Fratelli Coltelli



La vicenda del Terzo Valico si arricchisce ogni giorno di simpatiche diatribe tra partiti.
Dopo l’ultimatum del padano Cota, che quasi in stile Don Rodrigo ha dichiarato che l’opera “s’ha da fare” (in barba al motto leghista “padroni a casa nostra”), adesso assistiamo al divertente teatrino tutto interno al pd, ma tra diversi versanti appenninici.
Da un lato abbiamo il pd alessandrino che, insieme ai propri parlamentari, chiede di bloccare i lavori in attesa dei chiarimenti richiesti a Covic, mentre sull’altro versante il pd genovese vuole a tutti i costi iniziare e si stupisce dell’atteggiamento “mandrogno”; quest’ultimo  in effetti contrasta con quanto accaduto durante la campagna elettorale a sostegno di Rita Rossa, quando il buon Fassino venne ad Alessandria e dichiarò che il Terzo Valico era da fare assolutamente, nell’imbarazzato silenzio di Borioli e Rossa, che ovviamente non si sognarono minimamente di sconfessare l’ossuto membro del partito.
Oggi, invece,  gli esponenti  alessandrini sembrano più  titubanti sul grande buco e la cosa spiazza anche i loro colleghi liguri, che manifestano i propri dubbi in una lettera inviata dagli stessi al Sindaco di Alessandria e ai parlamentari del basso Piemonte.
Vi si legge che “il Terzo Valico dei Giovi è opera infrastrutturale di straordinaria importanza per i nostri territori e decisiva per lo sviluppo del nostro Paese; non dobbiamo quindi perdere un minuto per l’inizio dei lavori”  e gli esponenti del partitone democratico genovese sono sicuri che “non si possa prevedere da parte di nessuno di noi l’ipotesi di bloccare l’avvio dei cantieri in assenza di fatti nuovi”.
Proprio in base a quello che sostengono i liguri, come mai il pd alessandrino ora sembra voler più risposte sul progetto, visto che le cose non sono cambiate?
Il sospetto principale è che dal prossimo anno molte città del basso Piemonte andranno ad elezioni amministrative e tutta questa connivenza con i SI-TerzoValico potrebbe essere fatale per molti candidati Sindaco targati pd.
Ecco quindi che in extremis la coscienza degli esponenti di spicco del partito riemerge dal limbo e se non proprio contrari, si dicono dubbiosi sul fatto che Cociv non risponde, benchè Cociv non abbia mai risposto!
Quindi l’atteggiamento del pd alessandrino risulta ancora più strano e giustamente i loro colleghi liguri glielo fanno notate:  “in assenza di fatti nuovi”, perché bloccare l’avvio dei lavori?
Come dire: se fino a ieri vi andava bene tutto, perché oggi fate storie, visto che non è cambiato nulla?
Ovviamente non conosciamo la risposta, ma vorrei soffermarmi sul fatto che il Terzo Valico sia opera di “straordinaria importanza” e vorrei fare a tutti i ferventi sostenitori dell’opera una semplice  domanda: come si farà a spostare il traffico merci da gomma a rotaia?
Oggi il trasporto su gomma è nettamente più vantaggioso per chi movimenta merci e lo dimostra il fatto che la linea AC Milano-Bologna, attualmente già attiva per questo tipo di trasporto, è praticamente inutilizzata.
Considerando che i costi per realizzare l’opera sono stati enormi, forse era logico pensare anche a politiche di disincentivo al trasporto gommato, ma ad oggi nulla si è fatto in tal senso.
Se questo è un possibile  prologo per il Terzo Valico, dobbiamo aspettarci che il grande buco non servirà allo scopo decantato? Oppure magicamente le aziende sceglieranno la rotaia?
Certo, stando a quanto dicono i relatori del progetto, se non si farà il Terzo Valico, la rete ferroviaria entro pochi anni arriverà al collasso, ma è vero?
Attualmente solo l’8% delle merci che arrivano a Genova e vanno verso Nord usa il treno, quindi tenendo conto della movimentazione dell’anno scorso avvenuta in porto, solo 100mila container passano su rotaia, su una capacità totale delle due linee di valico di circa 2milioni e 300mila container all’anno.
Anzi, se le Ferrovie dello Stato non avessero deciso di chiudere la Voltri-Ovada-Alessandria,  su quella direttrice sarebbero potuti passare altri 500mila container e volendo, se addirittura le Ferrovie dello Stato avessero deciso di raddoppiarla, su questa direttrice si sarebbe arrivati ad oltre 2milioni di container annui.
Senza considerare l’utilità per i tanti pendolari che di colpo si sono ritrovati senza treni.
Costa meno raddoppiare la Voltri-Alessandria o aprire un buco in mezzo all’Appennino?
Non sono un tecnico esperto e neppure un politico sopraffino, ma a naso la risposta mi sembra chiara.

Pubblicato su NoviOnLine 13 settembre 2013 – Leggi l’articolo

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