TE LA DO IO L'EUROPA…


pecoranera2Mi ha sempre fatto sorridere vedere alcune persone che cercano sempre spunti per poter dire che all'estero son paesi civili, mica come l'Italia:
– Hai visto come fanno bene in Belgio per quella cosa?
– Guarda in Francia come sono avanti…
– Figurati se in Italia facessimo come in Olanda
– Gli inglesi non si comportano certo come noi, ecc
Ma quando poi si tratta di prendere esempio dall'estero allora ecco che scatta la difesa d'ufficio: "eh ma mica fanno tutto giusto"

Tutti a dire come è bello fuori dall'Italia senza Berlusconi, senza la Lega, senza i baciapile e senza i fascisti, tutti europeisti convinti, salvo poi fare dietro-front quanto dall'Europa arrivano notizie che non sono molto affini ai nostri pensieri.
Alla faccia della coerenza di pensiero
Ecco dunque che, prendendo spunto dalle ultime news transalpine, mi chiedo cosa ne pensano i fanatici del ministro francese anti-Papa della bozza di legge che prevede il divieto assoluto di indossare il velo integrale in alcuni luoghi pubblici come tribunali, scuole, ospedali ed università.
E la cosa, indagando un po' in rete, non si limita alla sola Francia, perchè anche il Belgio sta per varare un provvedimento simili, anche se più restrittivo, visto che non si potranno indossare né burqa né niqab per le strade, nei parchi, in ospedali e scuole, sugli autobus e in tutti i luoghi pubblici, compresi gli alberghi.
E la legge è stata presentata da liberali e cristiano-democratici, ma è sostenuta anche dai socialisti e dalla destra, dunque da una larga fetta di parlamento direi, questi belgi, non me li ricordavo così razzisti…
Ma pure il governo d'Olanda ha pensato bene di contattare amministrazioni, scuole e trasporti pubblici affinché inseriscano nei loro regolamenti interni il divieto di indumenti che coprono il volto.
In Svizzera ancora fa rumore il referendum che vieta la costruzione dei minareti ed anche il programma politico presentato da Gordon Brown nei giorni scorsi sembra dettato dal ministro Calderoli.
Il premier britannico ha infatti dichiarato che:"Venire in Gran Bretagna è un privilegio e non un diritto" ed ha aggiunto che la gente ha bisogno di sapere che l'immigrazione è controllata e che le regole sono ferme e chiare.
Secondo il programma di 76 pagine presentato il 13 aprile a Birmingham, i rifugiati troveranno protezione ma il sistema a punti che disciplina gli ingressi sarà reso più severo, si intensificheranno le azioni contro le migrazioni clandestine, negli uffici di collocamento si creeranno corsie preferenziali per i lavoratori locali, e saranno sbarrate le porte alla manodopera non qualificata che arriva da fuori l'Europa.
Dunque anche l'Inghilterra, se vincerà Brown, dichiarerà "tolleranza zero" sull'immigrazione, partendo innanzitutto dalla lingua: imponendo un test di conoscenza dell’inglese per gli stranieri che vogliono ottenere un posto di lavoro nel settore pubblico, mentre fino ad oggi, questo requisito veniva richiesto solo ai medici extracomunitari, insegnanti e agenti di polizia.
Ed in Italia?
Non oso nemmeno immaginare il caos che avrebbe scatenato un programma politico come quello di Brown o una proposta di legge come quella belga
Come minimo avremmo visto le solite bandiere rosse sventolare sotto palazzo Chigi al grido di "Fascista carogna, torna nella fogna!" e tutto un susseguirsi di dichiarazioni inneggianti alla Resistenza, alla lotta di classe e che "è ora di basta!" e via dicendo
Ma qui da noi, come al solito, facciamo solo delle crociate a parole per poi lasciare tutto come sta, senza occuparsi di risolvere i problemi.
Se paragoniamo l'Italia degli anni '70, dove veramente si sono combattute battaglie civili su questioni importanti come l'aborto o il divorzio, con l'Italia di oggi, che non riesce nemmeno a sedersi intorno ad un tavolo per parlare del testamento biologico, più per etichetta e partigianeria, che non per convinzione, il risultato è sconsolante….
Di esempi ce ne sarebbero molti, prendiamo ad esempio la questione burqa.
La legge 152/1975, all'articolo 5, dice espressamente che: "È vietato l'uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo"
Ma fino a che punto il giustificato motivo può prevalere sulla sicurezza pubblica e sulla libertà dell'individuo?
Non è mai stato specificato e si continua a questionare sulla cosa.
Sia chiaro, non sto dicendo che sia giusto una cosa più di un'altra, ma solo che mi sembra giunta l'ora di parlane senza pregiudizi e senza fare crociate, da un lato e dall'altro, in modo da colmare eventualmente il vuoto normativo con testi ampiamente condivisi anche con le autorità religiose interessate e con la popolazione, magari prima di arrivare a divieti estremi come quello belga.
Stiamo vivendo una convivenza forzata con religioni, situazioni e popoli lontani dalla nostra cultura e tradizione, perchè l'immigrazione in Italia è stata troppo spesso fruttata come cavallo di battaglia politico, finendo per fare leggi troppo permissive o troppo restrittive, col risultato che ci siamo trovati molto spesso in situazioni di emergenza senza la dovuta preparazione ed informazione.
So bene che indossare il burqa è una scelta personale, ma poichè viviamo in una società fatta di più individui, se un piccolo sacrificio permette una migliore convivenza non ci vedo nulla di male ad accettarlo.
Certo non siamo tutti uguali: mentre un giovane è più portato a voler conoscere nuovi mondi e a condividere quel poco che ha, una persona matura od anziana può non accettare di dover far posto ad altri, magari perchè pensa egoisticamente e/o ignorantemente a tutta la fatica che ha fatto per arrivare a quel poco che ha e ne è geloso.
Sono d'accordo con chi dice che molti fuggono in Italia perchè nei paesi di provenienza di queste persone di muore di fame, ma farli morire di fame qui non penso sia una buona alternativa.
Non facciamo finta di nulla, perchè i ragazzi/uomini che fanno i VuCumprà per le strade li vediamo tutti, così come gli accattoni nelle metropolitane e Rosarno è stato un esempio di quello che può accadere se non si pongono limiti allo sfruttamento di queste persone, con controlli seri sui clandestini e soprattutto su quei furboni che li sfruttano
Viceversa bisogna garantire a chi ne ha il diritto la possibilità di avere il permesso di soggiorno in tempi rapidi, cose che non sempre accade, con tutte le conseguenze del caso: impossibilità di aprire un conto corrente, di affittarsi un appartamento, di comprarsi un'auto, ecc
Tutto questo per evitare che nella gente cresca il malcontento e si senta sempre più abbandonata in favore dei nuovi arrivati.
Capisco che oramai l'argomento principale della politica italiana è solo Berlusconi, ma non è forse giunto il momento per sedersi ad un tavolo e riformare queste leggi, nate spesso solo per appagare la propria claque?

Ermanno Cecconetto

pubblicato su NoviOnLine 16 aprile 2010
http://www.novionline.net/news/politica-cit
tadina/la
-pecora-nera-te-la-do-io-leuropa.html

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