Bollino verde o Banco alimentare?


L’ultimo consiglio comunale novese ha fatto nascere qualche quesito interessante. Sicuramente ha suscitato qualche polemica e ha mostrato a Robbiano che non può dormire sonni tranquilli.
Ma procediamo con ordine: lunedì 12 i consiglieri Dolcino e Sofi o hanno presentato una mozione per impegnare il sindaco e l’assessore competente a prodigarsi affinchè i commercianti novesi e la grande distribuzione appongano un bollino verde sui cibi che ancora si possono consumare, ma vicini alla scadenza e per questo vendibili a prezzi ridotti.
La mozione è nata anche grazie alla collaborazione di Gabriella Depetro, coordinatore locale dell’Udc, ed è già stata sperimentata con successo ad Acqui.
Nonostante sia stata apprezzata (a parole) dal sindaco, lo stesso ha chiesto di discuterne in commissione, ma la sua proposta non è stata accolta e per la prima volta è passata una mozione della minoranza.
Plauso dunque ai consiglieri della maggioranza che hanno seguito il proprio cuore al posto dell’ordine di scuderia, facendo passare una mozione dell’opposizione.
Questo ovviamente scatena qualche incubo in chi ha sempre pensato di avere tanti soldatini pronti ad eseguire gli ordini, ma soprattutto ha sollevato interessanti dubbi “morali”.
Da un lato c’era chi sosteneva che in fondo per queste cose esiste già il Banco alimentare e quindi con il bollino verde si rischierebbe di toglier merce a loro destinata.
Altri sostenevano che le logiche della grande distribuzione se ne infischiano di collaborare localmente.
Anzitutto pensare, senza chiederlo, che la grande distribuzione sia “svincolata” dal territorio su queste iniziative vuol dire sottovalutare l’effetto “mediatico” della questione. Pensiamo per esempio se il Comune chiedesse ai supermercati Vattelapesca (evitiamo nomi) di aderire.
Non farlo sarebbe cattiva pubblicità e potrebbe addirittura portare qualche cliente a cambiar negozio.
Farlo, viceversa, costerebbe loro poco, ma sarebbe una bella pubblicità gratuita.
Hai sentito che là mettono il bollino verde? Ci faccio un salto, così risparmio”.
E poi una volta dentro, se devi fare la spesa, difficilmente esci senza averla fatta.
Inoltre consideriamo che oggi è un periodo di magra e quindi anche per commercianti e grande distribuzione tutto fa brodo pur di portare a casa un incasso meno magro.
L’ultimo aspetto della cosa che non sottovaluterei è, per me, il più importante: la salvaguardia della dignità delle persone.
Concordo con chi, in consiglio, ha sostenuto come sia poco dignitoso per le persone fare la carità e che quindi sia meglio darli a prezzo ribassato nei supermercati.
Conosco diverse persone anziane che difficilmente si recano al Banco alimentare, perchè sarebbe come chiedere l’elemosina.
Sono persone che pur avendo lavorato una vita, oggi non riescono a campare con la minima, ma nonostante tutto cercano orgogliosamente di andare avanti con le loro forze. Perché allora non dargli l’opportunità di acquistare quanto gli serve con i loro pochi soldi?

Pubblicato sul Nostro Giornale il 22 settembre 2011
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20110922%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=35-INGI_08.pdf&data=22%2F09%2F2011&fp=YjgzZjc2YTRjNDllN2IzMTRhZmIyNTA3Yzc4NTQ2MmI3NzZhMDRkMw%3D%3D

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