Odore di stantio


Avete presente tutte le dichiarazioni da parte del Pdl sui giornali a proposito di rinnovamento, cambiamento e via dicendo?
Abbiamo letto di formattatori e seniores che chiedono un cambio di rotta e una
boccata d’ossigeno per questo moribondo partito, uscito ben pesto dalle ultime elezioni. Alfano, pur negando l’evidenza e dando colpa all’astensionismo, ha iniziato a parlare di primarie, forse per mettere a tacere i mugugni degli elettori.
Su tutto mi ha sempre stupito il silenzio totale dei rappresentanti locali su un tema così importante, quale il futuro del proprio partito.
Mi aspettavo che la netta sconfitta di Fabbio ad Alessandria portasse a qualche  conclusione e invece pare proprio che al Pdl alessandrino in fondo non importi
molto cambiare, ma preferiscono continuare sul proprio cammino, con buona pace di chi
oggi guida il partito a livello provinciale.
È quanto emerge dopo la brutta fi gura fatta nei confronti di un giovane come Emanuele Locci, da anni pronto ai blocchi di partenza, ma evidentemente ritenuto troppo “libero” dai soloni del partito della libertà.
Con 367 voti, a 32 anni Locci è risultato il più votato nel Pdl alle ultime comunali di Alessandria.
Se l’indicazione degli elettori è stata chiara, altrettanto non lo è stata la considerazione nei suoi confronti all’interno del suo partito.
All’inizio è stato tirato in ballo quale capogruppo in consiglio comunale e sarebbe stata una bella risposta al Pd, che ha messo il suo gruppo nelle mani di un altro giovane emergente del panorama politico alessandrino.
Ma sembra che Fabbio non abbia gradito l’esser messo fuori dai riflettori (benchè forse non era un’idea così malvagia) e quindi la poltrona di capogruppo è andata all’ex sindaco. Quindi è stata la volta della carica di vicepresidente vicario del consiglio comunale e qui la tristezza ha dilagato.
È apparso abbastanza evidente che i giochi erano stati fatti per gabbare Locci.
Infatti, se la presenza di due candidati ha fatto astenere il Pd durante la prima votazione su Locci, giustificando tale astensione come un atto per permettere alla minoranza di esprimere una candidatura unitaria, la stessa situazione non ha impedito al partitone di centro-sinistra di votare per Priano al secondo giro.
Il bello è che il Pd ha dichiarato che la maggioranza per prassi sostiene l’indicazione del gruppo più grande di minoranza, contraddicendo quanto fatto prima.
Se candidatura unitaria doveva essere, perché il Pd non si è astenuto anche la seconda volta?
E se invece da prassi la maggioranza deve sostenere l’indicazione del gruppo di minoranza più numeroso, perché non ha votato Locci la prima volta?
Ovviamente le chiavi di lettura sono diverse, ma resta il fatto che il Pdl non ha avuto le palle (o la voglia) di sostenere la candidatura di Locci fino in fondo e nessuno nel suo partito l’ha trovato scandaloso o ha chiesto chiarimenti.
A Novi sembra che Scotto voglia dare aria alle stanze del partito, farà la fine di Locci?
Il tanto  declamato rinnovamento, per ora, sa molto di stantio.

Pubblicato su Il Nostro Giornale  21 Giugno 2012
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20120621%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=24-INGI_03.pdf&data=21%2F06%2F2012&fp=NmJhYjcxMDViODUxMTA5N2M2OTMyM2Y4YTc4MmEzODRjMzY2ZjIyNQ%3D%3D

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