Prima i poveri!



Viene da domandarsi: si, ma quali?
Beh le indicazioni esposte dal Presidente della Camera prima e dal neo-ministro per l’integrazione dopo lasciano pochi dubbi, benchè sono sicuro che noi i cittadini eravamo convinti di tutt’altro.
Forse hanno ragione i politici, ossia che noi italioti ci facciamo troppo intortare dai media, mentre alla fin fine noi italiani, diciamocelo, tutto sommato stiamo bene…
Del resto ce lo dice pure l’ISTAT guidata dal neo ministro del Lavoro: nel 2011 la povertà relativa coinvolgeva solo l’11,1% delle famiglie, mentre quella assoluta era il 5,2%.
Una bazzecola ed infatti la Presidente Boldrini, appena eletta, ha detto che “la cittadinanza ai figli degli immigrati è una priorità”, dichiarazione alla quale ha fatto eco il ministro Kyenge, parlando della necessità di una nuova legge sulla cittadinanza.
In un Italia dove l’occupazione sta diventando una chimera (grazie anche alla riforma del lavoro votata dallo stesso PD), dove i pensionati hanno sempre meno soldi e dove la paura dello straniero non è mai stata sconfitta, ma viene addirittura cavalcata da alcuni partiti, davvero rappresenta una priorità la cittadinanza dei ragazzi nati in Italia?
Nessuno dei 48 disegni di legge presentati in Parlamento nella scorsa legislatura ha raccolto i consensi necessari ad andare avanti, lasciandoci una legge del 1992; mi chiedo perchè questa volta dovrebbe essere diverso e  poi perché dare priorità alla cittadinanza quando anche a livello di integrazione ci sono ancora tante cose che non vanno?
Perché, ad esempio, non snellire la burocrazia che ingolfa i permessi di soggiorno e li fa arrivare dopo decine di mesi?
E perché non dichiarare guerra al lavoro nero, che sfrutta tanti immigrati, con la scusa che sono clandestini?
E ancora perché non accorciare i tempi per ottenere la cittadinanza italiana? Forse 10 anni sono effettivamente un po’ tanti…
In ogni caso la cittadinanza per nascita sembra molto una pezza messa lì  perché non si è in grado di garantire un presente migliore agli immigrati e quindi li si tiene buoni pensando ai loro figli.
Come a dire: ”non riusciamo a farti avere un permesso di soggiorno in 3 mesi, non riusciamo a condannare l’impresario edile che ti sfrutta, ma tuo figlio sarà italiano”
Non ho dubbi che l’immigrazione sia una delle priorità italiane, perché l’artigianato, il commercio e la piccola imprenditoria continuano a prosperare proprio grazie agli extra comunitari che cercano un futuro migliore in questo Paese, ma non è forse una priorità anche un vecchietto che prende 500 euro di pensione e che non trova un alloggio popolare perché in graduatoria è sempre in fondo?
O peggio, che se va in ospedale, poi si trova l’alloggio popolare occupato mentre lo  Stato resta a guardare?
Ben venga la cittadinanza italiana a chi nasce qui, ma parallelamente aiutiamo anche i nostri anziani a vivere serenamente i loro ultimi anni.
So già che molti considereranno quello che ho scritto come un affondo razzista, ma l’integrazione deve considerare tutti gli aspetti del Paese, sia per chi arriva, sia per chi è già qui.
Altrimenti è solo un paciugo legalizzato.

Pubblicato su AlessandriaNews il 3 maggio 2013
http://www.alessandrianews.it/opinioni/prima-poveri-36431.html

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One thought on “Prima i poveri!

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