Niente vasellina, ma guai a parlare di matrimonio


Giusto questa settimana la città in cui vivo è balzata all’onore delle cronache per un’infelice battuta di un consigliere comunale del pdl, che nel commentare il confronto televisivo tra i candidati alle primarie del centrosinistra, a proposito di Vendola ha scritto: “è viscido come la vasellina che usa!!”.
Visto il clamore e la visibilità che questa frase ha dato al consigliere vigevanese Andrea Di Pietro, forse potrebbe anche trattarsi di una furba operazione di marketing, se non fosse che lo stesso nega di aver esagerato.
Intervistato dalla trasmissione “La Zanzara” su RadioDue, il conduttore Cruciani, infatti, lo ha incalzato chiedendo insistentemente sul perché accostare Vendola alla vasellina, se la battuta, come afferma il consigliere di Vigevano, non era chiaramente omofoba.
Di Pietro ha continuato a negare, arrivando al punto di parlare di persecuzione per una semplice battuta “che non voleva offendere i gay” e alla domanda di Cruciani: “mi dica allora a cosa serve la vasellina, se non voleva fare allusioni volgari”, il consigliere pidiellino ha risposto: ”non lo so! Me lo dica lei a cosa serve la vasellina!
Sicuramente se avesse scritto “Vendola è viscido come le creme che usa” non avrebbe avuto la stessa risonanza, ma penso che in certi casi bisogna aver il coraggio di ammettere i propri errori.
Specialmente per una persona che vuole far politica, è un segnale che in fondo si è umani e si impara dai propri errori, mentre se si prosegue con testardaggine ritenendo di aver sempre ragione, oggi è una battuta su twitter, ma domani potrebbe essere un PRG.
Di contro, quando vedo queste sfuriate contro l’omofobia, con tanta gente che si indigna e si inalbera, penso a quanta ipocrisia c’è nei vari paladini della giustizia.
Siamo subito pronti a mettere sulla graticola un twitter coscienziosamente omofobo o no (mi perdonerà il mio concittadino se maliziosamente propendo per la prima), ma stiamo parlando da 20/30 anni di unioni civili e matrimoni omossessuali, senza esser mai arrivati a nulla.
Se davvero ci fosse così tanto rispetto per il mondo lgbt, mi chiedo come mai non si è ancora arrivati a regolarizzare le convivenze tra omossessuali.
Rispetto che non vuol dire necessariamente matrimonio, ma almeno aver il diritto di poter assistere il proprio compagno o la propria partner in un letto di ospedale.
Regolarizzazione che non significa istituire sin da ora l’adozione di bambini, ma permettere a chi sta insieme da tanto tempo di non subire le ripicche dei parenti nel caso in cui uno dei due salga al cospetto del Creatore (penso che il caso di Lucio Dalla ne sia un esempio abbastanza recente).
Insomma siamo pronti ad indignarci se c’è chi allude che Vendola nell’intimità usa la vasellina, ma il nostro sacro ardore di giustizia si ferma qui.

Pubblicato su NoviOnLine 16 novembre 2012
http://www.novionline.net/sito/19-rubriche/743-niente-vasellina-ma-guai-a-parlare-di-matrimonio

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