se c’è stata violazione della normativa fiscale, ma data la complessità dubito si riuscirà a capire qualche cosa.
Però una cosa si può fare: basta soldi!
Se la FIAT non è in grado di andare avanti venda dei pezzi, Alfa e Lancia ad esempio, che già avevano suscitato l'interesse della FORD nell'86, ma che furono regalate alla FIAT per evitare che un concorrente straniero entrasse nel mercato italiano.
Se magari ci fosse stata più concorrenza interna, forse oggi anche la FIAT avrebbe tratto vantaggio da una sana competizione, mentre avendo l'assoluto monopolio ha sempre fatto quel che più gli aggradava.
Oggi ci rendiamo conto che il caro prof. Prodi ha fatto tanti regali agli industriali italiani: Alfa, Lancia ed Olivetti per citarne alcuni, ma a nessuno pare importare, perchè tanto alla fine ha pagato pantalone

Ermanno Cecconetto

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