Sognando il cadreghino, prima parte


L’estate si avvicina, le ferie anche ed è tempo di riflessioni sotto l’ombrellone.
Tra le tante chiacchiere da bar che si sentono in questi mesi, inizia a tener banco la corsa alla cadrega di sindaco a Novi.
In tanti sperano di non rivedere il caos del 2009, quando la competizione elettorale sfociò spesso in illazioni, accuse e relative querele.
Soprattutto sarebbe ora di capire veramente che progetti hanno le forze politiche novesi per la propria città, perché come sempre finito il periodo di campagna elettorale, i programmi finiscono nei cassetti e tutti quei bei progetti rimangono sulla carta.
Colpa del governo, della regione, della crisi o della cometa di Halley.
C’è sempre qualche evento o ente che impedisce ai partiti di realizzare le tremila pagine di programmi presentati agli uffici elettorali del Comune.
L’attuale maggioranza ha addirittura avuto bisogno di incontrare la città prima con la giunta e poi con la stessa coalizione per ascoltare la popolazione e spiegare cosa sta facendo, segno che il bel programma presentato è andato cordialmente a ramengo, oppure che non era così tagliato sulle reali esigenze cittadine.
Mentre Robbiano si godrà la pensione, già si chiacchiera dei possibili candidati al suo scranno.
Anzitutto bisognerà capire che aria tira veramente nella maggioranza.
Dopo le ultime schermaglie con la Casa della sinistra, pare che gli alleati non siano più disposti a tollerare dichiarazioni discordanti tra appoggio o no alla coalizione di governo. Se Robbiano riuscirà a mangiare ancora qualche panettone, resterà da capire come gestire la successione al trono.
Archiviata la pratica Marubbi, che dal suo blog non le manda certo a dire al suo partito, facendo il Renzi novese della situazione, il futuro candidato sindaco non appare così scontato.
Si sussurra la volontà di fare le primarie, ma molti nel Pd ammettono che per come stanno andando le primarie al partitone in Italia, il rischio di trovarsi a dover sostenere un candidato esterno è alto.
Così come la golosità di concorrere (e vincere) potrebbe allettare non solo Alessandro Molinari (se riuscirà a metter pace nella casa), ma anche Paolo Moncalvo potrebbe avere buone chance di sbaragliare un Pd che a Novi appare sempre più confuso.
Si giocherà tutto, quindi, sugli accordi pre-elettorali e su quali e quante cadreghe metterà sul tavolo il Pd per evitare il confronto pubblico.
Oltre ovviamente al nome che sceglieranno come portabandiera per gareggiare.
Si parla insistentemente di Graziano Moro, da molti indicato come candidato già all’epoca del secondo mandato Robbiano, ma spunta anche il nome di Muliere, che forse inizia a stancarsi di tutti quei viaggi a Torino che lo fanno sentire straniero in casa propria.
Chi sembra aver perso un po’ di smalto sono i rottamatori locali, che avendo perso il loro
candidato “giovane”, sembra stiano un po’ dormendo.
Questo a sinistra, e il resto del panorama politico? La prossima settimana.

Pubblicato su Il Nostro Giornale 19 luglio 2012
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20120719%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=28-INGI_04.pdf&data=19%2F07%2F2012&fp=YmY4OTNkZDJiOTQ0MmE0ZmE0ODFlY2JlNjFhMDExMTExMjUyMjhhMQ%3D%3D

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