Come farsi del male da soli…


tafazziE far felici gli avversari, aggiungerei come sottotitolo.
In un periodo non certo facile per il Pdl, che incassa anche le dimissioni da ministro del neo-novese Sandro Bondi, la querelle nata sulle elezioni di Gavi ha messo in mostra la totale disunità del coordinamento provinciale.
Se da un lato Galleani ha avuto l’appoggio di Cavallera e del Pdl novese, Stradella è intervenuto il giorno dopo l’annuncio per precisare che si trattava di un appoggio personale al candidato gaviese, scavalcando sia il coordinatore provinciale Botta, che il co-coordinatore Berutti.

Botta a sua volta ci ha messo il carico a briscola, dichiarando sul Nostro Giornale che a Gavi c’è una giunta che sicuramente non è di sinistra, che l’Albano è stata per 5 anni consigliere regionale per Forza Italia e quindi è meglio che il paese resti governato da un sindaco che gravita comunque nell’orbita di centro destra.
Per tutte queste considerazioni si lascia libertà di voto…
Questo passaggio l’ho letto diverse volte, perché appare un minestrone atto a salvare capra e cavoli per non scontentare nessuno, che però è riuscito malissimo.
Apprendiamo infatti che l’Udc, partito di cui fa parte il sindaco uscente, “gravita nell’orbita di centro-destra” e forse sarebbe il caso che Barosini ci spiegasse come mai alle provinciali s’è schierato con Filippi.
In ogni caso, dopo aver letto l’excursus politico del sindaco uscente e la chiosa sull’orbita, mi aspettavo un chiaro appoggio alla sua rielezione, ma forse per non sconfessare del tutto Cavallera (o per non farlo arrabbiare troppo) ci si lancia sulla libertà di voto.
Il neo-onorevole pare quasi come Ponzio Pilato: prima suggerisce, ma poi non si schiera.
Stradella, del resto, non è da meno, perché, pago forse di aver preso bastonate alle scorse elezioni, a Gavi appoggia proprio il candidato del partito che ha contribuito alla sua sconfitta.
Tutto questo masochismo ha quasi dell’incredibile, se non stessimo parlando del Pdl.
Sicuramente il potere di Cavallera inizia a esser ingombrante per alcuni vicini di banco, visto che ora è papabile addirittura come assessore alla Sanità.
E la partenza di Botta verso Roma sicuramente non calma le acque.
In primis perché Bonadeo potrebbe avvalersi della vetrina regionale per erodere consensi nel centro-destra e sicuramente questo non piace alla vecchia guardia.
Secondo perché anche la carica di coordinatore provinciale inizierà a risentire dell’impegno parlamentare,
mettendo in ulteriore diffi coltà Botta.
Tornando però a Gavi, sicuramente Galleani è risultato l’uomo di rottura, capace di mettere insieme Pd e parte del Pdl.
Che sia giunto il momento in cui il candidato conta più delle logiche di partito?
A maggio avremo il responso dei cittadini.

Ermanno Cecconetto

pubblicato sul Nostro Giornale 31 Marzo 2011
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20110331%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=12-INGI_08.pdf&data=31%2F03%2F2011&fp=ZmVjMTdhNGI0MTcxZGQxYTVmNDgwNGFkODZmNWRkMDQ1MzA4YWM1Mw%3D%3D

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