La domenica contesa!



Alzi la mano chi è andato a fare la spesa la mattina di Pasquetta!
Così tanti?  Vergognatevi!
Non sapete che chi lavora nei supermercati e nei centri commerciali ha una famiglia?
Se voi andate a comprare durante i giorni festivi, allora i padroni li obbligheranno a lavorare!
Crumiri!
Questa è in sostanza la polemica che si legge sui socialnetwork in relazione alle aperture domenicali e festive di molti supermercati.

Polemiche che hanno portato la COOP Adriatica a tener chiuso Coop e Conad  il 25 Aprile e primo Maggio (feste tanto care ai rossi emiliani) con lamentela pubblica del Presidente Turrini contro Esselunga, rea di tener aperto in quei giorni e quindi, indirettamente, di fare concorrenza sleale. Addirittura su facebook sono sorte pagine e gruppi per dire NO alle domeniche e ai festivi e nel contempo sensibilizzare la gente a non andare a comprare in quei giorni, sostenendo che così si rovinano le famiglie di chi lavora in questi negozi…

Se lavorando la domenica si rovinano le famiglie, come fanno tutti gli altri che normalmente lavorano in questi terribili giorni?
Non penso solo a forze dell’ordine, personale ospedaliero, pompieri o soccorso stradale, ma anche a edicolanti, fiorai, camerieri, baristi, taxisti, autisti di bus, macchinisti ferroviari, personale dei cinematografi e via dicendo. Tutta una serie di persone che normalmente lavora durante i festivi e di cui ci serviamo senza andare a scrivere manifesti pubblici in loro difesa.

Quanti vanno a comprarsi il giornale la domenica mattina, comprano un fiore per l’onomastico della moglie, vanno al ristorante o portano i figli il pomeriggio a vedere un film?  Vi siete mai sentiti in colpa per questi gesti? Perché prestando fede a quanto leggo in rete, queste persone devono avere una famiglia completamente distrutta!

I miei genitori hanno gestito una trattoria alle Capanne di Carrega per decenni, si lavorava sabato, domenica e festivi, ma non mi pare di aver avuto problemi affettivi… La risposta dei “NoSpesaDomenica” è immediata: quelli sono lavori dove è previsto di lavorare in quei giorni, la commessa al supermercato no! La commessa del supermercato è una mamma che lavora e ha diritto di stare a casa.

Quindi indirettamente mi state dicendo che l’infermiera che ti mette la flebo a Pasquetta, perché ti sei così strafogato di cibo che ora boccheggi, in realtà è una madre snaturata che trascura i suoi figli?
Forse la verità è un’altra, solo che nessuno la vuol dire: ai dipendenti che lavorano la domenica spesso viene fatto recuperare il giorno di riposo in settimana ed il margine di guadagno sulle ore di straordinario al netto delle tasse è esiguo.

Adesso capisco: non puoi andare a ballare il sabato sera, stai a casa quando i tuoi amici lavorano e in più non ti danno un pacco di soldi per questo disagio. Crumiri due volte! In tempi di crisi poco è meglio di nulla, ma sicuramente andrebbe regolato meglio il discorso a livello normativo.

Se vuoi tener aperto la domenica delle due una: assumi personale part-time per le giornate festive o paghi un po’ di più il personale in organico. Però smettiamola di scrivere che lavorare di domenica è immorale!

Pubblicato su NoviOnLine il 10 aprile 2015 – Leggi l’articolo

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4 thoughts on “La domenica contesa!

  1. Concordo che il problema è il riconoscimento del disagio. Poi comunque sono dell’idea che i lavori di pubblica utilità non rientrano discorso altri lavori. Nel senso che il pronto soccorso c’è bisogno che sia aperto anche a natale, di notte e la domenica, poi naturalmente si farà a turno a fare o giorni e orari sfigati.

  2. Pingback: La domenica contesa! - Il Rovescio della Medaglia - Webpedia

  3. Bisogna anche dire che chi sceglie di fare l’infermiera o di lavorare in un ristorante sa già che deve lavorare la domenica, quindi programma la sua vita in base a questa scelta. I commessi dei centri commerciali invece, fino a un paio di anni fa, non lavoravano la domenica e da un giorno all’altro gli è stato imposto questo obbligo. Quindi hanno dovuto cambiare la loro vita e le loro abitudine senza che nessuno chiedesse loro se fossero d’accordo. Donne che da un giorno all’altro sono contrette a pagare delle baby sitter la domenica perchè loro devono andare al lavoro, mentre prima potevano stare tranquillamente a casa con i propri figli. E’ una questione di scelte. Poi naturalmente c’è anche il lato economico che come avete detto voi non è adeguato.

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