Legalizziamo le lucciole



I promotori della richiesta di referendum parzialmente abrogativo della legge Merlin in Consiglio regionale lombardo devono aver pensato che se 
l’Italia va a puttane, meglio approfittarne.
Così grazi a 41 colleghi che hanno votato si (su un totale di 80 consiglieri), la Lombardia ha rotto gli indugi e aspetta che altre 4 Regioni ne seguano l’esempio.
Peccato che il voto segreto ha dato un po’l’idea che la “battaglia di civiltà” (come l’hanno definita alcuni) sia da fare di nascosto perché alla fine gli elettori sono solo dei bacchettoni moralisti e sapere che tizio ha votato a favore rischia di far perdere voti. 
Hanno annunciato di essere favorevoli al testo presentato dalla Lega anche Forza Italia, Lista Maroni, Fdi, Pensionati e M5S, ma non Ncd, che ha annunciato voto contro come il Pd e il Patto Ambrosoli.

Però il singolo consigliere poteva votare secondo coscienza quindi un piddino poteva votare si e un leghista no e ci resterà il dubbio di sapere come hanno votato in realtà i vari faccioni da cartellone.
Per adesso, però, cambia poco se non l’aver sollevato una questione forse più pratica che non etica o di civiltà, anche se forse è stato fatto più per propaganda politica che non per reale impegno civico.
La prostituzione esiste da millenni, spesso sfruttata dalla criminalità organizzata per fare soldi, ma anche da una parte di donne che scelgono liberamente questa strada per fare soldi.
Puntare sulla moralizzazione è servito a poco, vietarla ancora meno.
Personalmente ritengo sia una piaga sociale quando giovani donne vengono costrette, con botte o torture, a battere sul marciapiede, ma se la cosa viene fatta in piena coscienza, ritengo sia una libera scelta della persona .

Non ho idea di cosa spinga un ragazzo, un marito o un padre di famiglia a pagare una donna per ottenere del sesso, ma essere liberali significa anche lasciare agli altri la possibilità di fare quello che si vuole nel rispetto del prossimo.
Non chiudendo gli occhi quando si percorre una tangenziale o girandosi dall’altra parte quando si vedono giovani donne al freddo per strada, ma permettendo a queste ragazze di lavorare in un appartamento, imponendo dei controlli medici periodici e, perché no, facendo pagare loro le tasse, in modo che possano contribuire anche loro al mantenimento del carrozzone pubblico.
Cinico? Sicuramente, ma oggi si pensa più a punire il cliente e a lasciare tutto così com’è, facendo finta che una multa può bastare a far passare la voglia.
Questa sarebbe la vera battaglia di civiltà da proporre, una seria regolarizzazione di uno dei mestieri più antichi del mondo e nel contempo una ferrea battaglia contro gli sfruttamenti, mentre i politicanti oggi si limitano ad un semplice referendum abrogativo tanto per far scalpore, ben sapendo che difficilmente altri consigli regionali seguiranno la scia.
La solita soluzione all’italiana: non importa trovare una soluzione, quanto una parvenza.
Poi qualche santo provvederà.

Pubblicato su NoviOnLine il 18 Aprile 2014 – Leggi l’articolo

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