Novi fra terreni, precari e tonno


tonno-subitoÈ trascorso ormai più di un mese da quando (era l’8 novembre) in consiglio comunale il gruppo consiliare del Partito Democratico di Novi ha presentato una mozione per discutere e affrontare il problema dei precari impiegati presso l’ospedale San Giacomo di Novi Ligure.
Ovviamente il documento fu approvato all’unanimità, impegnando il sindaco e l’assessore competente ad agire
presso la direzione dell’Azienda Sanitaria alessandrina e presso l’assessore regionale alla Sanità per giungere a una soluzione positiva della vertenza.

Purtroppo, si apprende ora, per due di queste lavoratrici il rinnovo non c’è stato, e per altre il rinnovo è valido solo fi no a febbraio.
Basterà il clamore mediatico a porre rimedio a questa grave decisione?
In ogni caso, del documento mi ha stuzzicato un passaggio, e precisamente questo: “Vista anche la difficile situazione occupazionale attuale e le serie diffi coltà che queste lavoratrici incontrerebbero nel cercare un nuovo posto di lavoro”.
E ho pensato: ma proprio vista la difficile situazione occupazionale, non sarebbe il caso di prestare attenzione anche alla creazione di nuovi posti di lavoro?
Quasi mi avessero letto nel pensiero, la settimana scorsa ho appreso che il Comune di Novi assegnerà lotti di terreno in piena proprietà e altri con diritto di superfi cie per la durata di 99 anni a imprese artigiane, industriali, commerciali e turistiche-ricettive, con l’evidente scopo di favorire l’insediamento di nuove attività produttive. Sembra proprio che il Comune di Novi Ligure riservi particolare attenzione al mondo del lavoro.
Del resto un’amministrazione di sinistra dovrebbe esser vicina ai lavoratori, ma nei fatti lo è davvero?
In fondo far la voce grossa sui precari è una buona operazione mediatica, ma di poca resa, perché la decisione fi nale non spetta al Comune, e pertanto se i precari non saranno assunti si potranno sempre incolpare
la Regione o il Governo, in mano al centrodestra.
E pur regalando lotti di terreno, quante imprese avranno il coraggio di avvicinarsi a Novi, dopo la fallimentare gestione del caso Maruzzella?
Se non ricordo male l’azienda avrebbe dovuto iniziare l’attività a settembre, portando una settantina di posti di lavoro in zona, ma com’è andata a finire lo sappiamo.
Anzi no! Da quando a fine settembre la Provincia ha richiesto la valutazione di impatto ambientale non c’è più stata alcuna notizia!
In tempi di magra occupazionale, richiedere la Via sembra proprio una beffa, perché signifi ca prevedere quali saranno i costi ed i benefici dell’impatto ambientale (pertanto ben attenti che non si parla di inquinamento) che lo stabilimento potrà avere sul territorio.
E 70 posti di lavoro in più non sono forse un evidente benefi cio per il territorio?
Evidentemente l’amministrazione novese si dimostra cuor di leone con la Regione, ma quando si tratta di tirar fuori gli attributi in una lite fra titani preferisce passar la palla ad altri, che a loro volta sembrano giocar con il Monopoli: si passa dal Via!
Sperando che nessun disoccupato novese, nel frattempo, debba pescare
dal mazzo della sorte le carte probabilità o imprevisti.

Ermanno Cecconetto

pubblicato su Il Nostro Giornale 09 Dicembre 2010
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20101209%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=46-INGI_08.pdf&data=09%2F12%2F2010&fp=YjcyMTIzMmNiOTZhYmEzNWQ0OWZlMTFmZjg1NTUyMmU0MDRlMjBmMw%3D%3D

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