Amarcord con qualche buco


Caspar_David_Friedrich,_Viandante_sul_mare_di_nebbiaMi capita spesso di sfogliare i giornali locali, oltre che per le notizie, anche per verificare i temi trattati dai vari opinionisti, e fra questi leggo con piacere la rubrica dell’avvocato Chessa, che da politico di lungo corso redige
interessanti ritratti dei personaggi novesi.
Purtroppo ultimamente mi sono balzati agli occhi alcune anomalie cronologiche che non sono riuscito a spiegarmi, specialmente da una persona notoriamente attenta ai particolari come lui.

Per esempio la Baruffa è stata defi nita un buon soldato innamorato della Lega, che ha obbedito agli ordini del partito (contrario alla candidatura di Moncalvo), nonostante ciò abbia comportato la scissione della sezione prima delle comunali.
Sicuramente un segretario vorrebbe essere definito per lo meno sergente, anche perché solitamente un soldato non ha molta scelta: obbedire o venir fucilato.
Non so se l’idea fosse quella, ovvero che la Baruffa non avesse altra scelta che dire “obbedisco”, ma sicuramente all’epoca della scissione non era segretario della Lega.
Lo divenne dopo e casomai ebbe coraggio nel prendersi in mano questa patata bollente, succedendo
al dissidente Dolcino.
La settimana successiva la rubrica di Chessa è stata dedicata a Giannattasio, e anche il riassunto dell’excursus del politico novese ha qualche bella falla.
Infatti Chessa si perde fra i ricordi del tempo che fu, andando a rispolverare la giunta Angeli e elencando la carrellata di persone presenti nella taverna del responsabile provinciale dell’Api, e dopo aver lodato la sua abilità culinaria (innegabile), divaga sul passato politico di Giannattasio, compiendo almeno due inesattezze.
Per correttezza riporto integralmente il testo fallato:
“[…]Bravo Francesco, indimenticato cuoco alle feste di Forza Italia
che organizzava come nessuno più. Nel Popolo della Libertà si sentì
incompreso e se ne andò senza sbattere la porta perché è educato,
ma col tempo saltò il fossato psicologico che lo divideva dal Pd
e divenne ‘compagno’
[…]”.
Anzitutto le feste di Forza Italia a Novi, che nel contesto sembrano tantissime, furono in tutto tre e solo due
organizzate da Giannattasio.
Poi cosa c’entra il Pdl?
Mi pare fosse l’autunno del 2001, e ricordo molto bene che Giannattasio manifestò il suo dissenso col direttivo
del partito in un caloroso intervento in biblioteca durante un congresso cittadino di Forza Italia (all’epoca si facevano), altro che andarsene in punta di piedi.
Passò poi nella Margherita (basta cercare su Internet per leggere i vecchi Informa Novi) e solo all’ultimo, essendo questa confl uita nel Pd, divenne “compagno”, per poi trasmigrare nell’Api.
Avvocato, capisco che essendo stato lontano da Novi Ligure per tanto tempo forse alcune cose non le ricorda bene, ma se ha deciso di ributtarsi nella mischia novese dovrebbe essere un po’ più preciso quando propone ricorsi storici, almeno per onor di cronaca, perché passino le licenze poetiche, ma qui si salta di palo in frasca.
Strano che Vernetti, Tuo o Sisti (per citare alcuni di quelli che all’epoca assistettero al pippozzo di Giannattasio) non siano intervenuti a correggere questo macroscopico errore cronologico.
Oppure tutto questo giro era per far sottintendere l’errore del coordinamento del Pdl nel farsi scappare un politico del calibro di Giannattasio perché “incompreso”?

Ermanno Cecconetto

Pubblicato sul Nostro Giornale 28 Ottobre 2010
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20101028%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=40-INGI_08.pdf&data=28%2F10%2F2010&fp=ZTYzZmYzMDExYWY1OTA0MjBiZWUxMzkwMDJiZDZjOTA4MmIyNjIyOA%3D%3D

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