Favorevoli o no?


indecisoL’altro giorno mi è capitato di leggere l’intervento del Pd di Alessandria in merito alla centrale a biomasse di Predosa e devo dire che è un vero capolavoro di politichese vecchio stampo.
Se da un lato non si perde l’occasione per sparare un po’ sulla Lega Nord, rea, secondo il coordinatore Daniele Borioli, di falsificare la realtà e alimentare le fobie per portare a casa qualche manciata di voti (cito testualmente quanto ho letto), dall’altro si cerca di tenere il piede in due scarpe, in pieno stile “ma anche” di Veltroniana
memoria.
Pur rileggendolo più volte, non sono riuscito a capire se il Pd vuole la realizzazione di questa benedetta centrale a Predosa o no.

Si sostiene che l’economia verde costituisce una delle vie principali per il rilancio dello sviluppo economico e bisogna valorizzare il settore delle fonti rinnovabili, quali l’eolico, il solare, l’energia idraulica e le biomasse, ma il responsabile delle politiche ambientali ci informa che servono vincoli più precisi a tutela del territorio e un confronto costante con la popolazione.
Dunque sì ma anche no, dipende…
Questa indecisione dipenderà forse dal fatto che anche il Pd, in Regione, ha presentato richiesta di moratoria su queste centrali e quindi schierarsi per il no farebbe arrabbiare i vertici regionali?
O dipende anche dal fatto che fra i consulenti più in voga del momento sulle centrali a biomasse c’è il famoso “compagno G” e sconfessarlo sarebbe brutto?
Primo Greganti, infatti, passati i tempi di tangentopoli, si è “riciclato” (mica è un reato, sia chiaro) come esperto in materia, diventando il consulente della Società Energetica Vinovo.
A Predosa il confronto con la popolazione, però, pare avere poco margine di trattativa.
Basta ricordarsi quanto dichiarava il dott. Morricone, presidente di “Vivere a Predosa”, nel settembre dell’anno scorso: “La letteratura scientifi ca ha raccolto suffi cienti dati per affermare che la combustione del legno verde sprigiona sostanze come i metalli pesanti, il benzene e le polveri sottili che alla lunga possono causare il cancro. E poi la cenere che è responsabile di molte malattie croniche dell’apparato respiratorio. Tutto questo per un progetto che, a mio avviso, non porta benefi cio alla cittadinanza”.
Dunque che si fa?
Di sicuro non penso che servirà come garanzia esclusiva il fatto che il progetto del piano esecutivo sia a firma del nipote dell’attuale assessore all’ambiente della Provincia Lino Rava.
E la proposta di Cavanna di voler vendere l’energia prodotta in eccesso al Comune non ha contribuito a sedare gli animi, dipingendo un quadro molto più a favore del privato che non al servizio della collettività.
La puzza di business verde si sente e come sempre, in Italia, quando ci sono di mezzo i soldi non conta molto l’orientamento e l’ideologia politica.
A chi dice no a priori ricordo che alla fine, a meno di non voler tornare alle candele e ai calessi, l’energia elettrica ci serve per fare tutto: cucinare, viaggiare, comunicare, ecc.
Però se centrale deve essere, che sia anche per Predosa, non solo per un singolo.

Ermanno Cecconetto

pubblicato su Il Nostro Giornale 5 Maggio 2011
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20110505%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=17-INGI_08.pdf&data=05%2F05%2F2011&fp=ODJkZDI2MTQxYzY0YTcxZDc3NDNkYzA3ZGY2MDE5ZGVmZWEzNDkzNA%3D%3D

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