Tagliare le spese


Per molti Comuni è tempo di bilanci e le opposizioni si scatenano per fare le pulci alle maggioranze.
A prescindere dal colore politico, il principio è dimostrare che l’opposizione avrebbe agito meglio, avrebbe speso meglio e avrebbe fatto meno debiti.
Specialmente durante le campagne elettorali si sentono e leggono dichiarazioni che stridono con la realtà.
Prendiamo per esempio la situazione del Comune di Alessandria.
Pare che le casse comunali non solo siano vuote, ma che addirittura si sia iniziato a scavare, sperando di trovare una via di fuga oltre il muro della corte dei conti.
La Lega ha alzato le mani, rompendo l’alleanza col Pdl al momento opportuno (giusto
qualche mese prima dell’inizio della campagna elettorale), mentre il Pd grida allo scandalo con tutti i mezzi che ha.
Pur non volendo togliere responsabilità a questa giunta ed al sindaco Fabbio, ma davvero è credibile che la voragine del Comune di Alessandria sia opera solo dell’attuale maggioranza?
In politica sapere la verità poco importa, ma la difesa di Fabbio appare poco solida, visto che non ha fatto certificare i buchi pregressi 5 anni fa, quando salì sullo scranno. Indubbiamente poteva essere utile, ma forse ciò avrebbe potuto anche scovare qualche buchetto della giunta Calvo e quindi non ci avrebbe rimesso solo la Scagni, ma anche l’attuale maggioranza.
Meglio tacere allora e del resto quanti sindaci hanno realmente gestito il proprio Comune
come un buon padre di famiglia, senza cedere alle lusinghe di chi chiedeva più risorse per i propri interessi?
Questa non è una scusa, ma la cruda verità.
La maggior parte delle amministrazioni pubbliche oggi è al collasso e il perché appare
abbastanza ovvio: le spese superano le entrate e non serve un genio contabile per capire questa semplice regola, ma avete mai assistito ad un consiglio comunale in cui si discuta seriamente su quanto il proprio Comune si possa permettere?
In passato quanti mutui si sono accesi scaricando nel futuro i debiti?
Opere spesso non necessarie, ma bisognava costruire per rilanciare l’economia…
Ora che quel “futuro” è arrivato e i debiti bisogna pagarli, la colpa non è di nessuno.
Per il bene dei propri amministrati basterebbe un bagno di umiltà in chi governa e un bagno di onestà in chi sta all’opposizione, ma se ciò avvenisse non si parlerebbe di politici…
Se ci fosse più onestà non si assisterebbe al triste balletto su dove iniziare a tagliare la spesa pubblica.
Diminuiamo i parlamentari?
Forse, ma prima tagliamo i rimborsi elettorali.
No, occorre prima togliere le Provincie e le Comunità montane.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: nulla è cambiato.
Specialmente sull’ultimo punto abbiamo assistito a numerosi dibattiti, confronti e grafi ci che spiegavano (disperatamente) quando servissero quegli enti e quanto fosse più dispendioso eliminarli.
Personalmente ritengo che oggi, con la penuria di fondi pubblici che c’è e con l’accavallamento di competenze tra Regione, Provincie e Comuni, sarebbe meglio darci un bel taglio.
Ma sono sicuro che molti politici non sarebbero d’accordo, chissà come mai…

Pubblicato su Il Nostro Giornale 19 Aprile 2012
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20120419%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=15-INGI_04_BIS_000.pdf&data=19%2F04%2F2012&fp=NjkyZjk2ODJkNThlYTg3ZDJkYjlmYmUwODlkMDQ4NmQyZmJjYjg0Yw%3D%3D

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