Camminando per il territorio delle quattro province



Il Comitato per il territorio delle quattro province ci invita a camminare sul monte Chiappo il 24 giugno e a pensare ai progetti sull’eolico che in questi anni stanno interessando questo territorio.
Di seguito il comunicato che trovate sul loro sito

Invito per domenica 24 giugno all’escursione collettiva sul monte Chiappo, per un si’ alla fruizione sostenibile della nostra montagna e un no ai cantieri dell’eolico industriale sui crinali appenninici.
Il Comitato per il territorio delle Quattro Province rinnova l’appuntamento sul Monte Chiappo, fissandolo al 24 giugno, giorno di San Giovanni, ricco di significati per la cultura della montagna.
L’8 maggio dello scorso anno la manifestazione escursionistica promossa dal nostro comitato ha coinvolto diverse centinaia di persone che hanno percorso i crinali tra le valli Borbera, Curone e Staffora, convergendo sulla cima più alta del comprensorio, punto di incontro delle Quattro province di Alessandria, Pavia, Piacenza e Genova, per affermare la loro motivata contrarietà ai diversi progetti di installazione di impianti eolici industriali in quella zona dell’appennino. Rammentiamo in breve di che si tratta, riprendendo l’incipit di una recente inchiesta giornalistica su questa vicenda pubblicata dal mensile Altreconomia: “la ricetta per rendere indigesta una fonte rinnovabile preziosa ed efficiente è semplice, si prenda un tratto dell’Appennino con montagne tra i 1200 e i 1600 metri, spazzato (poco) dal vento, dopo di che si piazzino sui crinali decine e decine di pale eoliche alte 40 metri piu’ del Duomo di Milano. Infine, poiché non esistono elicotteri in grado di trasportare i tronchi di aerogeneratori di tali dimensioni, si trasformino i crinali in tanti cantieri fatti di strade in cui possano passare convogli lunghi oltre 40 metri. Nell’eventualità in cui i versanti fossero tutelati da vincoli paesaggistici e naturalistici, perchè zona di migrazione, ad esempio, il risultato è assicurato”.
A distanza di un anno, sono più forti le ragioni del no a questi impianti e alle prassi politiche di chi intendeva imporne la realizzazione nella pressoché totale assenza di informazioni. Durante le conferenze dei servizi, le nostre argomentazioni sono state riprese e hanno trovato conferma nei pareri tecnici delle amministrazioni pubbliche, pareri tutti molto critici rispetto ai primi tre grandi progetti esaminati (in concorrenza l’uno con l’altro, prevedevano di installare chi 37, chi 42 chi addirittura 66 torri).
Il 6 aprile scorso il Consiglio dei Ministri ha ribadito al più alto livello amministrativo il “no” alla realizzazione di due di questi impianti un “no” già espresso in precedenza dalle Direzioni regionali del Ministero dei Beni culturali, mentre il terzo progetto è stato ritirato dalla società che lo aveva proposto, Enel Green Power
La vicenda non si è comunque esaurita: l’8 maggio, in Alessandria, un’altra conferenza dei servizi ha iniziato l’esame di un nuovo progetto, sempre nello stesso comprensorio montano e sempre di Enel Green Power, composto “solo” da 17 gigantesche torri. La decisione è stata per ora rinviata, con richiesta alla società di depositare un lunga serie di analisi e di documenti, mancanti o carenti, ma nuovamente si é avuta evidenza di quali insostenibili impatti si produrrebbero sui crinali appenninici.
Con la manifestazione del 24 giugno intendiamo confermare il no all’insistenza  nell’applicare una “ricetta” palesemente sbagliata rispetto al contesto in cui la si propone, e sollecitare invece attenzione ai problemi del territorio montano, alla necessità di conservarne l’integrità ambientale che è condizione indispensabile poter garantire le forme di economia tradizionali ed immaginarne di nuove, con una gestione che valorizzi le risorse naturalistiche, agro-pastorali, escursionistiche (a piedi, a cavallo, in bicicletta), nel rispetto dell’ambiente, della storia e delle tradizioni delle popolazioni che lo abitano e in uno spirito di accoglienza e apertura ad una fruizione turistica sostenibile e intelligente.
Abbiamo in comune con ciascun destinatario di questo invito la passione per l’appennino, il rispetto per le persone che lo abitano, la volontà di agire per mantenere questi luoghi vivi e vivibili a misura d’uomo, perciò vi chiediamo di fornirci un riscontro e confidiamo nella vostra adesione alla nostra iniziativa e nella vostra presenza sulla cima domenica 24 giugno 2012.
Anche in caso di brutto tempo, il ritrovo sul monte Chiappo, raggiungibile dalla val Borbera e dalla val Curone alessandrine, dalla valle Staffora pavese, dalla val Trebbia genovese attraverso val Boreca piacentina, è per le ore 12,00 presso il rifugio omonimo (per info su ristoro e pranzo presso il rifugio sentire Giorgio al 3356430819)
Volantino dell’iniziativa e informazioni dettagliate degli itinerari sul sitowww.comitato4p.org
email: comitato@appennino4p.it
cell. 333.7505485

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