CAMBIARE ROTTA


AntonioLaTrippaL'ultimo pasticciaccio brutto lombardo-laziale mi ha lasciato molto amareggiato per la risposta che il centro-destra (o presunto tale) ha dato al paese, dimostrando, una volta di più, l'inadeguatezza di alcuni dirigenti e mancando di rispetto alle persone che vorrebbero dare credito a questa coalizione, che per molti versi coincide con la definizione data da Belpietro su Libero.

Occorre davvero cambiare rotta ed è inutile ribadire che è una scelta di campo, perchè molti elettori sono rimasti delusi da quest'ultima azione.
A questo punto al centro-destra non servono dei Promotori della Libertà, ma servono dei Garanti del Rispetto dell'intelligenza del cittadino.
Come non dar ragione alla giovane esponente de "La Destra" di Bari che dice: "Noi siamo alleati leali, ma non abbiamo ancora perso il piacere di pensare con la nostra testa; e quindi ce lo concedano i nostri alleati, questa volta non siamo d’accordo" (fonte: http://www.atuttadestra.net/?p=7239)
Allo stesso modo io mi sento politicamente vicino al centro-destra, ma ho il piacere di pensare ancora con la mia testa e poichè non sono iscritto in nessun partito, posso dire, senza timore di anatemi, che non mi piace affatto questo decreto interpretativo!
Forse sarei arrabbiato il triplo se oggi mi trovassi fra le fila del PdL, perchè so bene quanta fatica costa farsi promotore di un partito in mezzo alla gente, parando colpo su colpo e spesso su posizioni scomode.
Dover digerire scelte a volte dubbie e spiegarle agli altri non è mai facile, ma davanti a simili maree di guano ogni tentativo di ribattere appare solo una grande balla!
Diamo colpa ai radicali che hanno fatto ostruzionismo, ma qui si tratta soprattutto di negligenza!
Negligenza di chi doveva leggere attentamente la legge regionale lombarba per capire se servivano timbri rotondi o quadrati o esaedrici
Negligenza di chi doveva presentarsi nel lazio con largo anticipo e con tutti i faldoni in tasca e non pretendere di passare all'ultimo secondo perchè era del PdL
E grazie alla soluzione "all'italiana" ora si rischia di penalizzare fortemente due candidati vincenti, che si trovano, loro malgrado, in mezzo ad uno tzunami di proteste bipartisan, compromettendo anche la corsa nelle altre regioni.
Possiamo dirci mille volte quanto brutti, sporchi e cattivi siano i comunisti ed i radicali, ma ciò non toglie che gli sgambetti ci sono sempre stati, hanno sempre fatto parte del gioco e lo stesso centro-destra l'ha usati in passato:

* nel 2008 venne presentato un ricorso della Lega Nord che escluse l'UDC dalle regionali in Trentino;
* nel 2005 Storace contestò la legalità di alcune firme della lista della Mussolini nelle regionali laziali;
* caso ancora più eclatante quello del 2001 in Molise: un ricorso al Tar della coalizione di centrodestra fece annullare l'elezione di Giovanni Di Stasi (Ulivo), in carica da circa un anno. L'allora Forza Italia, insieme agli alleati, contestò alcune firme delle liste dei Comunisti Italiani e dei Verdi perché non riportavano il tipo di documento (carta di identità passaporto, patente) utilizzato per il riconoscimento, ma solo il numero.

Chi non lo riconosce mente, perchè non erano forse anche da "interpretare" le volontà degli elettori in questi casi che ho citato?
Non mi è possibile liquidare il tutto come una mera questione di campo, come alcuni amici mi stanno suggerendo.
Non avevano forse il diritto di votare gli esponenti dell'UDC in Trentino?
Ed il centro-sinistra non aveva forse vinto una competizione elettorale in Molise?
Ma in questi casi si è chiesto ed OTTENUTO il rispetto delle regole, "DURA LEX SED LEX" si è detto
Oggi si chiede di "interpretare" la volontà degli elettori, con la scusa che si parla (forse) del 40% degli elettori e non del pressappochismo dei dirigenti del Pdl
Signori, ma onestamente come si fa a difendere un pastrocchio così palesemente di parte?
Anche perchè, diciamocelo chiaramente, se si fosse trattato della lista "Cecco for President" a nessuno sarebbe venuto in mente di dire interpretiamo!
Anzi molte liste sono state escluse dalle regionali, dai radicali a Forza Nuova, ma fa scandalo solo l'esclusione del PdL
Lo si vuol mascherare come un contributo per evitare una delegittimazione delle elezioni in Lazio e Lombardia, va bene, ma non facciamo i santarellini, perchè chi ha fatto il rappresentante di lista sa bene che bisogna sfruttare ogni occasione per invalidare un voto o una lista
Anche solo un graffio sulla scheda elettorale può bastare per chiedere di annullarla, perchè un voto in meno al tuo avversario può voler dire vincere.
Non sarebbe stato più elegante e meno ingerente riammettere solo i candidati, lasciando le liste fuori dai giochi?
Gli elettori del PdL avrebbero avuto il loro candidato, avrebbero potuto votare secondo coscienza e le regole sarebbero state rispettate
Ma ovviamente si sarebbero perse delle cadreghe e questo, forse, non è sembrato accettabile.
Oppure non era forse il caso di aspettare l'esito dei ricorsi e poi cercare una soluzione politica? Si è avuta troppa fretta e le conseguenze sono aberranti.
Non possiamo usare le regole quando ci fa comodo (vedi Trentino e Molise) e poi puntare il dito sulla sinistra, chiedendo loro di mostrare saggezza politica, equilibrio e moderazione quando ci fa comodo cambiare le carte in tavola
La mia onestà intellettuale me lo impedisce!
E forse è per questo che contiuo ad esser un ramingo del centro-destra!

Ermanno Cecconetto
pubblicato su NoviOnLine
http://www.novionline.net/news/politica-cittadina/elezioni-2010-cambiare-rotta.html <!– –>

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...