Salviamo la sanità novese



Le notizie che si sono lette in queste settimane sui quotidiani lanciano qualche ombra sulla situazione in cui versa il nosocomio novese.
Non tanto per quanto riguarda la struttura, già da tempo vessata da riduzioni di posti letti e da reparti affollati più di medici che di pazienti (vedi ginecologia), quanto per le condizioni di lavoro dei dipendenti, che ovviamente si possono riversare sui pazienti.
Prendiamo ad esempio il recente problema delle cappe aspiranti: un controllo ha stabilito che dove venivano preparati i farmaci antitumorali non c’erano cappe a norma e sicure.
L’azienda sanitaria si è subito affrettata a mandare comunicati stampa atti a dichiarare che la preparazione di questi farmaci era stata spostata a Tortona e che il problema delle cappe non influiva sulla qualità dei farmaci preparati.

Peccato che l’azienda non abbia chiarito se e quali rischi ha corso di chi, invece, quei farmaci li preparava, respirando miasmi che forse tanto sani non sono, visto che esiste una cappa preposta ad aspirarli.
Un accenno al fatto che magari si sarebbero fatti dei controlli sui dipendenti per escludere eventuali problemi di salute sarebbe stato confortante credo non solo per i dipendenti, ma anche i noi comuni cittadini, perché avrebbe dimostrato che l’azienda ha cura di loro.

L’azienda che non ha a cuore uno dei capitaIi su cui investe maggiormente, può aver maggiore considerazione per chi cura?

Visto anche quanto mi è capitato recentemente credo di no.
Mi sono recato  infatti a fare una visita  i controllo ortopedica e mi sono trovato davanti una coda corposa, nonostante tutti noi avessimo una prenotazione e ci fossero pochi pazienti provenienti dal pronto soccorso.
Il motivo era semplice: a fare le visite c’erano solo un ortopedico e un’infermiera, che veniva subissata di domande e di epiteti ogni volta che apriva la porta per chiamare un paziente.
Se eravamo tutti prenotati vuol dire che l’ammontare dei pazienti si sapeva, ma evidentemente non si sono presi provvedimenti, lasciando a medico e infermiera il compito di “arginare” le proteste degli utenti.

Episodio isolato? Non credo, visto che altre persone si sono trovate nella mia situazione e in reparti diversi, segno che la situazione è allo sbando.

Ma siamo destinati a vedere di peggio, se i rumors che mi sono giunti risulteranno fondati.
Pare infatti che in tema di spending review, l’azienda voglia lasciare ad Alessandria il compito di effettuare alcuni interventi/esami in urgenza, nelle ore festive e notturne, ma sul tema c’è il massimo riserbo, anche perché la protesta dei cittadini sarebbe scontata.
Sperando di risparmiare sui gettoni di presenza, non si pensa che anche il trasporto del paziente avrà un costo e si crea ulteriore stress nel personale che dovrà gestire questi casi, sperando sempre che il paziente sia trasportabile, altrimenti…
Sicuramente da chi ha creato il mega magazzino che spedisce pacchi in giro per il Basso Piemonte non mi aspetto riflessioni di questo tipo, ma visto che la competizione elettorale appena trascorsa ci ha fatto leggere un sacco di programmi e molti di questi parlavano dell’ospedale, spero che ogni partito e movimento unisca le forze per sistemare una situazione che oramai è grottesca.

I pazienti si trovano a dover indovinare se devono recarsi a Novi o Tortona, forse Alessandria, con reparti aperti ora qui, ora la.
Personale ridotto all’osso perché non si può assumere, mentre tanti giovani vengono presi in giro con partite iva o incarichi da burla. Insomma se il destino del San Giacomo è quello di chiudere si ponga presto fine a questa lenta agonia e si salvi anche chi ci lavora dentro, in  condizioni spesso assurde, perchè io se sbaglio nel mio lavoro al massimo cancello dei dati, loro possono cancellare una vita, vogliamo sottovalutare questo rischio?

Pubblicato su NoviOnLine il 18 luglio 2014 – Leggi l’articolo

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One thought on “Salviamo la sanità novese

  1. Ho letto la risposta del Dott. Tuo apparsa su NoviOnLine e devo dire che riassumere un articolo estraendone una minima parte mi pare abbastanza singolare, ma ne prendo atto.
    Mi ha però fornito uno spunto interessante, ovvero confrontare la situazione ante accorpamento con quella odierna.
    Quanti ricoveri venivano eseguiti prima del primo maggio 2013?
    Quanti medici e ostetrici erano presenti nei singoli ospedali e che carico c’era?
    Dopo il primo maggio 2013 quante persone si sono rivolte al Alessandria o Voghera, invece che Novi Ligure?
    Insomma tutte domande che servirebbero a comprendere meglio i dati così sapientemente forniti dal Dott.Tuo, ma in autunno magari mi divertirò a fare qualche ricerca.
    Sicuramente avrei preferito che oltre a snocciolare dati, il Dott. Tuo avesse scritto che si era informato sui pericoli occorsi ai tecnici che preparavano i farmaci anti-tumorali con le cappe guasti e ci avesse rassicurato che tutto era a posto (ricordo che su questo fatto ancora tutto tace).
    Oppure penso che i novesi avrebbero gradito leggere che i tempi di attesa di alcuni ambulatori sono una situazione temporanea e che migliorerà.
    Purtroppo niente di tutto questo e con onestà intellettuale non posso che constatare che al Dott.Tuo non pare interessare altro che il suo orticello, ehm pardon il suo reparto.

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