GRAZIE!


Basta parlare di politica. In fondo la minestra è sempre la stessa e se provi a chiedere a destra quanto a sinistra cosa hanno fatto di diverso rispetto all’altra parte, chiudono la questione con la solita manfrina che non sai cosa dire…
Vieni additato come il solito qualunquista che non sa vedere le differenze fra loro e gli altri. Anzi ultimamente ti danno del grillino, quasi fosse un gruppo carbonaro affetto da rogna.

Dunque ho deciso che non cercherò più di capire come mai, se durante l’approvazione della manovra Berlusconi e Bossi fanno uscire da sotto il cappello la norma “salva tagli”, l’opposizione si limita ad indigarsi e non arriva al punto di dire “lo stipendio ce lo tagliamo da soli!
Vien da pensare: indignati si, scemi no!
In fondo basterebbe poco: una fondazione no-profit, un bonifico bancario permanente di TOT mila euro al mese e poi usare quei soldi per fare opere pubbliche, finanziare progetti di ricerca, ecc.
Di impiego per quei soldi pubblici che gli onorevoli ed i senatori “indignati” potrebbero versare se davvero ritenessero di prendere troppi soldi ce ne sarebbero migliaia.
Qualunquismo? Sicuramente.
Utilità in questo momento di crisi? Molta.
Quanti politici sono saliti sui tetti delle università a dare la loro solidarietà ai giovani ricercatori? Basta chiacchiere, dimostrate concretezza!
In media sappiamo che un parlamentare prende sui 12mila euro al mese (fra rimborsi, diaria e indennità).
Durante l’ultima votazione per la manovra economica ci sono stati 302 voti contrari alla Camera e 141 al Senato, un totale di 443 eletti virtualmente indignati.
Se ognuno di questi donasse un terzo del loro stipendio (volendo esser magnanimi), si raccoglierebbero circa un milione e 700mila euro al mese.
E questo solo per il parlamento, se il gesto d’indignazione monetaria si allargasse anche agli eletti in Regione o a quelli eletti nelle società controllate, che da manager e da presidenti prendono belle cifrette, lascio a voi fare i conti di quanti soldi pubblici potrebbero essere reimmessi sul suolo italico.
Ovviamente non si fa perchè se non ricordo male ogni eletto deve pagare dazio e versare una percentuale di quanto incassa mensilmente nel forziere del partito.
Per questo i partiti da tempo se ne infischiano delle tessere e delle iscrizioni: per far vivere la struttura gli basta tassare i propri eletti.
Ecco spiegato perchè tanto da una parte quanto dall’altra alla fine non interessa diminuire i costi della politica, pena la sopravvivenza dei costosi apparati di partito.
Quindi alla fine tocca a noi pagare ed ecco che fra tagli alle regioni ed aumento dell’iva ci aspetta un bel pacco regalo.
Dal Governo fanno sapere che l’aumento non tocca beni di prima necessità, peccato che tocchi però il carburante ed ecco che anche gli alimentari che vengono trasportati nelle nostre città potrebbero risentire di questo “ritocchino”.
Le Regioni fanno sapere che i nuovi tagli si tradurranno in altri aumenti o in diminuzioni dei servizi.
La Lombardia ha già detto che aumenteranno gli abbonamenti ferroviari e che diminuiranno i convogli viaggianti.
Per noi pendolari non ci saranno molte alternative: o si paga di più il treno, avendo meno corse o ci si svena con la benzina.
Si incolpa chi critica di voler demonizzare la politica, ma i fatti parlano da soli: chi comanda non taglia, chi sta
all’opposizione si guarda bene dal fare qualche cosa di pratico e chi li vota alla fine ne paga le conseguenze.
Si fanno tanti scioperi politicizzati, ma perchè non se ne fa uno serio non contro il governo, ma contro l’intero sistema e magari bloccando il paese per qualche giorno? Allora forse capirebbero che ci stiamo stancando.

Pubblicato su NoviOnLine 18 settembre 2011
http://www.novionline.net/news/invia-il-tuo-articolo/la-pecora-nera-grazie.html

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3 thoughts on “GRAZIE!

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