Next Generation



Si fa un gran parlare in questi anni di rinnovamento, per poi scoprire che per la maggior parte delle persone si tratta di una variante del gioco delle tre carte: questo da assessore provinciale lo metto a fare il membro del CDA di quella società, quest’altro da consigliere comunale lo metto in lista per le regionali, quest’altro dalla regione lo sposto a coordinare la sezione di questa città ed il gioco è fatto.
Tanto noi cittadini, diciamocelo, abbiamo la memoria corta.
Alzi la mano chi ricorda l’elenco degli eletti nella sua provincia prima della corrente legislatura.
Oppure (ancora peggio) alzi la mano chi sa se nella propria città ci sono esponenti politici con doppi o addirittura tripli incarichi.
Eppure basterebbe divertirsi un po’ su internet, usando google ad esempio, per scoprire che spesso i partiti ci marciano: tutti a parlare di rinnovamento da almeno un decennio, ma poi ti ritrovi ancora Silvio e Casini in Parlamento.
Per carità, han ragione pure loro: se la gente li vota, che devono fare?
Proprio su questo punto noi cittadini dovremmo farci un lungo e serio esame di coscienza: quanti di noi partecipano non dico attivamente, ma almeno si informano sulla vita politica della propria città?
Eppure il risultato di questo menefreghismo è sotto gli occhi di tutti, ma noto sempre che l’italiano medio vive la questione come  fosse uno spettatore esterno.
Quanti ne ho sentiti che si lamentano del fatto che non ha vinto Renzi, ma alla fine alle primarie non sono andati a votare.
Non parlo solo di “cani randagi” come il sottoscritto, che pur nutrendo una forte stima nei confronti del Sindaco di Firenze, non ha digerito l’obolo di due euro (visti i rimborsi elettorali dati ai partiti), ma soprattutto di gente che da anni vota a sinistra e che quindi avrebbe potuto vedere quei due euro come una sorta di contributo al partito.
Sono d’accordo con chi chiede il cambiamento, ma teniamo presente che per fare un serio cambiamento, dovrebbero andare a casa coloro che hanno fatto politica attivamente da almeno dieci anni.
Inutile prenderci per il naso: destra o sinistra, le varie amministrazioni pubbliche sono state governate a rotazione da tutti ed oggi siamo nel guano fino al collo; di chi è la colpa?
Dei cittadini o dei partiti che non hanno saputo fornire ed indirizzare buoni amministratori?
Il problema è che oggi come oggi chi li sostituisce, se stiamo tutti a casa al calduccio?
Grillo ha trovato la formula più accattivante: te ne stai a casa o in ufficio, seduto al pc e comodamente discuti di politica, poi chi ha voglia di sbattersi si candida.
Ma davvero possiamo fare tutto dal web?
Sarò un conservatore, ma per me la buona politica si fa ancora tra la gente reale.

Pubblicato su NoviOnLine  10 maggio 2013 – Leggi l’articolo

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