La superbia dei nipoti dei vincitori!



Ogni anno, durante le celebrazioni del 25 Aprile e del 1 Maggio, assistiamo ad una sorta di “autorizzazione a manifestare” rilasciate da questa o quella associazione o partito in virtù di non meglio precisate credenziali morali.
Nel 2006 l’allora candidato Sindaco di Milano, Letizia Moratti, fu costretta ad abbandonare il corteo del 25 aprile, nonostante spingesse in carrozzella il padre, ex deportato al campo di concentramento di Dachau e decorato con medaglia alla Resistenza.
Non mancano mai le proteste contro la brigata ebraica, rea di rappresentare un popolo fortemente osteggiata da una parte dell’estrema sinistra.
A Roma quest’anno si è arrivati addirittura all’assurdo che la brigata ebraica non ha sfilato per evitare insulti e aggressioni, mentre a Milano la brigata si è presa la sua dose di insulti dai militanti pro Palestina.

Insomma proprio gli ebrei, vittime principali del nazismo, non possono partecipare al corteo che celebra anche e soprattutto la loro liberazione e la data che in teoria vuole essere la celebrazione della liberazione da una dittatura e dall’occupazione tedesca, è diventata una festa ad invito.
Tutte azioni che di anno in anno stanno sminuendo l’importanza di questo ricordo storico, relegando questa vittoria popolare a un mero feticcio di una parte politica.
Basta notare quanti negozi sono rimasti aperti il 25 aprile come se fosse un sabato qualunque.
Venerdì ci sarò l’altra festa ad invito, ovvero il primo maggio, festa dei lavoratori e quindi, per qualche arcana legge della fisica quantistica, festa SOLO della sinistra.
Sarà divertente capire come una certa parte di sinistra riuscirà a festeggiare le riforme messe in campo dal buon Renzi, a partire dal contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, per arrivare alla riforma della legge elettorale a colpi di voto di fiducia.
Sono però sicuro che quella parte di sinistra, che sarebbe scesa a “girotondare” se certe cose l’avesse fatte l’amato Silvio, sarà in piazza a festeggiare il lavoro come se niente fosse.
Tanto loro il lavoro ce l’hanno o molto più probabilmente sono baby pensionati, pensionati anticipatamente e via dicendo.

Insomma gente che festeggia il lavoro che ha fatto per pochi anni e che grazie a noi che gli paghiamo la pensione può starsene in giro a festeggiare.
Oggi servirebbero tagli agli sprechi e aumenti degli stipendi, magari favoriti da un alleggerimento della pressione fiscale sulla busta paga, ma sembra che il mago fiorentino abbia preferito abolire l’articolo 18 per i nuovi assunti, piuttosto che tagliare le prebende ai partiti.
Con buona pace dei sindacati, che venerdì saliranno sui palchi per sparlare di diritti dei lavoratori e che molti di voi andrete a osannare.
Personalmente credo che se coloro che sono morti per la libertà e per le battaglie operaie si ridestassero oggi, riprenderebbero in mano armi e forconi per malmenare non solo i politicanti che occupano il Parlamento, ma soprattutto noi cittadini che assistiamo ebeti a questo sfacelo.

Pubblicato su NoviOnLine il 1 Maggio 2015 – Leggi l’articolo

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