La parola allo sfidante di Nicoletta Albano: Nicola Galleani d’Agliano


“Basta navigare a vista, ci vuole un progetto di sviluppo”

GalleaniSi scaldano gli animi in vista delle elezioni amministrative, in particolare a Gavi, dove sembra più che mai incerto il risultato, data la caratura dei candidati.
Se da un lato è sicura la ricandidatura del sindaco uscente, Nicoletta Albano, ecco spuntare dal passato Nicola Galleani d’Agliano.
Dal passato è la parola giusta, dato che la famiglia di mia madre è presente a Gavi da quattrocento anni, con i Gropallo e i Reggio, con una tradizione anche di amministratori pubblici.

Tra l’altro ci tengo a ricordare che i miei zii hanno contribuito alla realizzazione della casa di riposo di Gavi, donando una parte del loro terreno ed autorizzando la sopraelevazione delle strutture preesistenti. Nel 1998 ho ripreso la casa di famiglia nel centro storico impegnandomi anche a metterla a disposizione per la promozione di un territorio al quale sono molto legato. L’esperienza di questi anni mi ha convinto della necessità di impegnarsi in prima persona, al di là degli interessi personali, per contribuire alla rinascita del paese.
Da quattro anni lei è presidente dell’Associazione “Amici del Forte”, cosa le porta in dote questa esperienza?
È stata un’esperienza entusiasmante, sia perché siamo riusciti a creare un gruppo di volontari molto affiatato, sia perché siamo riusciti a incrementare del 30% le visite al Forte.
Naturalmente è un dato ancora molto lontano dalle potenzialità che la struttura può esprimere.
Abbiamo calcolato chesi possa arrivare sino a 40 mila visitatori all’anno, cioè quattro volte il volume attuale, senza dover realizzare un sistema di risalita meccanico.
Puntiamo sui servizi aggiuntivi e l’apertura della struttura per mostre e manifestazioni legate alla promozione del territorio.
Stiamo elaborando un progetto di riarredo del Forte per rendere le visite molto più interessanti.
Il nostro territorio è pieno di risorse turistiche (castelli, abbazie, borghi antichi, ecc), ma spesso sono sottovalutate o poco valorizzate, cosa può fare un sindaco per il suo borgo?
Il punto fondamentale è la necessità di attrarre un turismo consapevole e rispettoso del territorio che
ricerca il bello e la qualità dell’enogastronomia. È un processo lungo e graduale, che richiede la compartecipazione di tutti gli attori economici e che deve essere esteso a tutta la val Lemme.
In questa ottica occorre incentivare il recupero delle facciate del centro storico e promuovere l’insediamento di attività di piccolo artigianato.
La sua lista sarà civica e lei ha dichiarato che darà spazio ai rappresentanti della comunità, senza preclusioni di carattere politico: dunque Gavi, secondo lei, ha bisogno di meno logiche di partito e più valore delle persone?
In un Comune di piccole dimensioni, le cosidette logiche di partito possono portare a delle contrapposizioni
negative sotto il profi lo della buona amministrazione della cosa pubblica.
Questo non vuole affatto dire che dobbiamo escludere la politica dalla vita della comunità, anzi ritengo che sia utile e necessario che i cittadini si identifichino nel partito politico che meglio rappresenta le proprie idee.
La competizione politica è necessaria per le elezioni riguardanti la Provincia,la Regione e il Parlamento e abbiamo tutti l’obbligo civile e morale di favorire il dibattito e di coinvolgere i giovani.
Ho rappresentato queste mie idee agli esponenti dei partiti politici più rappresentativi e devo dire che ho trovato una risposta positiva.
Cosa è mancato in questi anni a Gavi secondo lei?
A Gavi c’è un grave deficit di progettualità, al giorno d’oggi non si può più navigare a vista, è necessario
elaborare un progetto di sviluppo del territorio che metta d’accordo i cittadini e gli operatori economici.
È sotto gli occhi di tutti il declino che il paese ha subito nemancanza gli ultimi quindici anni e la perdita
del suo ruolo di polo di attrazione.
Dobbiamo recuperare il ritardo che abbiamo accumulato sul fronte della promozione turistica, unica risorsa che può coniugare la tutela del territorio e la produzione vitivinicola con lo sviluppo economico.
La raccolta differenziata sul territorio comunale è ancora a livelli minimi (il 29% secondo i dati del 2009), mentre nel centro di Gavi non è ancora partita, ma i gaviesi sono proprio così anti-ecologici oppure c’è dell’altro?
Escludo che i gaviesi siano antiecologici, il problema vero è la mancanza di volontà politica.
Basta spiegare con chiarezza ai cittadini la necessità della raccolta differenziata e garantire un servizio
di raccolta efficiente, come già viene svolto in altri Comuni. Non ci sono neppure ostacoli di carattere tecnico. Per dare l’idea dell’interesse alla raccolta differenziata basta ricordare che da uno studio di Econet risulta che tra il Comune più efficiente e il Comune meno efficiente c’è una differenza di tariffa annuale a persona di circa 26 euro.
Recentemente il sindaco uscente ha rispolverato il progetto del parcheggio sotterraneo.
Un progetto datato (fu presentato nel programma dell’Albano dieci anni fa), ma davvero è possibile coinvolgere
i privati per trovare i due milioni di euro necessari?

La possibilità di coinvolgere un privato dipende dalla possibilità di realizzare un parcheggio di due
piani, dove un piano viene venduto ai privati. Non mi pare che ci sia la richiesta da parte degli abitanti
di acquistare così tanti box o posti auto. In ogni caso questo progetto ha senso laddove si riuscisse a
realizzare la risalita meccanica al Forte e ci sia un bacino di utenza sufficiente per garantire un coefficiente di riempimento del parcheggio.
Il problema dei parcheggi per il centro storico deve essere risolto in altra maniera, in modo da garantire
un accesso più centrale a Via Mameli. Stiamo studiando delle alternative che siano più semplici
e meno costose.
Che progetti ha per Gavi?
Ci sono moltissime cosa da fare, ma, al di là delle questioni urgenti che devono essere affrontate
e risolte in breve tempo, come il piano regolatore, la pulizia e la manutenzione del centro storico, è
necessario ristabilire un clima di amicizia e serenità che sia la base per compiere tutti insieme un grande
sforzo per il rilancio in chiave turistica del territorio. Un’ultima parola sul piano regolatore: la prima
dichiarazione che ho reso alla stampa quando ho dato la mia disponibilità a candidarmi è stato
di chiarire che non intendo assolutamente bloccarne il processo di approvazione, fermo restando che
ritengo sia opportuno tenere conto delle osservazioni della Regione e della Provincia e introdurre delle
prescrizioni per la tutela del paesaggio. Inoltre, certe grandi operazioni devono rispondere ad una reale esigenza del territorio, che deve essere salvaguardato senza che diventi preda di speculatori che
sono interessati esclusivamente a realizzare un profi tto immediato.
Sono convinto che si possa costruire e che le costruzioni possano portare anche ad un beneficio, tuttavia bisogna curare con molta attenzione la qualità e l’estetica delle costruzioni e l’inserimento armonico nel
paesaggio.

Ermanno Cecconetto

pubblicato su Il Nostro Giornale 24 Marzo 2011
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20110324%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=11-INGI_25.pdf&data=24%2F03%2F2011&fp=ODYwOWQ2NjYxNzI2OGEzNTRjM2UwOWZhZDg2MzA3Zjk1NDFkZjk5NQ%3D%3D

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