Renzi tutto suo padre Silvio!



Avete presente la Grecia?
Quella Nazione che piange lacrime e sangue per ripianare i debiti creati dalla voragine pubblica, puntando il dito contro la Merkel… Insomma quello Stato tanto simile all’Italia che potremmo usarlo come previsione per il futuro, visto che anche da noi il debito pubblico galoppa.
Credo che la lezione più importante che possiamo trarre dalla Grecia è che lo Stato non può sprecare denaro pubblico e dato che anche noi siamo debitori nei confronti dell’Europa di tanti soldini, bisognerebbe adottare una politica rigorosa soprattutto sul fronte degli sprechi. Invece Renzi a cosa sta dando priorità?

Si va dalle unioni civili, alla liberalizzazione della cannabis, fino all’accorpamento del Corpo Forestale con la Polizia o i Carabinieri (cosa urgentissima in pieno periodo AIB). Tutte cose sicuramente importanti (tranne l’ultima), ma che servono solo a sviare l’attenzione dall’enorme buco pubblico che continua ad aumentare. Non basta questo, adesso Renzi gioca a fare il Silvio: “Se mi fate giocare con le riforme vi taglio l’IMU!” Dopo l’annuncio del “patto con gli italiani” anche Alfano ha dovuto ammettere che Matteo sta attuando le promesse di Berlusconi e se l’ha capito lui… Però sul tema IMU Fassino, da Presidente dell’ANCI, ha già messo le mani avanti, perché col taglio dei trasferimenti l’IMU è diventata vitale per molti Comuni e quindi Renzi sta facendo il figo alle spalle altrui. Un simile provvedimento senza le dovute coperture finanziarie rischia di deteriorare ulteriormente servizi e prestazioni che già oggi sono “al risparmio”.

Il rischio concreto di questa finanza creativa è di finire “alla greca” in pochi anni, mentre restano appese riforme come l’abolizione delle province, ancora al palo nonostante gli annunci. Oppure resta nel cassetto il tanto sbandierato piano B sui migranti, anche se l’Europa ci ha (nuovamente) preso in giro, col risultato che le città collassano. Per non parlare degli intoccabili rimborsi elettorali, dei cospicui rimborsi spese politici e dei tanti sprechi che vessano il debito pubblico.

Pensiamo al faraonico stipendio degli operatori tecnici della Camera (centralinisti, barbieri, elettricisti e via dicendo) che a fine carriera arrivano a percepire 136mila euro lordi l’anno. Oppure ai consiglieri parlamentari che già dopo 10 anni di attività ricevono quasi 145mila euro. Guardando il bilancio di previsione 2015 della Camera, pubblicato ad inizio anno, si ha evidenzia di quanto pesano simili costi: solo per i deputati spenderemo quasi 145 milioni di euro, tra vitalizi e pensioni se ne andranno quasi 139 milioni e per gli stipendi dei dipendenti bruceremo quasi 135 milioni! Tutto questo solo alla Camera, provate ad aggiungerci il Senato, le Regioni (ad esempio quante costose sedi estere regionali sono state chiuse? Nessuna mi pare) e tutti gli enti inutili che ancora oggi vivono e potremo avere un quadro abbastanza chiaro di quali siano realmente le riforme da fare.
Invece il dibattito politico si infiamma per la sentenza della Corte di Strasburgo e sulle qualità terapeutiche della Maria e noi ci facciamo tirar dentro come tanti allocchi. Ma in fondo ogni Paese ha il Governo che si merita…
Pubblicato su NoviOnLine il 24 luglio 2015 – Leggi l’articolo
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