FANNULLONI


fannulloniL'argomento è noto da decenni e viene rispolverato periodicamente solo per far vendere qualche copia in più, ma ogni volta sembra che l'Italia sia all'oscuro di tutto finchè un nuovo Cicerone non porta l'argomento davanti al pubblico ludibrio.

Più semplicemente i media (di regime o alternativi) fanno sempre finta di niente, finchè un giornalista non decide di svelare questo grande mistero
Ed è tutto un tam-tam sui giornali, che riprendono la notizia e vanno in caccia di altre news simili, sicuri che fra qualche settimana non se ne parlerà più, con buona pace di impiegati e politici.
Già perchè alla fine il carrozzone pubblico non serve solo ai politici per sistemare amici e parenti, ma serve anche ai media per riempire le pagine, grazie alle informazioni "particolari" fornite da qualche solerte impiegato che interroga i sistemi su questo o quel personaggio a caccia di 730, beni immobili e via dicendo.
Ad aggiungersi all'elenco dei tomi sui fannulloni pubblici va il libro di David Perluigi, giornalista in carica a "Il Fatto Quotidiano".
Forse finalmente anche una certa stampa di sinistra riconoscerà che non tutti i dipendenti pubblici sono solo dei "tartassati", come spesso vedo scritto, visto che lo scrive anche un giornalista di un quotidiano non certo vicino al regime
Come si legge in copertina, il libro tratta di "tutti i privilegi dei dipendenti pubblici a spese dei contribuenti" ed è una raccolta di alcune storie del (fu) Bel Paese che analizzano le indennità speciali, i premi produzione, i generosi scatti pensionistici, i benefit di lusso e i ridicoli controlli di cui gode la "casta" di chi lavora negli enti pubblici, per mettere il lettore davanti a quello che sembra il fallimento della cura Brunetta
A leggere i tantissimi privilegi che i dipendenti pubblici hanno acquisito e continuano ad acquisire alle spalle di noi contribuenti, sembra proprio che l'Italia sia una popolazione di furbetti legalizzati, che incrementa ogni anno la spesa pubblica.
Sono restato un po' basito nel vedere tutta la pubblicità fatta a questo libro, quasi fosse un argomento nuovo, quando la piaga è risaluta da tempo
Basta pensare ai numerosi servizi televisivi di programmi come le Iene o Striscia la Notizia, che mostrano impiegati di ministeri o di ospedali che timbrano e poi lasciano il posto di lavoro per farsi gli affari propri
Se poi ci vogliamo farci del male, basta navigare un po' in rete per leggere che questi dipendenti non fanno altro che seguire la corrente di spreco che parte dall'alto.
Mario Draghi ad esempio prende poco più di 400mila euro lordi all'anno, mentre il suo collega francese ne prende 142mila e quello tedesco 101mila
Ma possiamo continuare con il direttore generale del Tesoro con 511mila euro, Mauro Masi ne porta a casa 710mila e Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie, 870mila (alla faccia di noi pendolari)
Fin nel lontano 2003 l'on. Raffaele Costa denunciò questa Italia dei privilegi, ma il suo restò un libro poco conosciuto al grande pubblico, come del resto il precedente del 1999, l'Italia degli sprechi, che denunciava come in Italia venissero buttati soldi pubblici nel nulla.
Del resto ricordo molto bene tutte le polemiche sollevate dall'operato dell'allora ministro della Sanità Costa, che nel 1994 inviava i NAS negli ospedali per effettuare controlli a sorpresa e parlava di tagliare costi per 4miliardi di lire
Tempi veramente lontani, dove alcuni dirigenti contestavano questi provvedimenti e volevano esser avvertiti dal ministro prima di inviare i NAS
Ti faccio un'ispezione a sorpresa per capire cosa combini e ti devo avvertire prima?
La cosa avvilente era che alcuni politici e sindacati davano loro ragione, generando una sorta di legittimazione delle loro pretese, finchè l'onorevole Costa non venne spedito, pardon eletto, all'Europarlamento, con buona pace del comparto sanità, che continuò a sperperare soldi in tutta tranquillità.
Purtroppo essendo in Italia, la mia paura è che in preda ad una sorta di mistico e febbrile eccesso di giustizia divina (o forse più semplicemente per far su voti), la mannaia venga usata senza giudizio su tutto e su tutti
Esistono situazioni ben diverse, in alcuni casi c'è un eccesso di spesa, di personale, di strutture, ma ci sono anche ambiti del pubblico che vivono momenti di difficoltà per la propria sopravvivenza perchè non hanno personale sufficiente.
Non è possibile generalizzare, serve soprattutto voglia di migliorare le cose, ma quanti di coloro che sono in parlamento, vi siedono senza aver contribuito al parassitismo pubblico?
Quante volte abbiamo sentito parlare di enti inutili che sopravvivono a spese del contribuente?
Alla fine anche questo libro finirà sugli scaffali senza vedere nessuna soluzione a questo assistenzialismo pubblico, fino al prossimo tomo, che leggeremo facendo finta di scandalizzarci, meravigliandoci per come sia incredibilmente facile fregare lo Stato

Ermanno Cecconetto

pubblicato su NoviOnLine 03 dicembre 2010
http://www.novionline.net/news/politica-cittadina/la-pecora-nera-fannulloni.html

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