Novi e il tempo pieno a scuola: non è colpa della Gelmini


Caspar_David_Friedrich,_Viandante_sul_mare_di_nebbiaNei giorni scorsi alla scuola primaria (ex elementari) Giovanni Pascoli di Novi, si è tenuta una seduta del consiglio comunale cittadino aperta al pubblico dal titolo inequivocabile: “Effetti del processo di razionalizzazione della rete scolastica sulla scuola novese – Considerazioni e proposte”.
Lodevole iniziativa, che risultava però già viziata in partenza: è oramai noto, infatti, che non è colpa della riforma Gelmini se a Novi non ci sarà il tempo pieno.
È stata piuttosto la maggioranza dei genitori a scegliere le 30 ore settimanali, che non prevedono servizio mensa e rientri pomeridiani.
Notizia ribadita dalla dirigente dell’ufficio scolastico provinciale e confermata, durante la serata, dallo stesso dirigente della scuola secondaria di primo grado.
Assodato che è il comprensorio scolastico novese a non aver richiesto l’organico per costituire classi a tempo prolungato per il prossimo anno scolastico, durante la seduta il sindaco Robbiano, però, non ha perso l’occasione per ribadire che “il disegno della riforma Gelmini è quello di smantellare la scuola a tempo pieno”.
Dunque la riforma Gelmini è responsabile della scelta dei genitori sulle 30 ore, strana tesi davvero.
A questo punto viene da chiedersi se lo scopo della serata fosse non tanto il discutere degli effetti, quanto intentare un processo, magari per spostare l’attenzione dal caso D’Ascenzi, che sotto sotto non ha per niente smesso di “ribollire”, e prossimamente conoscerà nuove puntate.
Spiace constatare che per l’ennesima volta c’è stata poca comunicazione fra scuola, comune e genitori (evidentemente la storia delle brocche non ha insegnato nulla), e che si è dovuta convocare addirittura una seduta comunale aperta per chiarirlo.
Spiace anche che alcuni consiglieri della maggioranza si siano sentiti in dovere di chiedere un consiglio  comunale aperto sulla scuola e non sul bilancio, per esempio, visto l’aumento della tassa sui rifiuti che tocca tutti i novesi in maniera significativa.
I gettoni di presenza di consiglieri e assessori saranno pure poca cosa, ma se l’uso della macchina pubblica è chiaramente politico, lo sperpero è per lo meno contestabile.
Perché allora non fare una seduta aperta sulla gestione del servizio idrico, che tanto clamore ha suscitato nel Pd novese?
O si faccia un consiglio sul ricorso al Tar per le elezioni regionali, in modo da spiegare alla gente perché (forse) fra qualche mese dovrà nuovamente andare a votare.
Tutto questo piangere miseria di molte amministrazioni mi ricorda il paradosso della Regione Emilia Romagna: Vasco Errani chiede meno tagli, ma la sua regione sponsorizza di tutto, compreso il festival del letame.
D’accordo che l’Italia (su questo credo possiamo convenire tutti, al di là delle nostre opinioni politiche)  naviga in un mare di sterco, ma sponsorizzarlo pure…

Ermanno Cecconetto

Pubblicato su Il Nostro Giornale del 08 Luglio 2010
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20100708%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=ILNOSTRO026G1K_008.pdf&data=08%2F07%2F2010&fp=M2ZiMGFkMDkwYzQ3N2QzNzIzM2NlMTIwNDYzZmFmMjAxMDgyNjlmOQ%3D%3D

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