Uniamoci e partite!



Così si potrebbe parafrasare la più famosa “Armiamoci e partite”, frase usata per stigmatizzare l’atteggiamento di chi esorta gli altri a fare un’azione e poi si sottrae dall’intraprenderla lui stesso.
L’atteggiamento che si registra in Val Borbera da parte degli amministratori locali appare un po’ questo, ovvero uniamoci, ma poi nella pratica gli ostacoli restano.
Da tempi non sospetti ho sempre scritto che nella Val Borbera basterebbero due Comuni, posizionati magari uno ad Albera ed uno a Vignole, per gestire tutto il territorio della Valle.
Il primo raggruppando Carrega, Cabella, Albera, Mongiardino, Roccaforte, Rocchetta e Cantalupo e l’altro unendo Vignole, Borghetto e Stazzano.
Di fatto da tanti anni amministrazioni come Carrega, Mongiardino o Roccaforte non hanno certo le entrate per garantire fondi per gestire l’ordinaria amministrazione e se non fosse per i consorzi frazionali, molti paesi sarebbero in seria difficoltà.
Frazioni che fanno affidamento unicamente al portafogli di chi li abita nei periodi estivi per pulite acquedotti, rive e sistemare le strade interne ai paesi.
Ma ultimamente, dopo i tagli delle varie “spending review” anche amministrazioni come Albera, Cabella o Rocchetta iniziano ad avere seri problemi nel garantire se non i servizi, almeno l’ordinaria amministrazione.
Il problema è semplice: le entrate sono sempre meno, perché le attività commerciali scarseggiano e non si possono dissanguare i residenti con aliquote assurde, così, una volta pagate le spese vive, i magri bilanci di queste amministrazioni lasciano ben poco margine di manovra.
Eppure questi Comuni si ostinano a rimanere in vita e il discorso è sempre lo stesso:
se perdiamo la sede del Comune, poi non ci considerano più!
Ed ancora: “poi i soldi vengono usati solo per i paesi più grossi
Già perché oggi invece…
Oppure viene fuori il discorso che chiudendo gli uffici poi la gente scappa, quasi che non ci fossero già buoni motivi per andar via da una Valle che con la sua mentalità spesso un po’ orsa, sta morendo giorno dopo giorno.
Eppure uno che abita a Daglio, ad esempio, è più facile che passi ad Albera per andare a comprare in qualche supermercato ad Arquata, che non salire a Carrega, visto che li oramai non c’è più nemmeno l’ufficio postale aperto tutto il giorno.
Unendo poi le forze si potrebbe pensare ad un servizio “a chiamata” per chi è più anziano e deve recarsi in Comune, mentre per come stanno oggi le cose gli anziani devono affidarsi al buon cuore dei propri compaesani.
Insomma l’ostinarsi a rimanere aperti appare più un capriccio che non una cosa ponderata e nel mentre si continua a perdere tempo prezioso, tanto che prima o poi Vignole o Stazzano si stuferanno di aspettare e chiederanno ad Arquata o Serravalle di unire i propri territori, garantendo ai propri amministrati un futuro più roseo che non restando attaccati alla Val Borbera.
Cari amici, davvero una sede comunale vale più del futuro del territorio?

Pubblicato su NoviOnLine 21 ottobre 2013 – Leggi l’articolo

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One thought on “Uniamoci e partite!

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