Manco da morti di riposa in pace!


925158_1379664578-kGiH--640x360@LaStampa.itRecentemente mi hanno segnalato una vicenda che mi è sembrata un po’ triste da punto di vista umano ed affettivo nei confronti dei nostri vecchi che ci lasciano per il mondo dei fu: il cimitero di Retorto, piccola frazione di Predosa.
La vicenda è stata portata all’attenzione delle cronache l’anno scorso da un video girato da Alessio Rocca, che lo definiva “cimitero degli orrori” e mostrava lo stato di totale degrado in cui versava questo piccolo rettangolo di terra che raccoglie ancora oggi le spoglie di alcune persone.
Bufala da socialmedia o realtà?
A quanto pare è tutto vero, tanto che il Sindaco di Predosa, sulla stampa locale, si è sentito in dovere di precisare che da oltre vent’anni lì non ci sono state sepolture e negli anni novanta è stato dismesso dal Comune e di fatto abbandonato al suo (triste) destino…
Sicuramente non c’è nulla da eccepire sulla questione legale, immagino che l’amministrazione comunale di Predosa abbia agito nel pieno rispetto delle norme, anche se mi stupisco che il regolamento di polizia mortuaria permetta l’abbandono delle salme nel cimitero dopo appena vent’anni dall’ultima sepoltura : mi pareva di ricordare che prima dell’abbandono del cimitero si dovesse procedere all’esumazione e, nel caso di assenza di eredi, si dovessero collocare i resti nell’ossario comunale.
Tralasciando i miei dubbi procedurali, mi chiedo però se moralmente sia accettabile per una società che si dice civile abbandonare un cimitero allo sfacelo mostrato nel video di Alessio.
Erba alta, frammenti ossei sparsi in giro, parte del muro di cinta e della cappella crollati, insomma forse il cimitero di Reneuzzi è messo meglio, nonostante sia abbandonato nella valle dei Campassi dagli anni ’60.
Davvero comporta una spesa così folle mandare un cantoniere a tagliare regolarmente l’erba?
Forse quelle persone che dormono in quel fazzoletto di terra non avranno più parenti e forse riposano li con i loro amici e nessuno verrà a fargli spesso visita, ma non meritano un po’ di rispetto?
Oggi è comparso un lucchetto nuovo fiammante che impedisce di entrare, ma ciò non significa che le cose siamo cambiate, perché attraverso l’arrugginito cancello si continua a vedere lo sfacelo.
La parola cimitero deriva da un termine greco che significa “luogo di riposo”: signor Sindaco è questo il luogo in cui vorrebbe riposare?
Penso di no e allora perché non possiamo fare un piccolo sforzo per migliorare il riposo di queste persone che magari un tempo si spezzavano la schiena sui campi che attraversiamo ogni giorno in macchina?
Come possiamo sperare che ci rispettino i vivi, se nemmeno rispettiamo i morti?

Pubblicato su NoviOnLine 04 Ottobre 2013 – Leggi l’articolo

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