#IceBucketChallenge: secchiato e contento!



Italia: Paese di Santi, poeti, navigatori, ladri e mugugnoni…
Così si potrebbe riassumere il nostro BelPaese, stando anche alle sterili polemiche che leggo qua e la in questi giorni.

L’argomento è sempre quello: l’IceBucketChallenge. Ovvero le secchiate di acqua gelata in favore della raccolta fondi per la ricerca sulla SLA, malattia degenerativa che colpisce molte persone. Tutto è iniziato con diversi personaggi famosi che col loro gesto volevano sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema, ma presto la cosa è spopolata grazie ai social network e a secchiate si son presi pure i comuni mortali, coinvolgendo amici e parenti.

Sta accadendo in tutto il Mondo, ma credo che solo in Italia stiamo assistendo ad una serie di polemiche inutili quanto le critiche sollevate sull’iniziativa. Nessuno mette in dubbio che molti lo abbiano fatto solo per farsi pubblicità, oppure che chi guadagna migliaia di euro ci possa mettere qualche centinaia di euro in più del metalmeccanico cassintegrato (anche se magari quelle 100 euro erano simboliche e il personaggio di turno a telecamere spente versa ogni anno molto di più), così come è vero che la beneficenza si fa senza clamore e via dicendo.

Si poteva fare di più? Sicuramente! Si poteva fare senza secchiate? Certamente! In America han raccolto 88 milioni di dollari? Beati loro! Ma diversi soldini sono andati a favore della AISLA (ad oggi sono 685mila euro) e tutto il resto è noia, come avrebbe cantato il Califfo. Perché ogni cosa nel nostro Paese deve esser motivo di polemica?

Come ha detto anche Massimo Mauro, presidente dell’AISLA: ” Il mondo del volontariato è un mondo individualmente libero. Non ha senso sindacare sulle cifre, sui motivi. Quando una persona fa una cosa del genere ed è a disposizione degli altri non ha senso fomentare le polemiche. ”Io, insieme a mia moglie, ho fatto la mia donazione e mi sono “secchiato” volentieri, chiamato in causa da amici e chiamando a mia volta in competizione altri amici. Prima della secchiata gelida abbiamo invitato tutti a dare, ma si fa beneficenza, quindi ognuno deve poter dare quello che può e vuole, dall’euro alle migliaia.
E’ una cosa stupida? Può essere, ma non essendo V.I.P. non lo abbiamo fatto per un ritorno pubblicitario e se lo fanno tanti anche senza sapere cosa sia la SLA o a cosa serva la secchiata pazienza!

L’importante è che coinvolgano altri che magari sanno di cosa si parla e faranno una donazione. Del resto c’è anche la scelta di fare la donazione senza secchiata (cosa che a molti, nella foga di criticare, è sfuggita) Insomma, cari criticoni della secchiata gelata, nessuno vi impone di fare lo stesso, ma visto che siamo ancora in democrazia, lasciateci secchiare in pace, senza doverci giustificare e senza sentirvi pontificare su quanto è sbagliato.
Anzi, proprio voi che polemizzate, una donazione l’avete fatta?
Altrimenti un po’ ipocriti lo siete anche voi…

Pubblicato il 28 agosto 2014 su Gli sComunicati – leggi l’articolo

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One thought on “#IceBucketChallenge: secchiato e contento!

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