Celebriamo la crisi


Strano paese il nostro.
Si parla di crisi, di tagli, di mancanza di fondi, ma i soldi per fare le celebrazioni alla fine si trovano sempre.
Non è la prima volta che sollevo la questione, ma ancora una volta rimango stupito di come questa classe politica sia totalmente sorda alle esigenze del paese.
Ovvero è opportuno o meno festeggiare alcune ricorrenze nazionali, quando è chiaro che quei fondi potrebbero servire ad altri scopi?
Già in occasione del terremoto in Emilia del maggio scorso ero rimasto un po’ perplesso.
Nonostante tutta l’Italia chiedesse a gran voce di dirottare i fondi destinati alla festa della Repubblica a favore delle zone terremotate, il Presidente Napolitano, nel ribadire il suo si convinto alle celebrazioni del 2 giugno, dichiarava:
La Repubblica non può dimenticare di celebrare la sua nascita. In questo momento le sue istituzioni devono dare un esempio di fermezza e serenità. Non possiamo piangerci addosso, dobbiamo dare messaggi di fiducia“.
Ma proprio per dare un messaggio di fiducia, non bastava festeggiare l’Italia nel cortile del Quirinale o presso l’altare della Patria, svincolando così i tanti componenti delle Forze Armate che hanno presidiato e sfilato durante i vari cortei in giro per il paese, che invece potevano andare ad aiutare i terremotati?
Sarebbe stato un gesto che tanti si aspettavano, ma che i partiti hanno disatteso, partecipando poi alle celebrazioni come se niente fosse.
Oggi ci risiamo.
Le Forze Armate sono in affanno per i continui tagli che le varie finanziarie fanno ai fondi destinati a loro, eppure abbiamo appena festeggiato in pompa magna il 4 novembre.
Agenti che anticipano spesso i soldi per fare il pieno alle auto di servizio, caserme che pagano le bollette di luce, gas e telefono in forse ritardo e via dicendo.
In alcuni casi la morosità in cui versano le nostre Forze Armate ha creato problemi pesanti, come ad Agosto, quando i Vigili del Fuoco di Treviso hanno rischiato lo sfratto perché lo Stato non paga l’affitto della caserma dal 2009.
Oppure a Fubine, dove il ritardo dello Stato nell’autorizzare il nuovo affitto per i Carabinieri ha creato non poche apprensioni.
Suona come una vera burla il messaggio indirizzato alle Forze Armate dal ministro della Difesa, Giampaolo di Paola, nell’anniversario del 4 novembre:
In tempi di crisi tutti sono chiamati a fare la propria parte. Anche in questo contesto le Forze armate vogliono fornire il proprio contributo. Esse vogliono essere prima di tutto un riferimento etico e quindi organizzativo, capace di valorizzare le risorse che il Paese è capace di rendere disponibili“.
Che senso ha celebrare le Forze Armate, se poi non gli si danno i mezzi per compiere il proprio dovere?
Se “spending review” deve essere, allora si parta dalle cose superflue.
A cominciare da dispendiose celebrazioni, passando poi per le tante, troppo scorte inutili, spesso usate per andare a fare la spesa o dal parrucchiere.
Inutile aggiungere ovviamente le auto blu, che il governo Monti in un primo momento ha tagliato (dopo un lungo censimento della Formez PA), ma che poi ha fatto rientrare dalla finestra con un bando per il noleggio a lungo termine (così il capitolo di spesa non è più “auto blu”).
Insomma sono d’accordo nel “valorizzare le risorse che il Paese è capace di rendere disponibili”, ma diamogliele!

Pubblicato su NoviOnLine e AlessandriaNews il 9 novembre 2012
http://www.alessandrianews.it/opinioni/celebriamo-crisi-22833.html

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One thought on “Celebriamo la crisi

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