Il Grillo bucato



In queste settimane i media si stanno scatenando sia contro Grillo che contro i parlamentari a 5 stelle, facendo loro le pulci e mettendo il piazza tutte le magagne e le lacune che presentano per la poca esperienza politica posseduta.
Fa piacere che oggi anche i simpatizzanti del Movimento 5 Stelle si accorgano che Repubblica spesso è lievemente di parte, così come l’Espresso, degni avversari del Giornale e di Panorama, ma messi poco in discussione.
Anzi ricordo che fino a qualche anno fa se usavi come fonte il Giornale ti criticavano di esser un berlusconiano fazioso, mentre articoli ben più pesanti venivano accettati come somma verità se scritti sulle sacre pagine di Repubblica.
Oggi invece si scopre che il cattivo giornalismo è bipartisan, comandato più che altro dagli umori del pennivendolo di turno che prima odiava Silvio e oggi schifa Cirami, ritenendolo anonimo.
Ben inteso: con ciò non voglio certo dire che Berlusconi è un santo, bensì mi piace rimarcare il fatto che il lettore dovrebbe sempre leggere più campane sulla stessa vicenda per evitare di finire nella trappola del giornalista fazioso che vuol gettare discredito su chi non gli aggrada.
Ovviamente uno svarione può capitare a tutti, personalmente ne ho presi diversi, ma se la cosa diventa sistematica, allora il dubbio sulla buona fede viene.
Tornando alle stilettate giornalistiche su Grillo e al suo movimento, pur vedendo l’eccessivo accanimento che i media stanno riservando a loro, alcune volte le mancanze evidenziate o gli atteggiamenti tenuti risultano poco difendibili.
A poco può valere la replica che molti amici pentastellati mi fanno, ovvero che con gli altri partiti certe attenzioni non ci sono mai state o che si guarda il dito e non la Luna.
In fondo ci avete ingolosito parlando di un altro modo di far politica, più trasparente e differente rispetto a prima, creando in molti speranze e aspettative, è normale quindi che vi si critichi con maggiore enfasi.
Prendiamo ad esempio la questione sorta in merito alle donazioni chieste da Grillo per sostenere le spese della scorsa campagna elettorale.
L’obiettivo era 1 milione di euro e fino ad ieri la pagina del sito dedicata all’iniziativa era vuota.
Non dubito che l’aver lasciato vuota la pagina sia stato solo un uso sagace e indiretto dei media, in modo che se ne sia (s)parlato ampiamente per giorni, fregando tutti e pubblicando oggi le spese, ma aver aspettato tutto questo tempo per poi vedere delle generiche voci di spesa mi ha deluso non poco.
Proprio da chi ha predicato per tantissimi mesi trasparenza e chiarezza sui bilanci dei partiti, mi sarei aspettato di vedere anche a chi sono andati (ad esempio) quei quasi 141mila euro di consulenza legale o i 5mila di progettazione grafica.
Non sono così malizioso da pensare che possano essere andati in parte al fido commercialista o allo studio Casaleggio, ma avendolo preso politicamente per anni “nello stoppino”, permettetemi di essere un poco diffidente.
Se poi ci aggiungi che nell’atto costitutivo dell’associazione “Movimento 5 Stelle” risulta che a Beppe spettano “titolarità, gestione e tutela del contrassegno; titolarità e gestione della pagina del blog” e che lui, il nipote e il suo commercialista sono Presidente, Vice e Segretario della stessa, nonchè gli unici membri del consiglio direttivo, la storia inizia ad essere simile a quella di un certo Tonino, che dell’idv ne ha fatto il partito di casa Di Pietro per tantissimi anni, comprese operazioni immobiliari ancora poco chiare.
Sicuramente i tanti “SE” scritti da Grillo nel suo blog (http://www.beppegrillo.it/2013/04/perche_hai_votato_per_il_m5s.html) sono condivisibili, ma proprio perché si dovrebbe voltar pagina rispetto alle vecchie abitudini mi sarei aspettato un modo di procedere un po’ diverso.
Ce la possiamo raccontare che l’associazione è stata fatta in fretta e furia (perché non pensarci prima?) e che sono cariche che non contano (quindi perché non coinvolgere altri?), ma se davvero l’obiettivo era dare l’esempio, perché iniziare come gli altri?
Diversamente troppo eccessiva la critica mossa da partiti e media contro l’occupazione delle due Camere del Parlamento fatta per protestare contro l’elezione delle commissioni.
Certo sono stati spesi molti soldi pubblici tra luci accese, straordinari pagati ai commessi e via dicendo, ma non costeranno di più dieci saggi chiamati inutilmente da Napolitano per perder tempo?
Perché bisogna tener fermo un Parlamento nell’attesa di capire chi governerà, se si sta parlando di larghe intese?
La verità è che forse a nessun altro partito, partendo dal pd e continuando con pdl, monti, lega e cespugli vari (SEL, Fratelli d’Italia, ecc), interessa veramente far ripartire questo povero Paese, quanto spartirsi le cadreghe e i relativi compensi.
Davvero lor signori non capiscono come mai il Movimento 5 Stelle ha preso più del 20%?

Pubblicato su NoviOnLine 12 Aprile 2013
http://www.novionline.net/sito/19-rubriche/2093-il-grillo-bucato

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2 thoughts on “Il Grillo bucato

  1. Una storia vecchia raccontata tantissime volte; mio nonno diceva: se devi scegliere tra andare al cinema e comprare due giornali compra due giornali perchè chi sa può. E comprali di idee contraspposte, uno che dica bene di chi ci governa e l’altro che ne dica peste e corna. Così, forse ti farai l’idea giusta. Ma, soggiungeva, se hai i soldi soltanto per un giornale allora compra quello dell’opposizione, senza esitare.
    Quel che scrivi mi fa tornare in mente il periodo in cui se non avevi intasca “Lotta Continua” tutti erano pronti a dirti fascista.
    E quel che hanno giustificato Casaleggio e Grillo sui fondi raccolti per le elezioni, non ha indotto benevoli pensieri nemmeno a me., Ma io verso quei due sono fortemente prevenuto. Potrei mancare di obiettività.

  2. Pingback: Il Grillo bucato - Il Rovescio della Medaglia - Webpedia

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