IL PDL VA IN PEZZI


Dopo la recente sconfitta elettorale (o la vittoria dell’astensionismo, se volete vederla come Alfano), stiamo assistendo ad una implosione del pdl. Patrioti, seniores e formattatori.
Tutti chiedono a gran voce di cambiare faccia al partito ed Alfano per ora sembra volerli accontentare, annunciando più volte grandi novità, ma fino ad oggi è rimasto tutto uguale. E dire che quando si tratta di espulsioni, il pdl è veloce.
Basta vedere in Piemonte com’è andata a finire con Progett’Azione: tutti fuori e guai a chi gli parla…
Via al rinnovamento dunque, ma dal luglio 2011, quando Alfano promise una svolta, i vertici sono rimasti tali e quali.
Si parla di primarie, quando ancora manca il regolamento per fare i congressi cittadini, impedendo di fatto un vero cambiamento.
Ma anche i Seniores, impauriti forse dal vento che soffia, chiedono quale sarà il loro futuro, come se il pensionamento fosse un’eresia.
In tutto questo caos ovviamente nessuno che nel partito abbia fatto un passo indietro, per permettere questo benedetto rinnovamento.
L’unico è stato Sandro Bondi, ma non pare per senso di responsabilità verso la disfatta elettorale.
Ha dato le dimissioni in aperta polemica con Belpietro perchè il direttore di Libero aveva osato scrivere una sacrosanta verità:
“[…]Per riconquistare gli scontenti ed evitare di disperdere al vento o nelle mani di Grillo la grande area del voto moderato c’è bisogno di un grande cambiamento. Non basta togliere un’insegna e metterne un’altra. Né fare qualche ritocchino al programma: qui è necessaria un’autentica rivoluzione, un cambiamento radicale del modo di fare politica. Servono nomi nuovi, volti nuovi, un’imma – gine di un partito proiettato nel futuro, mentre oggi, ahimé, lo sembra solo nel passato
Quello che hanno provato a chiedere i Formattatori del Pdl, riuniti sabato 26 maggio a Pavia con #formattiamoilpdl, ma anche questa iniziativa sembra esser nata senza troppa convinzione.
A parte l’annunciato streaming video che poi non andava (della serie iniziamo bene), i 10 twitt usciti dall’assemblea lasciano un po’ perplessi.
Bella l’idea della primarie per tutti i livelli, ma non vedo come possa cambiare il partito la creazione degli Stati Uniti d’Europa o mettere nella Costituzione che il tetto massimo della pressione fiscale debba essere al massimo il 40%
Mi aspettavo idee per formattare il pdl, non certo un generico si alla TAV e alla banda larga (quasi che le due cose fossero collegate)
Anche perchè quel SI alla Tav andrebbe articolato un po’ meglio, visto che sono sempre e comunque soldi pubblici…
Ma è lo stesso Cattaneo, uno dei fautori della “formattazione”, che a Radio 24 ha spiegato come formattare il Pdl non significhi fare una battaglia di giovani contro vecchi, ma che bisogna cambiare qualche volto.
Davvero “cambiare qualche volto” può bastare per ridare credibilità a questo partito?
Perchè ad Alfano non si è chiesto, invece, l’impegno ad adottare il codice etico, che sul sito dei formattatori è sostenuto con tanto di petizione?
Se ai formattatori basta avere qualche cadrega, penso che la loro missione di “ripulire” il disco fisso sia già fallita.
Del resto i giovani appartenenti all’area AN, durante l’assemblea, hanno polemicamente esposto uno striscione dove chiedevano di “formattare” i padrini politici dei relatori, segno che forse anche chi formatta avrebbe bisogno di un buon scandisk.
Per capire quanto vuole cambiare il pdl basta notare il totale silenzio da parte di tutto il partito rispetto alla polemica nata sulla questione se Emilio Fede debba esser candidato al Parlamento.
Una giovane blogger, Federica de Benedetto, durante l’assemblea della formattazione, ha chiesto ad Alfano: “Ho letto che Emilio Fede vorrebbe concludere la sua vecchiaia da parlamentare: mi promettete che non lo metterete in lista?
Alfano farfuglia in evidente imbarazzo, senza dare una risposta chiara.
La notizia fa il giro dei quotidiani e Fede l’incavola, dapprima su twitter, poi alla trasmissione La Zanzara su Radio24, dove l’Emilio furioso sfoggia delle perle verso la blogger del tipo “tu non sei nessuno, io sono un personaggio storico“, oppure “cresci ed impara a stare al mondo“.
Da un partito che vuole veramente cambiare mi sarei aspettato una smentita pubblica sulla reale intenzione di candidare Emilio Fede, magari aggiungendo che anche per la moglie era arrivato il momento del meritato pensionamento.
Questo, ovviamente, vorrebbe anche dire pubblicamente che Berlusconi non è più l’unico a comandare nel partito, evitando in futuro vicende alla Minetti.
Per un partito Silvio-centrico sarebbe veramente una rivoluzione, ma a quanto sembra anche i formattatori non sembrano interessati all’argomento.

Pubblicato su NoviOnLine il 01 giugno 2012
http://www.novionline.net/news/invia-il-tuo-articolo/la-pecora-nera-il-pdl-va-in-pezzi.html

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2 thoughts on “IL PDL VA IN PEZZI

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