Velo ok? Nemmeno per sogno.



Nella provincia di Alessandria questi cilindri arancioni spuntano come funghi, tanto che alcuni sospettano che li regalino e dove sono stati installati stanno creando un acceso dibattito tra automobilisti e residenti.
Serravalle Scrivia è stato il primo paese ad adottarli, ma il caso più eclatante penso sia quello di Rivalta Scrivia, dove in meno di un chilometro se ne contano ben nove (5 in un senso e 4 nell’altro), seguito da Casalcermelli  con sette.
Indagando un po’ si scopre che tutto è frutto di un progetto per la sicurezza e l’educazione stradale chiamato “Noi sicuri” al quale ha aderito la Provincia di Alessandria, la prima in Italia, a favore dei Comuni di Tortona, Ovada, Ozzano Monferrato e Casalcermelli.
Parlando con chi abita a Rivalta c’è soddisfazione nell’aver visto camion, auto e moto rallentare notevolmente in quel  tratto di strada, perché dentro ogni cilindro potrebbe celarsi la “sorpresa” dell’autovelox.
Oltre al fatto che qualche multa qua e la fa sempre comodo alle vuote casse provinciali e forse anche ai Comuni che “ospitano” i velo-ok, che magari ricevono parte delle multe.
Il problema principale però è che i velo-ok sarebbero fuori legge.
Il Ministero dei Trasporti, infatti, con due circolari (una del 24 luglio 2012 e una del 30 settembre 2013) ha ribadito che i velo-ok non sono a norma e andrebbero rimossi.
Non solo: in alcuni casi sono stati anche causa di incidenti mortali, perché alcuni motociclisti li hanno centrati, lasciandoci la vita.
Senza contare poi che ingombrando il marciapiede, rischiano di creare anche problemi ai pedoni, che per aggirarli, invadono la carreggiata.
Dunque il dilemma resta: utili, fuorilegge o addirittura pericolosi?
Se ognuno di noi rallentasse non dico ai 30km/h, ma almeno ai 70, non ci sarebbe bisogno di velo-ok, ma ciò non toglie che se sono illegali vanno tolti.
Questo apre uno scenario interessante, perchè se è vero che il costo di ogni scatolotto è di 2mila euro, mi stupisco che in una Provincia dove si piange miseria, si buttino via a cuor leggero 32mila euro.
Soldi che potrebbero essere molti di più, visto che sto considerando solo Rivalta e Casalcermelli e non mi è stato possibile trovare informazioni in merito ad altri comuni.
Se bisognerà rimuoverli finirà come per gli autovelox installati negli anni scorsi: soldi spesi per installarli, soldi per mantenerli ed infine soldi per smantellarli.
Come è possibile che una pubblica amministrazione vada contro quanto espresso dal Ministero competente, rischiando quindi di sperperare le già magre risorse a disposizione della Provincia?
Non c’erano interventi più urgenti in cui impegnare quei fondi e magari destinare qualche pattuglia di polizia locale a stazionare con l’autovelox?
Oppure mettere i cari vecchi dossi artificiali, mascherati da attraversamenti pedonali come fanno in molte città?
Quando Filippi si lamenterà che le Provincie sono utili, forse sarà il caso di fargli presente che uno dei suoi ha deciso di buttar via 50/60mila euro di soldi pubblici, forse perché gli piaceva il colore arancio, sicuramente non perché lo permetteva il Ministero dei Trasporti!

Pubblicato su NoviOnLine 08 novembre 2013 – Leggi l’articolo

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