IO L'AVEVO DETTO….


pecoranera2E' passato giusto un mese da quando, in tempi non sospetti, avevo sollevato qualche dubbio sulla questione.
Oggi i giornali sparano la notizia quasi fosse un fulmine a ciel sereno e forse noi cittadini qualunque dovremmo chiederne i diritti d'autore, perchè a noi la cosa era nota da tempo.
I segnali c'erano tutti ed anche come evolverà la bagarre.
L'oggetto del contendere è chiaramente il disagio fra il Gianfry ed il Silvio, già messo in evidenza dalla pecora in questo articolo: http://www.novionline.net/news/invia-il-tuo-articolo/la-pecora-nera-ma-quando-scoppia.html
Appena finite le elezioni, nemmeno il tempo di gioire della sconfitta del PD in diverse regioni, ecco dunque che Fini fa outing e dichiara tutto il suo malumore nei confronti di questo partito diventato, a suo dire, troppo sordo ed autarchico….
Suvvia Presidente, lo sapevano tutti e proprio lei che siede alla destra del papi non se n'era accorto?
Il PdL è plasmato ad immagine e somiglianza di Berlusconi, non ammette altri attori.
Ben lo sa Bossi che rifiuta ogni volta l'accorpamento con il PdL e con tutto il rispetto dei vari Bondi, LaRussa, Cicchitto o Gasparri, attualmente nessuno cerca di impensierire la leadership del capo e penso nemmeno ci tengano (troppi grattacapi)
Viceversa Fini (come Casini a suo tempo) ha sempre coltivato quel sogno e forse sperava che dopo le Regionali si iniziasse a parlare anche di un dopo Berlusconi, anche perchè parliamoci chiaro: al termine di questo mandato il buon Silvio avrà 77 anni!
Con tutto il bene che gli si può volere, avere un capo del governo di 77 anni mi pare un po' rischioso, non si parla sempre di dar spazio ai giovani?
Forse il cavaliere spera di realizzare il sogno non troppo segreto di diventar Presidente della Repubblica ed avere un Presidente del Consiglio pro-forma (alla Putin per capirci) e secondo me non sarebbe un sogno proprio utopistico, perchè le elezioni del Lazio hanno dimostrato che Silvio comanda ed il popolo della libertà esegue: la Polverini ha vinto nonostante il simbolo del PdL non fosse presente nelle schede elettorali e dunque non si può parlare di un voto di bandiera.
Fatto sta che ad Aprile si è iniziato a discutere su come sfruttare al meglio questi ultimi 3 anni di legislatura, senza minimamente pensar troppo a chi, presto o tardi, dovrà prendere in mano il partito e questo sicuramente non è andato giù a Fini.
Anzi, secondo me, inviare da Napolitano un alleato a presentare la bozza sulle riforme (e non magari un suo fedelissimo) ha contribuito molto ad aumentare il suo malumore.
Ma come già presagivo nel precedente articolo, Fini si guarda bene dal parlare di scissione, al massimo si parla di una minoranza "costruttiva" del PdL, una corrente "dissidente" che non si è capito molto bene come si comporterà in parlamento: voteranno come il resto del PdL o si riterranno liberi di agire in caso di argomenti controversi?
Martedì Fini ha aggiustato il tiro chiedendosi se :"il dissenso interno puo' esistere o siamo il partito del predellino?" ed ha aggiunto che: "la fase del 70 a 30 e' finita. Spero che Berlusconi accetti che esista un dissenso, vedremo quali saranno i patti consentiti a questa minoranza interna".
La risposta di Berlusconi è stata molto chiara: non vuole riconoscere che all'interno del partito si possa dar vita ad una opposizione interna.
La vicenda Fini ha avuto il merito di chiarire bene un concetto: all'interno del PdL per il dissenso non c'è posto, perchè se dissenti dalla linea dettata dal capo sei solo uno che attenta alla leadership.
E la cosa mi fa ridere, visto che si parla di popolo della libertà!
Evidentemente liberi si, ma non di criticare!
A volte mi chiedo come personaggi del calibro di Raffaele Costa o Alfredo Biondi ancora possano restare all'interno di un partito che palesemente non ammette un dialogo interno, quasi fosse un peccato mortale dire che il capo può sbagliare.
PD e PdL sono spesso sembrati dei grandi carrozzoni su cui sono montati politici, comici, veline e veloni, molto lontani dalla gente ed il crescente astensionismo lo conferma, ma alla fine Berlusconi non se ne preoccupa troppo, tanto sa benissimo che contano solo quelli che votano, non gli astenuti
E dato che il popolo della libertà lo idolatra, gli basta tenersi stretta la Lega per garantirsi il futuro
Cosa che il PD non ha saputo fare a suo tempo ed anzi ha commesso il grave errore politico di voler relegare il movimento di Bossi a partito di estrema destra, ma la realtà è ben diversa: la Lega prende voti non solo a destra, perchè la chiara connotazione territoriale la svincola dall'appartenenza netta ad uno schieramento politico e gli permette di far leva su questioni di destra, ma anche (di veltroniana memoria) di sinistra, senza apparire fuori luogo.
La Lega dal canto suo sa che più resta in carica questo governo e più il malcontento cresce, perchè oramai i decreti "ad silvium" sono palesi (vedasi l'ultimo comma "anti-Daddario") e pertanto i leghisti potranno far su più voti alle prossime elezioni.
Ecco perchè Bossi frena il prurito silviesco di elezioni anticipate, il pieno di voti fra 3 anni è quasi scontato!
In tutto questo ecco spuntare Storace, che gongola perchè per il suo partito potrebbe prospettarsi un ruolo esterno, simile a quello della Lega, per il centro ed il sud d'Italia, permettendo dunque una sostituzione del fedifrago Fini ed arginando l'eventuale fuga di voti a destra.
Il Lazio rappresenterà un buon banco di prova per questa sorta di stampella politica, ma sinceramente spero che LaDestra non si faccia abbindolare dalle sirene berlusconiane, perchè Storace prenderà più voti da solo (magari alleandosi con la Lega Nord in un post-Berlusconi), che non al seguito del PdL.
Specialmente se, come immagino, alla fine il PdL si trasformerà in una sorta di PD, dove fare la festa al capo di turno è un classico e che per rimettere in discussione una leadership basta una sconfitta elettorale.
L'irrequietezza delle varie anime non ancora amalgamate del PdL che iniziano a scalpitare è palese, sentono odore di successione, ma per ora tutti (a parole) parlano di coesione, di dissenso costruttivo, mentre nella relatà dei fatti sembra che la lotta sia iniziata!
Riuscirà Berlusconi a tenerli a freno ancora per altri 3 anni?
Ma soprattutto: perchè ancora oggi non si parla di successione?

Ermanno Cecconetto

pubblicato su NoviOnLine 23 aprile 2010
http://www.novionline.net/news/invia-il-tuo-articolo/la-pecora-nera-io-lavevo-detto.html

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