Bende e prebende (parte 2)


Settimana scorsa accennavo all’approvazione del piano Bresso da parte  dell’amministrazione novese.
Come scrivevo, nel 2006 Novi Ligure esprimeva piena condivisione dei principi del nuovo
Piano socio sanitario regionale della zarina ed esprimeva propensione all’istituzione di un’unica Asl provinciale e alla riorganizzazione dei presidi sanitari.
Anche all’epoca si chiedeva maggiore attenzione per il futuro del San Giacomo, che iniziava a perdere pezzi, nonostante la giunta Ghigo avesse investito a Novi ben 20 milioni di euro in interventi vari.
Non poteva mancare la richiesta dell’ennesimo tavolo di confronto per coinvolgere tutti.
Ogni volta che la giunta Robbiano esterna un’opinione, chiede poi un tavolo:
– tavolo sull’accorpamento dell’Asl,
– tavolo sul reparto di ortopedia,
– tavolo sul Terzo valico,
– tavolo sulla riorganizzazione ospedaliera.
Non è che il comune di Novi ha una quota azionaria in qualche falegnameria?
Con tutti sti tavoli…
Comunque sia dal 2006 a oggi (ovvero in quasi 7 anni) la situazione è andata peggiorando, senza che le forze politiche novesi facessero concretamente qualche cosa per fermare questa situazione.
Evidentemente Pd, Pdl e Lega novesi contano molto poco a Torino, se nonostante i 20 milioni di euro investiti nel San Giacomo, si è preferito l’ospedale di Tortona come capo fila.
Nel corso di questi anni maggioranze e opposizioni partitiche si sono rimpallate la colpa su questo strano progetto di accorpamento a seconda di chi governava a Torino, ma la verità sta davanti agli occhi di tutti: dai primi vagiti del progetto nel lontano 2002 nessuno dei vari capetti politici novesi è riuscito in concreto a fermare il declino.
Ironia della sorte: ricordo una conferenza dal titolo “Verso un polo sanitario di alta qualità: il nuovo ospedale Novi-Tortona” organizzata proprio nel 2002 dell’allora sindaco Lovelli.
Lo stesso Lovelli che oggi siede a Roma e che insieme a tanti altri ha votato a favore dei tagli sulla sanità, al posto di tagliare rimborsi elettorali e indennità parlamentari.
Oggi si vuol far finta di nulla e si organizzano cortei, ma sarebbe bastato impegnarsi concretamente nel corso degli anni sia dagli scranni della maggioranza, che dai banchi dell’opposizione, per cercare di non buttare alle ortiche una struttura come quella del San Giacomo, costata tanti soldini pubblici e relegata a secondo ospedale.
Verrebbe da dire “E io pago” come faceva Totò.
Ma nonostante questo evidente fallimento della politica novese, sabato 19 gennaio li abbiamo visti tutti li, a sfilare senza vergogna, con petto gonfio da galli cedroni, per poi poter dire: “Noi ci siamo opposti, ma non ci hanno ascoltato!”.
Sono sicuro che a tempo debito tanti novesi non ricorderanno di chi è la colpa se non hanno più l’ospedale, indipendentemente dal partito che rappresentano, ma come dice il detto: “Chi è causa del suo mal…”.

Pubblicato su Il Nostro Giornale 31 gennaio 2013
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20130131%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=04-INGI_03.pdf&data=31%2F01%2F2013&fp=ZTFlMWE5ODc3NzUwM2NmMTAyYWNmYzczYThiYjBhZTllMjA1Njc5Yg%3D%3D

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