Rumenta artistica


Caspar_David_Friedrich,_Viandante_sul_mare_di_nebbiaHo appreso recentemente che il locale Consorzio Servizio Rifiuti ha rivisto la modalità di conferimento dei rifi uti in discarica da parte dei privati.
Se da un lato è comprensibile che si debbano porre dei limiti alla quantità di materiale depositato, viceversa è poco chiaro perché sia necessario usare esclusivamente la propria auto per buttare i rifi uti ingombranti o il materiale di risulta.
A prima vista può sembrare semplicemente un banale cambio di linee guida, ma personalmente ritengo che, con questa norma, si corra il rischio di riprendere la cattiva abitudine di un tempo di gettare i rifi uti lungo le scarpate, piuttosto che usare la discarica. Il problema non si presenterebbe tanto per i rifiuti ingombranti, dato che ogni Comune “dovrebbe” (il condizionale è d’obbligo) aver attivato da tempo un servizio gratuito per il loro ritiro a domicilio.
Del resto è impensabile che un frigorifero possa entrare in un’utilitaria, e quindi ben venga un servizio che permette al cittadino, che vuole disfarsi del vecchio elettrodomestico, di chiamare un numero verde o di verifi care sul calendario della raccolta rifi uti quando avviene il ritiro degli ingombranti.
Ma nell’attesa della rimozione non assisteremo al proliferare di nuove sculture moderne lungo le vie dei Comuni?
Lo spettacolo rischia di apparire abbastanza surreale, da città post bellica.
Anzi, considerando i mugugni dei novesi sulla tardiva raccolta dei rifi uti nel centro storico, l’ipotesi non appare nemmeno troppo remota.
Va bene allargare l’offerta turistica, ma non penso che vedere in un angolo un frigorifero rotto o una lavatrice scassata possa passare per archeologia post-moderna.
Il problema maggiore potrebbe presentarsi per il cittadino che esegue un piccolo lavoro di edilizia in casa e deve smaltire il materiale di risulta.
In questo caso le cose si complicano: prima era possibile chiedere in prestito un furgoncino e smaltire il tutto da soli in discarica; da oggi, invece, se il cittadino non riesce a portare lo “zetto” con la sua auto, o semplicemente non la vuole usare come furgone, dovrà chiedere obbligatoriamente a un’impresa edile di
trasportarla in discarica.
Un servizio che, immagino, non sarà gratuito.
Quindi, specialmente nei paesi, quanti butteranno tutto giù per le scarpate, piuttosto che pagare un trasporto? Senza escludere anche qualche furbetto che proverà a far la cresta sul costo dei lavori edili, con la scusa che deve smaltire “per conto terzi” il materiale di scarto.
Sicuramente la legge è molto severa riguardo alle discariche abusive, ma sappiamo bene come in Italia si sia abituati a “gabbare lo santo” e dunque la domanda nasce spontanea: perché imporre l’uso di terzi per conferire questa rumenta in discarica, e rischiare di vedere nuovamente rive e boschi pieni di spazzatura?

Ermanno Cecconetto

pubblicato su Il Nostro Giornale 10 giugno 2010
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20100610%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=ILNOSTRO022G1K_008.pdf&data=10%2F06%2F2010&fp=OTkzZTU5ZGRhODYzNjBiYWU4ODhhZTVmZTRlZDdkZDEyNTk3MTYzYQ%3D%3D

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...