Poltrone bollenti


Caspar_David_Friedrich,_Viandante_sul_mare_di_nebbiaNel novese, da un po’ di tempo, stiamo assistendo ad un certo “attaccamento” alla poltrona da parte dei rispettivi occupanti, nominati su scelta politica.
Facciamo qualche esempio?
Camillo Acri è presidente di Acos dal dicembre 2001.
La “sua” poltrona pare sia stata promessa dal sindaco a Roberto Rossi, il consigliere comunale più votato con 230 preferenze, e tutti si aspettavano un gesto di cortesia istituzionale da parte di Acri dopo l’esito delle amministrative.
Normalmente chi occupa posti di nomina politica all’indomani delle elezioni rassegna le dimissioni per permettere alla nuova amministrazione, se lo desidera, di cambiare assetto e persone. Acri però ha scelto diversamente e, essendo in carica fi no al novembre 2010, ha ritenuto di non farsi scalzare in anticipo.
A nulla sono serviti gli appelli dei vari esponenti del Pd locale, e alla fine Rossi, sentendosi gabbato, si è piuttosto arrabbiato con i suoi.
Nelle ultime settimane, poi, c’è stata la vicenda D’Ascenzi, che pare abbia mandato a spigolare il direttivo novese, con tanto di lettera infuocata e minaccia di restituzione della tessera.
Il tutto a causa della scelta del direttivo di sostenere i referendum sull’acqua senza prima interpellarlo.
Un atto di lesa maestà, dunque, che ha scatenato le ire del manager, notoriamente a favore della privatizzazione della gestione dell’acqua.
La vicenda avrà altri sviluppi?
Si vedrà.
Certamente nelle stanze della politica novese (su un fronte, e sull’altro) non si parla d’altro, e le considerazioni sulla guerra generazionale si intrecciano con le ipotesi della guerra per bande.
In ogni caso, va detto che Mauro D’Ascenzi è un dirigente di Acos, e non un politico.
Ma indubbiamente anche i muri a Novi sanno che D’Ascenzi deve la sua carriera, oltre che alle sue competenze professionali, alla sua militanza politica, da lui stesso rivendicata e raccontata anche di recente, a partire dagli anni giovanili, che lo videro (classe 1956) enfant prodige dell’allora Partito Comunista italiano.
Secondo alcuni D’Ascenzi (che è anche vice presidente nazionale di FederUtility: insomma uno dei pezzi grossi del settore) avrebbe dovuto, non solo dimettersi dal circolo novese del Pd, ma dal Partito Democratico, e anche dal suo incarico di amministratore delegato Acos.
Un’altra poltrona, dunque, decisamente incandescente in queste settimane estive.
Ovviamente siamo nel campo delle ipotesi, e delle opinioni in libertà: anzi par di capire che alla fine prevarrà il confronto, per quanto critico e spigoloso, e che dimissioni a breve non ce ne saranno.
Né dal partito, né tantomeno da Acos.
Chi nel Pd già stappava lo spumante per festeggiare l’uscita di D’Ascenzi, ha dovuto rimettere bottiglie e pasticcini in frigo.
Per fortuna le ferie sono vicine, così tutti potranno avere un posto al sole.

Ermanno Cecconetto
pubblicato su Il Nostro Giornale 01 Luglio 2010
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20100701%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=ILNOSTRO025G1K_008.pdf&data=01%2F07%2F2010&fp=ZTRiZjQ5MzAxMDNmZmRlNjk3NzQ5MjExNmQ3Y2U0ODY1OWY4NjlmMw%3D%3D

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