Maruzzella bye bye


Dicevano i nostri nonni: “Epifania, tutte le feste si porta via“.
A Novi si potrebbe cambiare in: “Epifania, la Maruzzella la scappa via“.
E in fondo pare essere cero, tenedo conto delle ultime notizie apparse.
L’amministrazione comunale novese in questi anni continuava ad ostentare ottimismo, sebbene questo ottimismo non aveva proprio basi solide…
Il triste teatrino messo in piedi dal Comune aveva sconfortato chi si aspettava soluzioni rapide e alla fine la decisione di scaricare sulla Provincia eventuali richieste d’impatto ambientale era apparsa come un volersene lavare le mani.
E puntualmente è arrivata la richiesta di sottostare a pesanti vincoli perchè un’industria di quel tipo risulterebbe “insalubre di primo livello“.
Ovvero un solo turno di lavoro di otto ore, produzione non superiore alle 20 tonnellate al giorno e che le celle di decongelamento del pesce non superino i 20 gradi.
In pratica la giunta ha rimesso la decisione nelle mani della Maruzzella: se voleva venire a Novi doveva sbattersi.
Durante la conferenza di fine anno, il Sindaco ha dovuto prendere atto dellarealtà e ha messo le mani avanti
La Maruzzella avrebbe potuto chiedere il permesso di costruire sin dalla scorsa primavera […] A questo punto pensiamo che l’azienda abbia deciso di fare altre scelte” ha dichiarato sconsolatamente.
Chissà come mai…
Forse perchè tutto il caos è avvenuto dopo gli annunci in pompa magna che lo stabilimento sarebbe arrivato a Novi, portando un centinaio di posti di lavoro?
O forse sarà per l’aperta ostilità del Cav. Repetto?
Che la cosa non andasse già al patron della Novi (stavo per scrivere padron di Novi…che lapsus vero?) era chiaro fin dall’inizio della vicenda, nell’autonno del 2009.
Il primo atto fu la lettera inviata ai consiglieri e alla giunta novese, in cui dichiarava aperamente che la Maruzzella era “un’industria potenzialmente dannosa per l’ambiente“.
Successivamente si propose come acquirente dello spazio destinato alla Maruzzella in Infine la Novi ha fatto ricorso al Tar sulla decisione della Provincia, perchè li lo stabilimento non ci deve stare.
Nonostante sia stata considerata un’industria insalubre dalla Provincia, viene da chiedersi come mai a Marano Lagunare, dove si trovava prima lo stabilimento, esiste un’oasi faunistica del WWF che è stata dichiarata di ineresse internazionale.
Pensate che è situata di fronte a dover era il sito produttivo, sarà solo una coincidenza?
Può essere, ma non ci si può certo meravigliare se oggi la Maruzzella vuol cambiare aria, visti i tanti bastoni nelle ruote messi dal 2009 a oggi.
Tutto questo marasma ha fatto anche emergere la totale carenza del piano regolatore novese.
Se davvero l’industria dolciaria Novi ha bisogno di avere una zona di rispetto ambientale intorno a se, come mai non è stato previsto un vincolo costruttivo per tempo?
Si parla tanto di variante collinare, ma forse bisogna metter mano anche al resto del territorio, erchè evidentemente il PRG non tiene conto della realtà del territorio.
Altrimenti la Maruzzella sarà solo la prima a girare al largo…

Pubblicato sul Nostro Giornale 12 gennaio 2012

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2 thoughts on “Maruzzella bye bye

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