La Superba infangata



Vedere la mia città natale violentata dalla furia dell’acqua mi ha fatto male al cuore. Puoi essere a centinaia di chilometri di distanza, ma il legame che ti unisce con la città che hai visto crescendo è indissolubile.
Brignole sott’acqua, via Ferreggiano trasformata in un torrente impetuoso, macchine che galleggiavano in balia della corrente.
Ho passato ore a vedere i video in rete, incredulo che tutto quello era accaduto proprio a Genova…
Al dolore si aggiunge la rabbia, perché leggere certe dichiarazioni e vedere determinate immagini non può che rivoltare le budella.
A cominciare dal sindaco, che dovrebbe cercare di garantire la sicurezza dei suoi concittadini.
Posso anche capire che messi alle strette si possono dire cose azzardate, perché essuno vorrebbe avere sulla coscienza delle persone decedute a causa della propria o dell’altrui negligenza, ma il Sindaco di Genova ha dato la colpa della tragedia ai suoi amministrati, scatenando ovvie reazioni.
L’infelice frase: “la gente non ha capito la gravità dell’allerta 2” suona veramente come una beffa, visto che le scuole erano aperte e che alcuni sono morti proprio per andare a recuperare i bambini dalle scuole.
E lascia ancora più storditi sentire il capo della Protezione Civile genovese difendere il Sindaco e incolpare la gente che, a detta sua, intasava le strade.
Permettete una omanda: ma se esiste (o dovrebbe esistere) una struttura operativa che deve gestire la situazione, perché non ha vietato la circolazione delle auto e non sono state tenute chiuse le scuole?
Devono essere i cittadini a decidere che piove troppo?
Normalmente quando piove mica si blocca tutto, pertanto prendo e vado al lavoro o a scuola.
A maggior ragione perché Genova è da sempre una bomba ad orologeria: il Bisagno è stato chiuso da prima di Marassi fino alla foce e la gente ha imparato a convivere con la paura dell’esondazione.
Accadde già nel ’70 e la storia non ha insegnato nulla, se, come mostrano le immagini pubblicate in rete, è stata trascurata proprio la manutenzione dei letti degli affluenti. Proprio il rio Ferreggiano viene mostrato pieno di rovi, piante e rampicanti pochi giorni prima del disastro, a sconfessare la Vincenzi, che invece continua a dire il contrario.
In tutto questo marasma una cosa però mi rende orgoglioso di essere nato a Genova: mugugni tanti, ma altrettante braccia in azione con stivali, pale e scope per togliere via bratta e tristezza.
L’aiuto dato a chi è stato colpito dalla violenza dell’acqua è stato uno schiaffo in faccia a chi non ha saputo prevenire tutto questo.
La Superba è in ginocchio, ma i suoi cittadini presto la faranno risollevare e risplendere ancor più bella di prima.

Pubblicato sul Nostro Giornale 17 novembre 2011
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20111117%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=43-INGI_09.pdf&data=17%2F11%2F2011&fp=YTI3NDRjZWY4YmFkNWY3MzJlNTlhYmQ3YjU5YjI3YmM1ODVlM2MyYw%3D%3D

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