Spendi che ti passa


Sono passato recentemente in un paesino che non frequentavo da prima dell’estate e ho
avuto la conferma che siamo alla frutta.
Si fa il nome del peccato e non del peccatore ed in questo caso il peccato è stato di mettere a pagamento i quattro parcheggi in croce che ci sono nella piazza principale.
Per carità, nulla da eccepire sul principio, perché se fanno pagare il parcheggio ad Alessandria o Vigevano, è giusto che lo si possa fare in centri meno popolosi, ma quanto è costato il tutto rispetto al guadagno presunto?
Ritinteggiare una decina di parcheggi di blu, installare la colonnina, mettere un sistema di video-sorveglianza (altrimenti di notte te la aprono) e consideriamo anche il tempo perso dal vigile urbano che deve andare a ritirare i soldi…
Tra quanto tempo l’opera coprirà i costi iniziali, visto che appunto non si tratta di Alessandria?
Mi sembra un modo perverso per far ulteriormente pagare ai cittadini la crisi.
Da un lato pagheranno l’opera tramite le tasse, dall’altro, visto che il cattivo governo centrale taglia i fondi, bisogna trovare qualche extra per rimpinguare le casse.
Di esempi simili ce ne sono migliaia e non solo nei piccoli comuni.
Giusto qualche settimana fa, Crozza ha messo sotto la lente della sua satira pungente l’ex-sindaco Fabbio, evidenziando alcuni episodi della sua amministrazione che, alla luce della voragine nei conti pubblici, qualche perplessità la inducono.
Il comico genovese si è limitato a riprendere quanto dichiarato dall’attuale sindaco Rossa al Fatto quotidiano ai primi di settembre, ovvero la spesa di 590 mila euro per comprare rose e orchidee in Moldavia e 12 mila euro per un tartufo regalato a Berlusconi.
Spese che potevano essere evitate, favorendo magari scuola e trasporti, oggi allo sbando.
Un po’ come per la Provincia, che annuncia di non aver più soldi per lo sgombero neve e per il rimborso ai tir che usano l’autostrada al posto di passare dentro a Serravalle.
Eppure a bilancio, sotto la voce politica, scopriamo che ben settecento mila euro sono impegnati per le attività dei gruppi consigliari.
Si va dalle spese postali all’acquisto di libri e riviste per assessori e consiglieri.
Non solo! Ogni gruppo ha diritto a cinquemila euro annui, più trecento euro per ogni consigliere facente parte del gruppo.
Oltre ai rimborsi straordinari di cui si parla da tempo sui giornali (ottantamila euro nei primi sette mesi del 2012).
Ovviamente non stiamo parlando di cifre “alla Batman”, ma comunque sono un peso sul bilancio provinciale che potrebbe esser limato.
Davvero non si possono usare quei settecento mila euro per riscaldare le scuole?
Sicuramente fare politica ha un costo, ma visto che ad ogni cittadino è richiesto un esborso aggiuntivo per far funzionare le cose, perché i rappresentanti del popolo non devono dare il buon esempio?
Si attendono smentite…

Pubblicato su Il Nostro Giornale il 01 novembre 2012
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20121101%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=41-INGI_03.pdf&data=01%2F11%2F2012&fp=ZWJlM2NiNzJmZDVhYzk3NzAxMjBiYTNjMDIzZGYxNDM3YmRmMGExMA%3D%3D

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