ATTACCATI AL TRENO…


Una volta si diceva al tram, ma oggi meglio il treno, visto che viaggia lento.
Basta dare un’occhiata all’inchiesta di AltroConsumo sull’Alta Velocità per capire come siamo messi in Italia su questa novità.
Anzi mi ha fatto ridere (anche se forse ci sarebbe da piangere) il blitz di Tremonti, Angeletti e Bonanni per constatare le difficoltà di un viaggio in treno da Milano a Reggio Calabria.
Del resto basta esser un pendolare, studente o lavoratore non importa, per conoscere in che stato versano oramai i treni e le ferrovie dello Stato e basta chiedere ad uno di noi.
Un mondo in netto contrasto con chi continua a sostenere le grandi opere.
Il 10 febbraio scorso, il viaggio dei due sindacalisti è servito per sottolineare al Ministro dell’Economia la necessità che vi sia una maggiore attenzione verso il sud che punti su uno sviluppo fondato sulla dotazione infrastrutturale.
Ma leggendo l’inchiesta di AltroConsumo (http://www.altroconsumo.it/treni/alta-velocita-solo-di-nome-s300563.htm) emerge che la situazione è drammatica in tutto il paese, non solo al sud.
Risultati sconfortanti che riguardano sia i treni pendolari, che i Frecciabianca ed i Frecciarossa
I primi, nelle stazioni prese in esame, hanno raggiunto il traguardo di ben 65% di convogli non arrivati nei tempi previsti, uno su cinque aveva un ritardo tra i 5 e i 15 minuti ed il 5% è andato oltre il quarto d’ora.
Milano Centrale le batte tutte: il 92% dei treni pendolari arriva “puntualmente” in ritardo.
E ciò nonostante hanno avuto il coraggio di applicare il 20% di aumento sugli abbonamenti ed un corposo ritocco alle altre tariffe, giustificandolo con i tagli alle Regioni.
Non va meglio al Frecciabianca: tre treni su quattro sono in ritardo, con una media di 23 minuti di attesa.
Stessa sorte tocca all’AltaVelocità Frecciarossa, che arriva in ritardo una volta su due.
Dati che dovrebbero far riflettere chi parla tanto non solo di smog nelle grandi città, ma anche chi sostiente l’esigenza di determinate grandi opere.
Se da un lato è chiaro perchè molti pendolari sono costretti ad usare l’auto, se vogliono esser sicuri di arrivare in orario al lavoro, viceversa non appare altrettanto limpido come si possa chiedere insistentemente l’avvio di opere come il Ponte sullo Stretto od il Terzo Valico.
Chi oggi parla di polveri sottili e di inquinamento, dovrebbe pretendere un servizio ferroviario esemplare e non solo applicare eco-tasse o chiudere le città al traffico, mentre è di pochi giorni fa l’interrogazione dell’on. Lovelli sull’attuazione del Terzo Valico.
Non mi è chiara la relazione che ho letto fra grandi opere e disagi dei pendolari.
Cito testualmente:
La realizzazione del Terzo Valico dei Giovi risulta essere un tassello fondamentale per il completamento ed il decollo del corridoio europeo 24 Genova-Rotterdam, che prevede la realizzazione di una rete ferroviaria di collegamento tra i due porti europei.
Il tratto passante per la Confederazione elvetica è stato già in buona parte realizzato, mentre al contrario, i lavori per la realizzazione del tratto italiano non sono mai effettivamente cominciati, nonostante l’enfasi propagandistica data all’inaugurazione dei lavori.
Il Governo continua a chiacchierare di grandi opere, mentre nel frattempo milioni di pendolari subiscono le scelte di FS finalizzate al taglio dei treni.
Insomma: non si utilizzano al meglio le reti esistenti e non si dà seguito agli accordi con gli enti locali per le opere compensative del terzo valico.
E’ giunto il momento che l’Esecutivo chiarisca definitivamente in Parlamento

Enfasi politica a parte, che ovviamente è il mestiere di chi è all’opposizione, non ho capito la frase: “Il Governo continua a chiacchierare di grandi opere, mentre nel frattempo milioni di pendolari subiscono le scelte di FS finalizzate al taglio dei treni
Viene quasi da pensare che è colpa della mancata realizzazione delle grandi opere se noi pendolari stiamo subendo un costante ritardo del 65% dei treni a noi riservati ed un continuo aumento delle tariffe.
L’on.Lovelli continua: “Insomma: non si utilizzano al meglio le reti esistenti e non si dà seguito agli accordi con gli enti locali per le opere compensative del terzo valico
Sembra quasi la conferma del mio sospetto, non fosse per quell’accenno alle opere compensative
Già perchè alla fine ciò che interessa alle amministrazioni locali non è certo il Terzo Valico o l’AltaVelocità, sono le opere compensative, per poter realizzare quelle modifiche urbane che con l’attuale situazione economica sono impensabili.
Per presentarsi poi, fra qualche anno, davanti agli elettori dicendo: “Noi abbiamo fatto! Nonostante il Governo brutto e cattivo
Del resto non è già la storia di oggi? A Novi pochi mesi fa non cinguettavano che nonostante i tagli, il Comune aveva anche destinato fondi per giardini e centri sportivi?
Figuriamoci se arrivano i soldi del CIPE…
Tutto il resto è noia, potrebbe cantare Califano, ma qui tutto il resto appare un dettaglio inifluente, rispetto alle opere compensative
Un dettaglio che un FrecciaRossa su due, nonostante il prezzo, arriva in ritardo
Una coincidenza che sarà lo stesso treno che un domani dovrà percorrere la tratta Genova-Milano, sminuendo parte del vantaggiosi presupposti su cui si basa il progetto.
Una quisquilia che si dovranno trovare i soldi per il quadruplicamento della Tortona-Voghera e l’adeguamento della tratta della Alessandria-Novi Ligure, pena arrivare a Tortona velocissimi e procedere a lumaca fino a Voghera
Un’inezia che per fare quest’opera ciclopica si spenderanno miliardi di euro di soldi pubblici (visto che di privati manco l’ombra), soldi che andranno ad accrescere il debito pubblico e quindi toglieranno risorse ai Comuni
La cosa importante è realizzare le opere compensative, quasi come una droga.
E mettiamoci pure di mezzo i pendolari, già incazzati di loro con le FS per un servizio da carro bestiame, nella speranza che sostengano anche loro la cause del “Big Hole”, del grande buco…
Ma davvero, caro onorevole, lei pensa che la soluzione ai nostri disagi sia l’AltaVelocità?
Secondo me sarà ancora peggio, perchè i convogli dell’AV andranno a congestionare una rete già disorganizzata ed al collasso.
Ed ovviamente gli AV avranno priorità su tutti gli altri treni e quindi i ritardi si andranno ad accumulare fino all’ultima ruota del carro, che in questo caso sono i convogli di noi pendolari
Sia chiaro che chi scrive non è sicuramente un fanatico ecologista.
Adoro la ValBorbera (ci sono cresciuto), ma sono favorevole all’eolico o alle centrali idroelettriche, se fatte con criterio, perchè potrebbero portare lavoro in una valle che sta morendo.
Non amo la caccia, ma non la ritengo un danno per la natura, se ben regolamentata.
Sono scettico sul nucleare, ma non contrario a priori.
E potrei andare avanti con altri esempi, per chiarire che la mia non è una presa di posizione oltranzista, ma solo di buon senso
Perchè non fate una bella assemblea pubblica per capire se veramente la gente vuole il “big hole”, per ascoltare il territorio e non solo la brama di soldi pubblici?
Quei 500 milioni stanziati per il primo lotto potrebbero esser usati per sistemare la rete ferroviaria, ristrutturare le stazioni e migliorare il trasporto.
Oppure bisogna sempre fare “pansa e stacca“?

Ermanno Cecconetto

pubblicato su NoviOnLine 25 febbraio 2011
http://www.novionline.net/news/invia-il-tuo-articolo/la-pecora-nera-attaccati-al-treno.html

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