#ITALIANI?? PRRRRRR…..



Vi ricordate il film in cui Alberto Sordi in auto grida “Lavoratori??” e poi giù una bella pernacchia?
Ascoltando distrattamente Monti a Matrix l’altra sera curiosamente mi è venuta in mente la stessa scena quando ha dichiarato che i giovani devonoabituarsi all’idea che un avranno un posto fisso per tutta la vita.
Ed ha rincarato la dose dicendo che è bello cambiare ed accettare le sfide.
Che stia aprendo la strada all’abolizione dell’articolo 18?
Il dubbio è lecito, visto che lo stesso Monti ha detto che l’articolo 18 non è un tabù.
Peccato però che alle banche piace la gente monotona, perchè se sei un precario, per avere un mutuo devi portare settantamila garanti per avere la metà di quanto chiedi.
Dovrebbe ben saperlo, visto che tra i suoi ex datori di lavoro annovera anche una delle più grandi banche d’affari del mondo.
Ah che sbadato…
Evidentemente la Goldman Sachs non concede mutui ai poveracci.
Vabbè speriamo che anche le banche inizino a pensarla allo stesso modo: “Non hai un lavoro fisso perchè ti piace cambiare? Grande! Mutuo accettato!
Per adesso mutui ne danno pochi, perchè il loro margine di guadagno è sceso precipitosamente e quindi meglio aspettare i bei tempi dei tassi galoppanti, che aiutare l’economia.
Tornando all’articolo 18, penso che i sindacati stiano facendo l’ennesima battaglia inutile, perdendo l’occasione invece di chiedere maggiori tutele in cambio della sua eventuale abrogazione.
Parliamoci chiaro: oggi l’articolo 18 funziona solo per aziende medio-piccole, ma già sotto i 15 dipendenti non vale e per le grandi aziende è un “ostacolo” facilmente aggirabile.
In quasi tutti i nuovi contratti che si firmano, infatti, c’è scritto che la sede è nella tale città, ma che l’azienda può spostarti in altra sede per esigenze lavorative.
Pertanto ti basta trasferire il dipendente in una sede per lui disagiata, senza corrispondergli alcun indennità di trasferta.
I costi per il dipendente saranno tali che difficilmente resterà in azienda.
Gioco sporco? Può essere, ma è legale e non si viola l’articolo 18.
A gettar benzina sul fuoco contribuiscono anche diverse sentenze “anomale” che reintegrano lavoratori balzati all’onore delle cronache per comportamenti non troppo corretti.
Bigliettai “furbetti” che sbagliavano a dare il resto, guardie giurate che si assentano per prendersi un caffè comodamente seduti al bar e senza avvertire la banca o autisti di autobus drogati
Sentenze che vengono sbandierate come esempi da chi vuole togliere questo vincolo.
Ma l’articolo 18 si applica oramai ai vecchi lavoratori, perchè tre quarti dei giovani occupati non hanno un contratto a tempo indeterminato ed il vuoto normativo concede alle aziende di rinnovarli praticamente all’infinito.
Si ritrovano a lavorare per la stessa azienda per 3 o 4 anni di seguito, nella speranza che il loro contratto a progetto si trasformi, ma alle aziende non conviene affatto.
Infatti al dipendente “indeterminato” devi pagare le ferie, la malattia, la maternità e se le cose vanno male ti tocca mantenerlo.
Ad un Co.Co.Pro no, dunque perchè assumerlo?
Anzi implicitamente lo tieni sulla corda perchè se non fa cosa vuoi ha sempre il rischio di esser lasciato a casa senza preavviso
Alcuni amici mi rispondono che le aziende ti assumono perchè altrimenti perdono una persona già formata…
In Italia?
Dove la professionalità oggi è spesso messa da parte per incrementare il margine di guadagno?
Basta fare due chiacchiere sui treni per sentire quante aziende preferiscono perdere dipendenti con 8-10 anni di anzianità a favore di co.co.pro. che pesano ovviamente meno sul budget.
Al posto di alzare barricate per difendere un privilegio di (oramai) pochi, i sindacati dovrebbero battersi contro queste ingiustizie, perchè ai giovani della pensione a 65 anni o dell’articolo 18 interessa poco.
Non certo per menefreghismo, ma perchè sanno che l’uno e l’altro sono un miraggio e dunque perchè allora non sfruttare questo prurito abrogativo per chiedere maggiori garanzie a chi è precario?
Vi vuole abrogare l’articolo 18?
Bene allora un co.co.pro. lo fai con la stessa persona massimo per 3 anni e poi lo assumi, senza trucchetti del tipo lasciarlo a casa 3 o 4 mesi per poi rinnovargli il contratto.
Riusciranno le sigle sindacali a fare questo cambio di marcia?

Pubblicato su NoviOnLine  03 febbraio 2012
http://www.novionline.net/news/invia-il-tuo-articolo/la-pecora-nera-italiani-prrrrrr.html

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