TERZO VALICO O ENNESIMO SPRECO?


Come anticipato settimana scorsa, ho deciso di trattare questo spinoso argomento a parte.
Solitamente quando i politici sono d’accordo così ampiamente su una cosa, il cittadino la prende sempre nello stoppino (vedasi aumenti dei loro stipendi ottenuti all’unanimità), pertanto sentire PD e PdL così concordi sulla necessità del Terzo Valico mi crea molti interrogativi…..
Se durante la serata di lunedì 15 fosse stata presente anche un pò di gente “esterna” alla politica, penso che avrei rivolto ai 4 candidati 3 semplici domande:
1) l’AV Milano-Roma sta dando i frutti sperati?
2) Del pool di imprese che realizzerà i lavori del Terzo Valico fa sempre parte l’Impregilio?
3) Della reale presenza di amianto s’è preoccupato più nessuno?
Sicuramente se avessi fatto queste domande mi avrebbero additato come il classico No-TAV, ecologista estremo e pure di estrema sinistra (u segnur), ma sono domande che pare nessun politico voglia farsi, tutti invescendati dal futuro o dai 5,5 miliardi di euro che “dovrebbe” costare l’opera
Qualche anno fa mi sarei schierato a favore dell’opera, convinto pure io che il progresso non si può fermare, ma oggi (complice le numerose fregature prese dai politici) prima di schierarmi cerco di informarmi e di ragionare sui dati.
Soprattutto, come scrivevo all’inizio, se entrambi i maggiori partiti si mettono d’accordo scatta in me un campanello d’allarme e mi vengono maliziosi sospetti.
La rete è piena di documenti pro e contro Terzo Valico e farsi un’idea non è facile.
Principalmente mi pare di aver capito che si punta sul Terzo Valico per rilanciare la Liguria ed il basso Piemonte
Dal sito RFI si apprende che: “La linea, partendo dal nodo di Genova, attraverserà le province di Genova e Alessandria sviluppandosi sulla direttrice Genova – Milano, fino a Tortona, e sulla direttrice Alessandria – Torino, fino a Novi Ligure. Quindi si innesterà sulle linee esistenti di collegamento con Milano e Torino.
La nuova infrastruttura consentirà di aumentare in maniera significativa l’offerta di trasporto, migliorando i collegamenti ferroviari fra il sistema portuale ligure e i porti dell’Alto Tirreno e il Nord del Paese, il Centro e Nord (Rotterdam, Anversa) Europa e, grazie anche ai contestuali interventi di potenziamento del nodo di Genova, di sviluppare una rete da dedicare ai flussi di traffico metropolitano dell’area genovese.”
(fonte RFI: http://www.rfi.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=fa5db4050e64c110VgnVCM1000003f16f90aRCRD)
Sul portale della mobilità e dei trasporti in Liguria si va anche oltre, affermando che il progetto consentirà lo spostamento di una parte del traffico commerciale dal trasporto su gomma a quello su rotaia contribuendo ad aumentare la capacità di smaltimento, via ferrovia, dei traffici portuali di Genova. (fonte TRAIL http://www.trail.liguria.it/public/freepages/Terz_Valico_Giovi.asp)
Sempre su TRAIL (ma in rete ci sono le dichiarazioni sui giornali) possiamo apprendere che nel Novembre del 2009 Scajola dichiarava che:”Grazie ai 500 milioni di euro oggi assegnati potranno finalmente partire i lavori per il Terzo Valico, opera di rilevanza strategica per la Liguria,[…] il porto di Genova potrà così beneficiare dei nuovi traffici commerciali provenienti dalle rotte del commercio globale dall’Asia e dal Mediterraneo verso il Nord Europa”
Positivo era anche il commento del presidente di Confindustria di Genova, Giovanni Calvini: “La realizzazione delle infrastrutture di accesso ai cantieri darà, da subito, un nuovo slancio alla nostra economia, senza contare i benefici futuri anche in termini di viabilità cittadina”.
E sul tema i politici ci credono veramente tutti, tanto che, sempre sul finire del 2009, l’assessore calabrese Incarnato si era lamentato dichiarando che : “per la nuova opera del Terzo Valico dei Giovi, sulla linea Genova-Milano sono stati stanziati cinque miliardi di euro. E questo insinua il sospetto che si voglia tentare di spostare su Genova i traffici internazionali che oggi sono assorbiti da Gioia Tauro”
L’8 febbraio 2010 è avvenuta la cerimonia di apertura a Genova, dove il ministro dei Trasporti Altero Matteoli ha consegnato a Walter Lupi, commissario per l’opera, un documento dove si stabilisce che la partenza dei lavori dovrà avvenire improrogabilmente nel mese di aprile di 2010.
Dunque si parte, anche se qualche polemica l’ha sollevata una dichiarazione dello stesso Scajola:”La Torino-Lione è importante, facciamo marciare tutte due le opere insieme, ma se dovessimo fare una scelta, il terzo valico è fondamentale”
A questo punto una domanda logica da fare al ministro poteva essere:”Ma allora sti soldi non ci sono?”
Invece pare che a molti politici (compresa la Bresso) non interessi molto la copertura finanziaria, quanto fare entrambe le opere pena (addirittura) l’isolamento geografico del Piemonte dall’Europa!
Poi se si bloccano i lavori per mancanza di soldi che importa?
Del resto Striscia e le Iene devo pur lavorare, ed allora freghiamocene se non ci sono i soldi! Tanto si parla di 10/20 anni, chi vuoi che se ne ricordi?
Parafrasando il Manzoni, queste opere s’han da fare!
Però….
Già! Ho trovato diversi però sulla reale utilità dell’opera, alcuni espressi in testa all’articolo, ma che cercherò di sviscerare meglio qui di seguito, sperando di non dilungarmi troppo e di non annoiarvi.
Anzitutto i primi dati della AV Milano-Roma non sembrano dare i risultati sperati, sia in termini di numero di passeggieri (visto che il costo del biglietto non è poi così a buon mercato), sia in termini di puntualità.
Su questo punto Trenitalia ha dichiarato che un treno su 7 ha avuto ritardo per problemi alle apparecchiature di bordo fornite dall’Alstom.
Quindi apprendiamo con piacere che 1/7 dei treni è arrivato in ritardo “per cause non dipendenti da Trenitalia”, ma in ogni caso in ritardo.
Conviene al cittadino spendere di più per arrivare comunque tardi? Soprattutto con questa pubblicità in quanto tempo la gente perderà fiducia nell’Alta Velocità?
Ho letto che sul sito dei comitati scrivia (http://www.comitatiscrivia.it/tav%20363.htm) si afferma come oggi solo 1.600 passeggeri usufruiscono della tratta Genova-Milano (visti i ritardi son pure tanti), ma con il Terzo Valico se ne prevedono ben 55.000, ma direi che con le ultime soppressioni di treni (i pendolari novesi e non solo lo sanno bene) si vada in netto contrasto con l’obiettivo di incentivare il treno
Inoltre, come affermato su più siti, il sistema ferroviario necessita anche di alcuni adeguamenti, tra cui il quadruplicamento della Tortona-Voghera e l’adeguamento della tratta della Alessandria-Novi Ligure, ma i soldi per questi adeguamenti ci sono? Non si è capito!
Infine da alcuni studi emergerebbe che non vi possano essere delle significative differenze tra un Milano-Genova linea tradizionale e un Milano-Genova linea ad Alta Velocità (giusto una manciata di minuti), perchè il tracciato non consentirebbe un’accelerazione regolare e un innalzamento significativo della velocità media del treno, ma neanche questo dato è stato confutato.
A proposito di traffico su gomma, poi, mi ha lasciato perplesso l’affermazione che ho letto su TRAIL: “il progetto consentirà lo spostamento di una parte del traffico commerciale dal trasporto su gomma a quello su rotaia contribuendo ad aumentare la capacità di smaltimento, via ferrovia, dei traffici portuali di Genova.”
Considerando che in Italia da secoli spostiamo merci su gomma (per convenienza, per sfruttamento dei padroncini, per capilarità di trasporto, ecc) su che base dovrebbe cambiare quest’abitudine?
Forse si potrebbe porre un divieto sui tratti stradali ed autostradali che svalicano l’appennino e forse sarebbe un bene, visti gli incidenti che negli anni si sono succeduti sulla A7 e sulla A26, oppure applicare una maggiorazione sui pedaggi per il trasporto merci su ruota, ma dubito che le compagnie di trasporto accetteranno la cosa senza mettersi di traverso e quindi, conoscendo il “cuor di leone” dei politici difronte agli scandali, difficilmente si attueranno provvedimenti che scoraggino il movimento merci su ruota.
Passando poi al confronto delle previsioni fatte nel 1992 per il 2010 sulla quantità di container mossi sulla Milano-Genova (4 milioni di container merci) con la realtà del 2009, il progetto appare un pò sovrastimato!
Pare, infatti, che nel 2009 i container siano stati solo 1.530.000 e di questi solo una minima parte via treno.
Ovviamente c’è stata la crisi, nessuno lo mette in dubbio, ma allora non sarebbero il caso di rivedere le previsioni?
Per chiudere la querelle AV/AC mi pare giusta la domanda posta da molti: ma le merci dell’Alta Capacità passeranno sugli stessi binari dell’Alta Velocità?
E quanto converrà portare un container da Genova ad Alessandria su linee AV, che notoriamente sono più onerose da mantenere?
Ecco dunque che lo spostamento del traffico da gomma a rotaia appare molto utopistico, vanificando il principale obiettivo del Terzo Valico, ovvero il rilancio del trasporto ferroviario
Altra questione interessante sarà capire che garanzie si avranno che non assisteremo ai danni ambientali prodotti dai lavori per la TAV nel tratto Firenze-Bologna, danni “certificati” da una condanna di primo grado ai vertici del Consorzio Cavet nel 2008, consorzio controllato al 76% dalla Impregilio.
Multinazionale, quest’ultima, che dovrebbe eseguire parte dei lavori anche nel nostro territorio (il condizionale è d’obbligo, visto che non c’è ancora nulla di sicuro) e che recentemente è stata coinvolta nello scandalo del crollo dell’ospedale de L’Aquila
Ultima domanda che mi ponevo: che rischio c’è di “spolverare” la zona degli scavi (a ridosso di molti centri abitati) con amianto?
Se ci ricordiamo la questione della cava Cementir e dell’acquedotto della Val Lemme ci viene in mente che secondo alcuni studi nel sottosuolo c’era la presenza di rocce amiantifere, questi studi sono stati confutati?
Infine si è parlato tanto anche dei fontamentali investimenti privati, che dovrebbero sostenere almeno metà del costo dell’opera, ma realmente ci sono privati pronti ad investire nell’opera?
Anche su questi fronti silenzio assoluto.
Leggendo le relazioni degli ambientalisti ci sono altri punti da chiarire, come ad esempio la reale possibilità del prosciugamento dell’acquedotto di Arquata o l’impatto del traffico di 800 camion al giorno fra Rivalta e Tortona per 10/15 anni, però bisogna cercare di non essere dei pasionari ecologici, per non farsi trasportare dal fanatismo, però vale veramente la pena spendere 5 miliardi per nuove opere senza avere la certezza che saranno sfruttate?
O forse è possibile sistemare le linee esistenti con meno spesa e stessa resa?
Sicuramente Genova sta esaurendo le proprie energie e forse la possibiltà di esser meglio collegata con il centro e nord europa le consentirebbe un rilancio, che sicuramente potrebbe portare più lavoro (a patto che i giovani genovesi vogliano fare i portuali), ma questa smania di fare nasconde diversi punti poco chiari

Ermanno Cecconetto

pubblicato su NoviOnLine 26 febbraio 2010
http://www.novionline.net/news/societ-e-cultura/la-pecora-nera-terzo-valico-o-ennesimo-spreco.html

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