Terzo scarico



La vicenda del Terzo valico sta ormai assumendo degli aspetti a dir poco grotteschi.
L’ultima in ordine di tempo è la segnalazione fatta dal Comitato No Tav – Terzo valico che evidenzia come Cociv, ad Arquata, nei suoi tanti scritti e prospetti non prenda in considerazione una vera inezia: i serbatoi di Garrone!
Cartine e mappe alla mano, il Comitato mostra come nel progetto esecutivo del primo lotto, il committente non abbia notato che sull’area dove vorrebbero far sorgere il campo base esiste già lo stabilimento Sigemi del gruppo Erg (noto a tutti come “Garrone”).
L’ennesima brutta figura, dopo quella di voler far passare centinaia di camion al giorno per l’abitato di Serravalle, che dimostra quanta poca conoscenza si abbia del territorio e quanto poco impegno e poca serietà ci stiano mettendo i progettisti del Cociv.
Per non parlare del fatto che il Cipe ha dato una bella sforbiciata agli appetiti dei sindaci, stabilendo che dei 10 milioni previsti per le opere compensative, solo 2 verranno dati per il 2013 e il resto nel 2016; sarà per quello che i sindaci han chiesto la moratoria?
Mah, a pensar male…
A chi mi domanda perché non sono favorevole al Terzo valico, direi che rispondono i fatti: progetti fatti approssimativamente, fondi di dubbia esistenza e via dicendo.
Si suole dire che il progresso non si ferma attenzione però a non trincerarsi dietro questa frase per sprecare il pubblico denaro, sperando che il prossimo governo ci metta una pezza.
Concordo con chi mi paventa un futuro senza petrolio, ma proprio perché credo in questo futuro più o meno vicino, penso che si debba essere lungimiranti: oggi le nostre città sono soffocate dal traffico veicolare, anche Novi o Serravalle che sono piccole realtà lo dimostrano; perché il denaro pubblico si deve investire nel trasporto merci e non nel trasporto passeggeri?
Quante sono le persone che avendo a disposizione un valido servizio ferroviario, continuerebbero a usare l’auto?
Il Terzo valico e tutti i progetti che vanno in tal senso, se davvero servono agli interscambi commerciali, devono essere sostenuti soprattutto dai capitali di coloro che poi si avvantaggeranno di queste migliorie, mentre uno Stato lungimirante, proprio tenendo conto dell’inquinato presente e soprattutto del futuro senza petrolio, dovrebbe investire nel trasporto viaggiatori, regionale e nazionale. E’ notizia di questi giorni che Moretti forse non farà partecipare le Ferrovie dello Stato alla gara del trasporto regionale della Liguria perché lo Stato non paga, col rischio che i pendolari liguri si troveranno nelle canne.
Quindi non solo convogli sporchi o guasti, ritardi cronici, tratte a un solo binario (vedi quella Alessandria-Mortara-Milano) o soppresse (per esempio Alessandria-Ovada) e abbonamenti in costante aumento, ma anche il rischio di rimanere a piedi! Per non parlare poi del trasporto pubblico locale su ruote, dove le vicende di Arfea e Cit penso bastino da sole come esempi.
Cari Sì-Terzo valico, se davvero pensate che lo Stato riuscirà da solo a racimolare gli oltre 6 miliardi che dovrebbe costare l’opera (a oggi, poi si vedrà), non pensate che potrebbe avere più senso, per il futuro italiano, garantire anzitutto un trasporto pubblico veramente alternativo all’auto?

Pubblicato su Il Nostro Giornale 16 Maggio 2013 – Leggi l’articolo

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One thought on “Terzo scarico

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