Se c’erano dormivano…


sonnoUn’editoriale di Vernetti apparso su Panorama qualche settimana fa ha sollevato polemiche più per l’autore dell’articolo che non per i dubbi avanzati nel testo.
In molti vi hanno letto un attacco all’ingerenza parlamentare o un primo passo verso Futuro e Libertà. Personalmente, potrei contestare a Piero non certo l’aver espresso le sue tesi, quanto il fatto che svegliarsi oggi e puntare il dito sull’assenza di liberismo che permea il Pdl è come ammettere di esser stati in letargo almeno negli ultimi 10 anni.

In quell’articolo ho letto l’amara conferma di una triste verità, conosciuta da chi si è allontanato tempo fa dal Pdl: la base non solo è esigua, ma non viene nemmeno tenuta in considerazione.
Esigua perché alle scorse regionali del 2010, per esempio, il Pdl a Novi ha preso oltre 3mila voti.
Senza voler esagerare con i numeri, esistono almeno 300 novesi iscritti al partito?
In fondo si tratta del 10% dei voti presi…
Mi piacerebbe esser smentito, ma non credo.
Se la situazione fosse diversa, infatti, la scelta di un nuovo coordinatore sarebbe meno difficile e forse ci sarebbe anche un bel gruppo di giovani che invece a Novi, come in provincia, manca.
La conferma che la base non è tenuta in considerazione è venuta col susseguirsi di eventi delle scorse settimane.
Per la prima volta dalla nascita del partito, i pidiellini novesi avevano indicato un coordinatore, accettando l’indicazione di Ferretti e manifestando, quindi, una voglia di continuità con la precedente gestione organizzativa,
ma l’azione di forza del vertice nell’imporre l’onorevole Repetti come coordinatrice è riuscita a rompere l’affiatamento con cui questo direttivo stava lavorando da mesi.
Non mi stupirei se questa imposizione avesse anche allontanato alcuni di coloro che, timidamente, e un po’ per caso si erano avvicinati a questo partito.
Dall’esterno sembra cha la base sia chiamata solo a “lavorare”.
Se poi si deve scegliere un coordinatore sono altri a decidere.
Ma la storia in fondo si ripete: non era forse così anche in Forza Italia?
A ogni appuntamento elettorale si prendevano tanti voti grazie a Berlusconi, ma in concreto alla vita del partito lavoravano quattro gatti, contornati da molti (inutili) pavoni.
Oggi che l’era di Berlusconi è al tramonto, la poca lucidità politica di alcuni dirigenti non gli consente di capire che per sopravvivere il Pdl deve affrontare il problema che ha da decenni:
tradurre il consenso popolare in partecipazione al partito.
Partecipazione che deve esser tenuta in considerazione, altrimenti inutile chiamarsi Partito della Libertà.

Ermanno Cecconetto

pubblicato su Il Nostro Giornale 13 Gennaio 2010
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20110113%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=01-INGI_08.pdf&data=13%2F01%2F2011&fp=YjA4N2MwMzYzOWM4MTY5MGUyMmZmMjVmM2NiY2U1NzFmNjRhYzdiYg%3D%3D

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