Arquata e Gavi il giorno dopo


elezioni1Spenti i riflettori sulla tornata elettorale, è tempo di bilanci per partiti e candidati.
Se il centrosinistra può esultare per Torino e Milano, a livello locale la batosta della Inglesi non lascia molti dubbi sul gradimento degli arquatesi su Spineto.
Quasi il 66% dei votanti lo ha preferito alla gioiosa macchina da guerra messa in piedi dal centro-sinistra in questi mesi, che evidentemente non è riuscita, nonostante la compattezza di cartello e la presenza della Morando, a far confluire più voti rispetto alle scorse amministrative.
Forse ha pesato l’atteggiamento poco costruttivo della Inglesi su diversi temi, quali ad esempio la piscina, o più semplicemente Spineto ha convinto i propri concittadini col suo lavoro, serio e sicuro.

Altra riconferma (ed altra batosta, questa volta quasi bipartisan) a Gavi, dove il sindaco uscente è stato rieletto con il 58,5% delle preferenze, contro il 37,7% del principale sfidante Galleani.
Qui la partita è stata molto più ingarbugliata rispetto ad Arquata.
Se infatti da un lato il partito democratico ha scelto in modo compatto di sostenere Galleani (per lo meno ufficialmente), il popolo della libertà è riuscito, come al solito, a farsi del male da solo e a spaccarsi su quale candidato appoggiare ufficialmente.
La triste querelle fra Stradella, Botta, Cavallera e Scotto è sicuramente servita a confondere notevolmente le idee ai propri elettori, che da un lato vedevano fare il nome di Galleani, salvo poi leggere frettolosi comunicati stampa che indicavano nell’Albano l’alfiere da sostenere.
Una brutta scena che forse meriterebbe un’attenta riflessione da parte non solo dei centri-zona, ma anche del coordinamento provinciale.
Sono sicuro che ci fossero buoni motivi per dare il sostegno a uno o all’altra, ma da un partito che ha raccolto la maggioranza dei voti alle ultime regionali ci si aspetterebbe maggiore serietà.
Se esiste un coordinatore provinciale e una linea ufficiale, chi siede a Roma, a Torino o altrove dovrebbe avere il buon gusto di tacere.
Il più soddisfatto su Gavi è Alessandro Molinari, terzo incomodo con il 3,8%, che rigirando il coltello nella piaga, lancia un avvertimento: “questo risultato deve insegnare qualcosa al Pd e al centro sinistra. Non si fanno coalizioni contro”.
Il partito democratico è avvertito: prima vengono i partiti e POI le persone.
Ed effettivamente Gavi è stato il primo laboratorio in cui la persona prevaleva sui simboli, per andare oltre alle logiche di partito.
Ma evidentemente la gente pare non esser pronta a simili iniziative, l’idea che una persona possa essere sostenuta da entrambi gli schieramenti appare ancora un’eresia.
Entrambi gli schieramenti dovranno lavorare seriamente per recuperare i consensi perduti.
Prossimo appuntamento: Serravalle Scrivia!
La sinistra da tempo appare divisa, rimpallandosi le accuse sul declino della città, riuscirà il popolo della libertà a bissare il successo ottenuto ad Arquata?
Per fortuna ci sono persone come Scaiola che lavorano da tempo sul territorio e quindi mi auguro che questo obiettivo sia davvero alla portata del centrodestra, ma al peggio non c’è mai fine…

Ermanno Cecconetto

pubblicato su Il Nostro Giornale 26 maggio 2011
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20110526%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=20-INGI_08.pdf&data=26%2F05%2F2011&fp=MDRmYWNiODNiY2MwYmViNzA2NDBhY2E5Y2JkOWNlMGFmNzdiYjRkOA%3D%3D

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