AMMINISTRATIVE: THE DAY AFTER!


elezioni1Il dramma era nell'aria ed alla fine non è bastato il suo intervento per limitare i danni
Lo sgomento fra i faccioni che si susseguono è quasi divertente. Nessuno ha il coraggio di ammetterlo, per lo meno davanti al pubblico, ma l'incantesimo pare essersi rotto. Salvo ovviamente "responsabili" dell'ultima ora che riescano nel miracolo.

A Torino tutto sommato è andata in scena la replica della solita soap.
Il buon Fassino, con tutte le dichiarazioni amorevole pro-FIAT aveva ampiamente fatto capire che non avrebbe certo pestato i calli agli industriali (da buon post-comunista, in difesa dei lavoratori) e Coppola ha subito l'effetto della politica regionale, che se non spiegata ai cittadini, rischia di esser ostaggio delle critiche dell'opposizione, con le ovvie conseguenze.
Nel capoluogo piemontese (come in tutta la regione) non solo manca il passaggio di informazioni, ma assistiamo, come ad esempio per la sanità, a scene tristi dove i capetti locali vanno contro i loro stessi partiti, pur di non perdere voti.
A Bologna il candidato leghista non ce l'ha fatta per poco (ovviamente di finire al ballottaggio), mentre Grillo riesce a superare addirittura DiPietro e a tallonare i vendoliani, sarà una bella spina nel vianco per l'IdV
Ma il vero boom è Milano, che pare destinata a diventar rossa.
La maggioranza netta dei voti confluiti su Pisapia ha creato non poco disagio all'interno di PdL e Lega.
Ma al posto di valutare attentamente il voto, c'è stata una rincorsa ad addossare le colpe agli altri, partendo proprio dal gran capo, che parrebbe aver scaricato su tutti, tranne che su se stesso, gli errori compiuti: è colpa del partito che lo costringe sempre a fare tutto da solo, è colpa della Moratti che non sa comunicare e non sta simpatica ai milanesi, è colpa della Lega che non si è impegnata e che ha preso meno voti di quelli attesi, si legge sul Corriere.
Ammettere di non esser più gradito ai milanesi immagino sia per lui impossibile (grazie anche agli YES-man che lo dissuadono da certe folli idee).
La Lega, dal canto suo, scarica tutte le colpe sulla Moratti, che non sarebbe un candidato ideale per il popolo padano.
Sorvolando sulla quasi spaccatura interna sul nome del futuro vice-Sindaco.
I falchi già affilano gli artigli, pronti allo strappo decisivo e forti delle vittorie dove la Lega si è presentata sola.
Se da un lato sicuramente la Moratti ha fatto diversi autogoal (l'ultima gaffe è stata l'accenno al passato "giuridico" del suo avversario), dall'altro la Lega si è scoperta partito di lotta più per le poltrone, che non per la città e questo ha sicuramente influito sulla scelta degli elettori più indecisi.
Lo dimostra l'oltre 30% dei milanesi che ha preferito la gita fuori porta alle urne, confermandosi primo partito di Milano.
Ciò non toglie che il restante 70% abbia scelto nettamente a favore di Pisapia, candidato non certo graditissimo ai dirigenti del PD, ma a cui dovranno dire grazie per l'inattesa scoppola all'odiato avversario.
E qui nasce l'amletico dilemma: il risultato è una vittoria del PD o un non-voto contro Berlusconi?
In fondo è stato proprio il cavaliere a voler metter sul tavolo questo "sette di denari", fiducioso che gli altri avessero solo "frilli".
Durante il comizio elettorare a sostegno della Moratti, ha infatti tuonato:
"Il voto di Milano e' fondamentale per dare sostegno e forza al governo nazionale del Paese. Non possiamo neanche immaginare che Milano cada nelle mani dell'opposizione. Milano e Moratti daranno la spinta al governo per altri due anni della legislatura. Questo voto ha una valenza per l'Italia anche perche' qui 18 anni fa è iniziata  nostra avventura politica"
Pertanto ci aspettano ancora quindici giorni di passione, in cui sicuramente Berlusconi andrà a caccia di "responsabili" che possano portare voti al mulino di lady Letizia.
Anche la Lega sicuramente si darà da fare, perchè perder Milano sarebbe uno smacco che il senatur difficilmente digerirebbe, arrivando a dichiarare che lui con il PdL non affonda…
Il Terzo polo ha già tirato su la serranda del suo forno e mentre alcuni schiacciano l'occhio a destra (Adolfo Urso ha dichiarato che far votare a sinistra non è pensabile per gli elettori di Futuro e Libertà), altri si affrettano ad affermare che sono equidistanti tanto da Pisapia, quanto dalla Moratti, ma ufficialmente i leader hanno detto che non si apparentano con nessuno.
Se vincerà Pisapia, cadrà il governo?
Storicamente i ballottaggi hanno sempre favorito il centro-sinistra, staremo a vedere se Silvio farà il miracolo.

Ermanno Cecconetto

pubblicato su NoviOnLine 20 maggio 2011
http://www.novionline.net/news/invia-il-tuo-articolo/la-pecora-nera-the-day-after.html

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