Migranti abbandonati



Il governo cerca 6.500 posti letti per gli immigrati, perché il sud è al collasso. Continuano ad arrivare profughi dall’Africa e le tragedie del mare sono oramai una consuetudine. Ci sono oramai così tanti sbarchi che evidentemente iniziano a scarseggiare le barche, visto che gli scafisti sono arrivati al punto di assaltare i soccorritori per riprendersi i loro malconci battelli.
Purtroppo come al solito noi italiani gestiamo le cose con tifo calcistico e non siamo in grado di affrontare un problema concretamente: ecco dunque chi propone di occupare tutti gli alberghi per non voler negher tra i piedi e chi, viceversa, chiede porte aperte in memoria dei nostri avi, che furono anch’essi migranti.

La verità, come spesso accade, sta nel mezzo, perché se è vero che da Paese civile non possiamo voltare le spalle a chi ha bisogno, è altrettanto vero che ai nostri migranti non è stato regalato nulla. Avendo origini venete qualche storia mi è stata raccontata e nessuno di quelli che arrivavano a New York è mai stato soccorso in mare, così come a nessuno di loro è stato dato vitto e alloggio in cambio di niente e ogni migrante si è sempre fatto il mazzo a tarallo per migliorare la propria condizione. Prevengo subito polemiche sterili: è vero che all’epoca nessuno dei nostri avi è arrivato in America fuggendo dalla guerra. Se così fosse stato avrebbe, forse, ottenuto lo status di rifugiato e sarebbe stato assistito dallo Stato in base alle convenzioni internazionali, così come avviene oggi in Italia.

Purtroppo oramai l’Africa è una polveriera e quindi paradossalmente tutti quelli che sbarcano possono chiedere lo status di rifugiato, generando quindi la (parzialmente) falsa notizia che lo Stato dona 30 euro ad ogni derelitto sbarcato in Italia. Considerando poi i tempi biblici dell’amministrazione pubblica italiana nell’accertare la validità della domanda, la prebenda pubblica resta valida per diversi mesi, generando un bel giro di soldi legato ai migranti africani. Ogni rifugiato costa dai 30 ai 40 euro al giorno in base alla Regione che l’accoglie, ma direttamente all’immigrato ne vanno la metà, per le piccole spese (ricariche telefoniche, sigarette, ecc), mentre il resto va alla struttura che l’accoglie. In un mese ogni immigrato quindi garantisce dai 450 ai 600 euro a chi lo ospita e moltiplicandolo per le decine di richiedenti asilo si capisce subito perché il capitolo sbarchi stia facendo gola a molti affaristi! Non solo: il colpevole “chiudere un occhio” mostrato in questi anni verso i delinquenti stranieri ha fatto si che l’Italia sia diventata meta appetibile per chi con la legge ha sempre avuto qualche problema. Atteggiamento dannoso per noi italiani, continuamente vessati da furti e prepotenze, ma che ha creato disagi e problemi anche a chi in Italia ci viene per rifarsi una vita onestamente, tenuto a distanza solo perché parla straniero.

Una situazione al collasso dovuta anche ai continui tagli al capitolo “sicurezza”, che impediscono di fatto un concreto presidio del territorio, ma una manna per chi continua a gridare “attento al baluba violento”, nella speranza di avere un ritorno politico dalla rabbia popolare. In tutta questa baraonda l’Europa se la ride, promettendo molto, ma nei fatti restando a guardare. Con buona pace di chi oggi siede a Palazzo Chigi, evidentemente complice di chi con gli immigrati sta facendo affari d’oro a spese pubbliche. Non credo che la soluzione sia occupare gli alberghi o che serva aprire nuovi centri di accoglienza. Io resto della mia idea, ovvero che serve organizzare una serie di autobus scortati dai militari con destinazione diverse: Berlino, Parigi, Madrid, Londra, Copenaghen, Oslo, Stoccolma, Vienna e Berna. Solo così l’Europa capirà i nostri affanni nel gestire così tanti sfollati e forse vorrà trovare una soluzione comunitaria. Finchè resterà un problema italiano rischiamo solo una guerra civile tra poveri.

Pubblicato su NoviOnLine il 18 aprile 2015 – Leggi l’articolo

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